Il Giappone vince il campionato del mondo di tiramisù
Roma è diventata, per un giorno, la capitale mondiale del tiramisù. La città ha infatti ospitato il World Trophy of Professional Tiramisù, il Campionato del Mondo dedicato al dolce italiano per eccellenza, ideato e organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC).
Dieci i Paesi in gara: Italia, Francia, Australia, Giappone, Marocco, Messico, Cina, Perù, Senegal e Colombia. Si sono sfidati a colpi di mascarpone e caffè per conquistare il titolo di miglior > tiramisù del mondo nella categoria professionisti. Ogni concorrente ha avuto a disposizione due ore di tempo per realizzare due versioni del celebre dessert:
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Una classica, ispirata alla ricetta tradizionale nata negli anni ’70 al ristorante Le Beccherie di Treviso;
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Una innovativa, in cui la creatività poteva correre libera, purché restassero tre elementi imprescindibili: una parte cotta, un formaggio fresco spalmabile e il caffè.
Dopo una gara di altissimo livello, la giuria internazionale ha svelato la sorprendente classifica. Marco Paolo Molinari e altri maestri come Ciro Chiummo, Taizo Shibano, Nabil Barina e Francesca Speranza, hanno decretato il podio finale.
1° posto: Aya Okada (Giappone), classe 1996, originaria di Ishikawa. La sua creazione ha lasciato tutti senza parole: un tiramisù a forma di pianoforte a coda, decorato con ciliegie al maraschino e amarene, simbolo di eleganza e armonia. Un dessert in cui estetica e gusto danzano all’unisono.
2° posto: Milena Russo (Italia), da Capo d’Orlando, con il suo poetico ‘Amor Misù‘. Una combinazione audace di rosa bulgara, caffè, lampone e pepe rosa, accompagnata da un savoiardo al rosmarino e limone: un equilibrio di profumi freschi e raffinati che omaggia l’amore per la tradizione e l’innovazione.
3° posto: Simon Loutid (Marocco) con ‘Nostalgia di un bambino‘, un dolce evocativo che si apre come un fiore di bissap e richiama i profumi dell’Africa, vaniglia e ibisco
Il punteggio finale è stato calcolato sommando le valutazioni delle due versioni di > tiramisù, classica e innovativa, per ogni concorrente. A chiudere la manifestazione, le parole del Presidente Matteo Cutolo della FIPGC:
«Questa competizione rappresenta l’essenza della pasticceria contemporanea: rispetto per la tradizione, apertura verso il mondo e desiderio di innovare senza perdere l’identità. Il tiramisù, simbolo dell’Italia, si conferma oggi un linguaggio universale capace di unire culture e professionisti di ogni parte del pianeta».
E così, tra savoiardi, mascarpone e note di caffè, Roma ha incoronato il suo nuovo campione mondiale. Il > tiramisù è un dolce nato in Italia, ma oggi più che mai parla le lingue del mondo. Quest’anno in particolare il giapponese.
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