Perché gli scolari in Giappone usano tutti lo stesso tipo di zaino

Perché gli scolari in Giappone usano tutti lo stesso tipo di zaino?

Aprile è il mese in cui inizia l’anno scolastico in Giappone. Ed è il momento in cui tutti gli studenti indossano per la prima volta nella loro carriera scolastica degli strani zainetti squadrati chiamati randoseru. Probabilmente anche chi non è mai stato in Giappone ma guarda anime o legge manga ha ben presente come sono fatti. Ma perché il Giappone che è un paese moderno in alcune cose e tradizionale in altre, fa usare degli zaini scolastici dal design occidentale così antiquato?

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Tutto è iniziato alla fine del periodo Edo, attorno al 1850. Il Giappone, dopo un lungo periodo di isolamento dal mondo esterno, si aprì al commercio con altri paesi. Soprattutto grazie allo sbarco sulle sue coste delle navi della Compagnia delle Indie Olandesi che in quel periodo storico era molto prolifica. Cultura e mode Europee così sono letteralmente esplose nel paese da quel momento in poi, diventando una mania per i giapponesi avidi di novità.

Questo discorso valeva anche per la tecnologia militare, dato che gli altri paesi nel 1800 in questo campo erano più avanti del Giappone. Si cominciò a copiare la comodità di usare degli zaini nell’esercito, per liberare le mani dei soldati. Questi “trasporta oggetti da schiena” all’inizio vennero chiamati in giapponese ‘haino‘. In seguito però, con l’ondata di influenza occidentale incontrollabile che stava avvenendo, si cominciò a chiamarli storpiando in giapponese il loro nome olandese “ransel”. Fu così che questi zaini, con la pronuncia giapponese, diventarono ranseru, in seguito ranuseru ed infine l’attuale randoseru.

Perché gli scolari in Giappone usano tutti lo stesso tipo di zaino

Non si sa bene come mai ad un certo punto sia stato aggiunto ildo” in mezzo alla parola. Una teoria è che la parola olandese “ransel” sia stata scambiata con il tempo con quella tedesca “landser” che significa “soldato di fanteria”. Nei testi militari dell’800‘ importati dai Paesi Bassi e tradotti in giapponese, i kanji di zaino “haino” avevano il sottotitolo randoseru in katakana, cioè i caratteri giapponesi per le parole straniere.

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Altre parole olandesi nello stesso periodo hanno fatto il salto nella lingua giapponese, sempre con le dovute “giapponesizzazioni”. Ad esempio “penki ” che significa vernice in giapponese deriva dall’olandese “pek“, oppure “kamitsure” che significa camomilla in giapponese deriva dall’olandese “kamille“.

Nei primi anni di diffusione, i randoseru erano ancora totalmente di stoffa. Fu all’inizio dell’era Meiji, quando si istituì l’esercito imperiale giapponese, che i soldati furono dotati di resistenti zaini di cuoio. Erano già in tutto e per tutto simili a quelli usati ancora oggi dai bambini delle elementari, solo più grandi. Quindi la loro origine è, come per molte altre cose usate dagli studenti giapponesi tipo le uniformi scolastiche, di origine militare.

Perché gli scolari in Giappone usano tutti lo stesso tipo di zaino

L’influenza occidentale ha portato anche al passaggio in Giappone dall’era Edo a quella Meiji. Cioè alla fine dell’aristocrazia samurai e all’arrivo di una società più democratica. E parte di questo cambiamento prevedeva anche l’abolizione dei privilegi riservati alla nobiltà, come l’avere tutti accesso all’istruzione. Le scuole Gakushuin, che già esistevano nel paese, erano solo per i bambini maschi aristocratici.

Nel 1885 invece le scuole diventarono aperte anche alle ragazze. In seguito si creò per la prima volta una scuola elementare sperimentale che potevano frequentare membri di qualsiasi classe sociale e sesso. Il principio di questa nuova scuola era quello di garantire uguaglianza tra tutti gli studenti, sia ricchi che poveri. Era quindi vietato accompagnare i bambini aristocratici in carrozza e questi non potevano avere la servitù che trasportasse loro il materiale scolastico. Tutti gli studenti erano tenuti a portare le loro cose da soli.

Nel 1887, un bambino di otto anni chiamato Principe Yoshihito, che crescendo sarebbe diventato imperatore nell’era Taisho, si iscrisse ad una scuola Gakushuin. Per celebrare questa occasione il primo ministro giapponese dell’epoca, regalò al principino un pregiato e robusto zainetto in pelle per andare a scuola. Uguale a quelli usati dall’esercito imperiale.

All’epoca ancora non esistevano gli influencer ma il principe in quella occasione creò una moda essendo l’equivalente di una celebrità, un antenato degli idol. E così il suo zainetto diventò di tendenza tanto che tutti lo volevano così per andare a scuola. Ma il costo di un oggetto di tale fattura all’epoca era molto alto e non tutti potevano permetterselo. Solo molti anni dopo, finita la seconda guerra mondiale, la crescita esponenziale dell’economia giapponese fece si che, pur essendo ugualmente costoso per molte famiglie, lo zainetto randoseru divenne più accessibile per tutti.

Poi, nel periodo della bolla economica degli anni 70-80, in Giappone le persone hanno iniziato a guadagnare molto bene e a spendere con meno riguardo. Così questi zainetti sono passati dall’essere uno status symbol di una certa elite economico-culturale, ad essere alla portata di tutti. Di pari passo con un’istruzione sempre più competitiva.

Oggi il costo medio di un ottimo zaino randoseru originale giapponese è di 60.000¥ (crc. 450€). Spesso sono i nonni che lo regalano ai nipoti quando iniziano le scuole elementari. Pur essendo sempre molto costoso va considerato che uno zainetto simile, per la qualità dei materiali, è praticamente indistruttibile. E’ fatto apposta per durare per tutti gli anni delle scuole primarie, che in Giappone sono 6. Quindi lo compri una volta sola invece di cambiarlo quasi ogni anno come molti fanno in occidente, spendendo alla lunga anche di più di quello che costa un randoseru unico.

Il mondo va sempre di più verso una conversione al digitale, con tablet e dati mantenuti nei cloud. Chissà se in futuro ci sarà sempre la necessità di trasportare sulla schiena tutti i giorni della propria vita scolastica un pesante fardello di libri come adesso. Il randoseru giapponese sopravviverà o si evolverà in qualcos’altro? Certo è che è un oggetto di pregevole fattura ed esteticamente interessante, al pari di una borsetta costosa. Potrebbe essere convertito proprio in questa versione… io lo userei!

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Fonte: @soranews24


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