In Giappone persiste l’esitazione nei confronti dei vaccini
Anni di passi falsi istituzionali, scandali sanitari e disinformazione online, hanno scavato un solco profondo tra cittadini e istituzioni nipponiche. Oggi il Giappone guarda con sospetto una pratica che altrove è data per scontata. E le fake news purtroppo corrono online molto più veloci delle rassicurazioni ufficiali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha definito l’‘esitazione vaccinale‘ una delle principali minacce alla salute pubblica, nonostante la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci. E in Giappone questo fenomeno è particolarmente radicato. Studi internazionali condotti tra il 2015 e il 2019 in 149 Paesi, lo hanno collocato tra i più scettici del mondo, insieme a Francia e Mongolia. Gli esperti avvertono che questa tendenza ha già portato al ritorno di malattie facilmente prevenibili, tra cui il morbillo, in diversi paesi sviluppati.
Il caso HPV: la fiducia perduta
Il punto di svolta è arrivato nel 2013, con la controversia sul vaccino contro l’HPV. Il Papillomavirus Umano si trasmette principalmente per via sessuale e può causare lesioni benigne come verruche e condilomi, oppure lesioni maligne come alcuni tipi di cancro. Dopo alcune segnalazioni di presunti effetti collaterali, il governo giapponese sospese la raccomandazione del vaccino. Anche se le successive indagini scientifiche non trovarono alcun legame, la sospensione durò quasi nove anni. Il risultato? I tassi di vaccinazione contro l’HPV crollarono dal 70% a meno dell’1%, generando una ‘crisi di fiducia su scala nazionale’ che ancora oggi pesa sulle nuove campagne vaccinali in generale.
Le radici di questa esitazione sono profonde. Gli scandali sanitari degli anni ’90 e la comunicazione prudente delle istituzioni nipponiche, hanno ulteriormente rafforzato la percezione dei vaccini come qualcosa di ‘potenzialmente pericoloso‘. In Giappone, inoltre, i cittadini tendono a fidarsi più dei medici locali che del governo: un fattore che indebolisce le campagne centralizzate del Ministero della Salute.
L’effetto della disinformazione
Con l’avvento dei social media, la situazione si è ulteriormente complicata. Fake news su morti e gravi effetti collaterali si diffondono rapidamente online, alimentando i timori. Molti giapponesi citano la ‘paura di rischi sconosciuti‘ come principale motivo di rifiuto. Gli esperti notano che lo stile comunicativo giapponese, prudente e tecnico, fatica a competere con le narrazioni emotive e sensazionalistiche.
In Paesi come Francia, Finlandia e Irlanda, la fiducia nei vaccini è risalita grazie a campagne trasparenti, dialogo con i medici e risposte chiare alle preoccupazioni del pubblico. L’indagine ha evidenziato anche che la stima dei genitori verso i medici è un fattore decisivo: chi considera affidabili gli operatori sanitari tende molto più spesso a vaccinare i propri figli. Anche il livello d’istruzione incide: una maggiore formazione scientifica corrisponde a una più alta credibilità dell’efficacia dei vaccini.
Gli sforzi del governo giapponese
Dal 2022, il governo ha ripreso a promuovere il vaccino HPV e avviato iniziative locali: incontri comunitari con medici, opuscoli informativi e campagne mirate. I risultati iniziali mostrano che il dialogo diretto con la popolazione funziona meglio delle comunicazioni ufficiali. Gli psicologi sottolineano che la paura non è solo razionale, ma anche emotiva: serve una ‘comunicazione empatica‘ per ristabilire la fiducia nei giapponesi.
La diffidenza verso i vaccini ha un costo reale. Durante la pandemia di COVID-19, il Giappone ha avviato le vaccinazioni più tardi rispetto ad altri Paesi, frenato da burocrazia e scetticismo. Sebbene abbia poi raggiunto uno dei tassi di vaccinazione più alti dell’OCSE, gli esperti avvertono che una simile esitazione potrebbe ritardare notevolmente le risposte in caso di crisi future.
Una lezione per il futuro
Gli insegnamenti tratti dall’esperienza giapponese sono chiari. La fiducia nei vaccini è fragile e oscilla con il tempo, gli eventi e la qualità della comunicazione. Una volta scossa, non può essere ripristinata solo con i fatti. Trasparenza, empatia e messaggi coerenti sono essenziali per ricostruire ciò che è andato perduto. Come recita un proverbio giapponese spesso citato nei rapporti del Ministero della Salute:
“La fiducia arriva a piedi, ma se ne va a cavallo.”
In altre parole, il Giappone ha imparato a sue spese che la fiducia della popolazione è un bene fragile: basta un errore per perderla, ma servono anni per ricostruirla. E in un mondo dove le fake news viaggiano più veloci della verità, la battaglia per i vaccini comincia ben prima della puntura: parte dalla credibilità.
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