Il Giappone valuta i danni dopo il terremoto di Capodanno nella penisola di Noto
Alle 16:10 di ieri 1 gennaio 2024, fuso orario giapponese, un terremoto ha centrato la penisola di Noto, nella prefettura di Ishikawa. Si è trattato di un sisma di livello 7 sulla scala di intensità giapponese. Ha avuto un ipocentro poco profondo ed una magnitudo stimata di 7,6. Le scosse di assestamento sono state 129, con intensità da 3 a 5, seguite in modo intermittente.
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Dopo un’allerta rossa tsunami, con conseguente evacuazione delle coste, sono state registrate onde di circa 1,2 metri a Wajima, nella prefettura di Ishikawa, a Toyama e a Kashiwazaki, Prefettura di Niigata. Circa 32.700 famiglie nella prefettura di Ishikawa sono rimaste senza corrente elettrica e diverse città hanno perso l’accesso all’acqua corrente.
I crolli di alcuni vecchi edifici sono avvenuti a Niigata, Toyama, Fukui e Gifu. I morti accertati per ora sono 55, tutte persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Ovviamente se un terremoto di tale portata fosse avvenuto in Italia, i danni e i morti sarebbero stati enormemente di più. Non dimentichiamo che il Giappone è tutto antisismico ed ha efficienti sistemi di avvisi di emergenza attivi da decenni.
A seguito del terremoto, si è scatenato anche un enorme incendio nel distretto Kawaimachi di Wajima, sempre ad Ishikawa. Le strutture coinvolte sono state circa un centinaio tra case, negozi e locali, dato che la zona è molto turistica. Le fiamme hanno distrutto anche il Museo Go Nagai Wonderland della città di Wajima. Qui sotto due immagini del prima e dopo:
“Go Nagai Wonderland” Museum in Wajima city was seriously affected by a fire caused by the earthquake.
According to the official statement, the damage inside is still unknown. https://t.co/7tpQvSBojI pic.twitter.com/mlyIKTNisC— Catsuka (@catsuka) January 2, 2024
L’epicentro del terremoto è stato a Shika, prefettura di Ishikawa. La centrale nucleare di Shika, gestita dalla Hokuriku Electric Power Company è attualmente offline e la società ha riferito che non ci sono stati danni. Anche la centrale nucleare di Kashiwazaki nella prefettura di Niigata e diversi altri impianti nella prefettura di Fukui non hanno segnalato problemi.
Ovviamente i danni di questo terremoto del 1 gennaio non sono paragonabili a quelli del 2011 a seguito del terremoto e devastante tsunami del Tōhoku. Quella volta la magnitudo è arrivata a 9 e le onde hanno superato i 10 metri di altezza devastando ben 2.000 km di coste giapponesi. Senza considerare il disastro della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Lo tsunami causò un blackout e distrusse i generatori di emergenza che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori 1, 2 e 3. E’ stato il più grave incidente nucleare dopo Chernobyl (1986).
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Fonte: @thejapantimes








