Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre

Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre 

Allo zoo capita spesso di vedere bambini che stringono il peluche di un animaletto tra le braccia. Ma in uno della prefettura di Chiba, la scena più tenera da ammirare non riguarda un visitatore umano: protagonista è Punch-kun, un cucciolo di macaco giapponese abbandonato dalla madre che ha trovato conforto in un pupazzo di pezza.

Punch o Punchi, come pronunciano il suo nome in giapponese, è una scimmietta nata lo scorso luglio allo > Ichikawa City Zoo, a est di Tokyo. Nei primi giorni di vita, questi primati restano costantemente aggrappati al pelo della madre, un contatto fondamentale per la loro sicurezza emotiva oltre che per la sopravvivenza. Ma nel suo caso qualcosa è andato storto.

La madre, al suo primo parto, non è riuscita a occuparsi del piccolo e lo ha rifiutato. Una cosa che, se pur straziante, capita a volte nel regno animale. I guardiani del parco sono intervenuti quasi subito, iniziando ad allattarlo con il biberon e a prendersi cura di lui già dal giorno successivo alla nascita.

Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre

La soluzione inaspettata: un peluche Ikea

Nutrire Punch però non bastava: serviva anche un ‘sostituto‘ della madre a cui potersi aggrappare, come avrebbe fatto un cucciolo di macaco con il pelo materno. I primi tentativi con asciugamani arrotolati non hanno funzionato: le fibre erano troppo corte per permettergli di stringersi con facilità.

La svolta è arrivata quando un addetto ha pensato di regalare a Punch un peluche di orangotango, il celebre Djungelskog di > IKEA. Grazie al suo pelo lungo e morbido, Punch ha potuto finalmente aggrapparsi e sentirsi al sicuro, tanto da non lasciarlo mai. Da quel momento, il pupazzo è diventato il suo inseparabile compagno.

Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre

I primi passi verso il gruppo

Per i suoi primi sei mesi, Punch ha vissuto in uno spazio protetto, separato dagli altri macachi e dagli avventori dello zoo. Lo scorso gennaio però, è stato ritenuto pronto per entrare nell’habitat condiviso. È stata anche la prima occasione per i visitatori di vedere dal vivo il piccolo e il suo inseparabile ‘genitore di stoffa’. Sono circolati molti video virali, alcuni fasulli fatti con IA, che hanno scatenato la tenerezza e la tristezza di tutti. Qui una piccola raccolta fatta da un canale giapponese, quindi di video veri:

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All’inizio il piccolo Punch è stato bullizzato dai macachi adulti. Lo hanno prima ignorato, poi addirittura aggredito e spintonato via. Lui, mogio mogio si è sempre rifugiato nell’abbraccio del suo amico peluche. Ma secondo i guardiani, le cose ultimamente stanno migliorando. Punch è ancora timido, ma sta socializzando sempre di più con il gruppo.

Alcuni video mostrano progressi incoraggianti: meno tempo aggrappato al peluche, più interazioni con gli altri macachi. Uno di loro alla fine lo ha anche abbracciato e spulciato, segno inequivocabile di cura e affetto tra macachi. Ecco i video dell’avvicinamento direttamente dalla pagina X dello zoo di Ichikawa:

Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre

Un nome e un omaggio speciali

Il nome Punch dato alla piccola scimmietta nipponica non è casuale: è un tributo a Monkey Punch, il celebre mangaka creatore di > Lupin III. Un richiamo affettuoso che unisce cultura pop e natura, perfettamente in stile Giappone.

Curiosamente, la città di Ichikawa si trova tra Tokyo e Funabashi, proprio dove ha sede > IKEA Giappone. Dopo aver scoperto la dolce storia di Punch, l’azienda ha deciso di approfittarne anche per farsi un po’ di pubblicità, e così ha donato altri peluche Djungelskog e di diversi personaggi allo zoo.

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Punch-kun, il piccolo macaco giapponese rifiutato dalla madre


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