Manga sotto processo: per la Cassazione italiana gli hentai sono pedopornografia

Manga sotto processo: per la Cassazione italiana gli hentai sono pedopornografia

Secondo i giudici italiani da un disegno si può dedurre se i soggetti rappresentati sono minorenni. E quindi se vengono disegnati con atteggiamenti sessuali o posano nudi, possono essere considerati materiale pedopornografico. Questa è la sentenza della Cassazione che equipara alcuni manga ‘hentai‘ (letteralmente ‘perversi’) con protagonisti dei minori, a delle foto porno di veri minori. E così questi manga vanno sotto processo per la Cassazione italiana.

Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!

La condanna riguarda un militare di Trieste che nel 2021 venne accusato della detenzione di materiale pedopornografico. Tra quello che è stato rinvenuto nel suo computer di casa, oltre a delle vere fotografie di minori, c’era anche una chiavetta Usb. Dentro alcune tavole dei tipici manga hentai giapponesi con protagonisti scolaretti e scolarette evidentemente minori di 18 anni. Anch’essi conteggiati come materiale illegale assieme alle immagini reali.

Manga sotto processo: per la Cassazione italiana gli hentai sono pedopornografia

Il ricorso in Cassazione

La sentenza si rifà ad una vicenda simile del 2017, e si fonda sulla stessa rilevanza penale della rappresentazione di situazioni in cui i minori siano ridotti a oggetti sessuali. Mettendo così in secondo piano il fatto che le persone raffigurate siano reali o di fantasia. Come ricostruito da Il Messaggero, il legale del militare dopo la sentenza ha deciso di ricorrere in Cassazione. Secondo lui infatti la Corte d’Appello avrebbe errato nell’assimilare anche delle illustrazioni al pari di materiale pedopornografico. Esse per l’uomo non rappresentavano situazioni reali e quindi non erano illegali. Ma si sbagliava.

Il ricorso è stato rigettato dalla Cassazione che ha precisato: “Le due fotografie per cui è stata pronunciata la condanna raffigurano – senza ombra di dubbio – (come peraltro molte altre) giovani ragazze, poco più che bambine. La statura, il volto, i caratteri sessuali appena accennati (lo sviluppo mammario e pilifero) sono elementi rivelatori del fatto che si tratta di soggetti di età ampiamente inferiore ai diciotto anni”.

Manga sotto processo: per la Cassazione italiana gli hentai sono pedopornografia

La rilevanza penale

I giudici hanno quindi ribadito che tali materiali hanno: rilevanza penale non solo alla riproduzione reale del minore in una situazione di fisicità pornografica. Ma anche a disegni, pitture, e tutto ciò che sia idoneo a dare allo spettatore l’idea che l’oggetto della rappresentazione pornografica sia un minore. Elaborazione che consente di ritenere immune da censure la conferma della decisione di condanna sia per i fumetti, sia per le illustrazioni di racconti erotici raffiguranti minori impegnati in atti sessuali”.

Quindi se in un hentai sono presenti dei minorenni, il possesso di tali materiali in Italia è considerato reato di detenzione di materiale pedopornografico. Per la Cassazione non c’è alcuna differenza tra immagini reali e tavole disegnate: entrambe sono da considerarsi illegali e quindi il loro possesso costituisce un reato. Basta solo la qualità rappresentativa “tale da far apparire come accadute o realizzabili nella realtà e quindi vere, ovvero verosimili, situazioni non reali, ossia frutto di immaginazione di attività sessuali coinvolgenti bambini e bambine.”

Post consigliato > La storia di Tsutomu Miyazaki ‘l’otaku serial killer’ che uccise 4 bambine a Saitama


Manga sotto processo: per la Cassazione italiana gli hentai sono pedopornografia