Il Giappone spinge sull’intelligenza artificiale: obiettivo 80%
Il Giappone punta a una svolta sull’intelligenza artificiale. Il Governo Takaichi ha presentato una bozza del nuovo programma di base dedicato allo sviluppo e all’uso dell’IA, con un obiettivo ambizioso: portare al più presto il tasso di utilizzo tra i cittadini prima al 50% e successivamente all’80%. Un salto netto rispetto alla situazione attuale, che vede il Paese ancora in ritardo rispetto ai principali competitor globali.
La strategia mira non solo a diffondere l’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana di tutti i giapponesi. Ma soprattutto a favorire la nascita di tecnologie ‘made in Japan‘, rafforzando l’autonomia del Paese in un settore sempre più strategico.
Investimenti privati per 1.000 miliardi di ¥
Al centro del piano c’è anche un massiccio coinvolgimento del settore privato. Il governo intende attirare circa 1.000 miliardi di ¥ (pari a circa 5,5 miliardi di €) in investimenti, destinati a potenziare la ricerca e lo sviluppo, formare nuove risorse umane e migliorare le infrastrutture tecnologiche. L’adozione ufficiale del programma di base è prevista entro la fine dell’anno, nel corso di una riunione del Consiglio dei Ministri.
Il ritardo del Giappone rispetto a USA e Cina
I numeri evidenziano chiaramente il gap da colmare che non piace al governo giapponese. Negli Stati Uniti il 68,8% della popolazione utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa. Mentre in Cina addirittura la percentuale sale all’81,2%. In Giappone, invece, il dato si ferma al 26,7%. Una distanza vergognosa che il governo considera non più sostenibile, soprattutto alla luce della competizione tecnologica globale. In particolare per non sfigurare con l’odiata Cina ovviamente.
Stati Uniti: le IA più usate
> ChatGPT (OpenAI)
La più popolare in assoluto: usata per lavoro, studio, scrittura, programmazione e assistenza.
Google Gemini
Diffusa grazie all’integrazione diretta con Search, Gmail, Docs e Android.
Microsoft Copilot
Molto usata in ambito professionale e aziendale, soprattutto all’interno di Office e GitHub.
Cina: le IA più usate
ERNIE Bot (Baidu)
La principale alternativa cinese a ChatGPT, integrata nel motore di ricerca Baidu.
Tongyi Qianwen (Alibaba)
Ampio utilizzo in e-commerce, cloud e servizi aziendali.
Doubao (ByteDance)
Molto popolare tra i giovani e collegata all’ecosistema di Douyin/TikTok.
Giappone: solo integrate
A differenza delle IA Usa e cinesi, quelle giapponesi sono B2B, ovvero e non pensate per l’utente finale. Sono ad esempio LINE AI e Yahoo Japan AI, integrate all’interno di sistemi preesistenti, non presentate come prodotti autonomi stile > ChatGPT. Puntano principalmente su sicurezza, affidabilità e lingua giapponese. È anche per questo che il governo vuole spingere sullo sviluppo e l’adozione pubblica dell’IA: senza un’IA giapponese al livello di OpenAI diffusa tra i cittadini, il Paese rischia di restare dipendente da tecnologie straniere.
L’IA come infrastruttura della società
Nella bozza del piano, l’intelligenza artificiale viene definita una vera e propria ‘infrastruttura sociale‘: un fondamento intellettuale e una piattaforma operativa su cui costruire lo sviluppo futuro del Paese. L’obiettivo è integrarla in modo capillare nella società, dalla pubblica amministrazione al mondo delle imprese. Il documento prevede che tutti i ministeri e le agenzie governative adottino l’uso dell’IA, per poi estenderlo progressivamente a tutti i dipendenti pubblici, con l’intento di aumentare efficienza, produttività e qualità dei servizi.
Un altro pilastro della strategia è la creazione di un vero e proprio ‘ecosistema dell’intelligenza artificiale’. Sviluppatori, utenti, produttori di semiconduttori e fornitori di servizi cloud dovranno collaborare in modo integrato. Così da favorire l’espansione delle aziende giapponesi nei mercati esteri e ridurre il deficit commerciale del Giappone nel settore digitale.
La visione di Sanae Takaichi
Nel suo discorso politico di ottobre, il primo ministro Sanae Takaichi ha ribadito l’obiettivo di trasformare il Giappone nel ‘Paese al mondo in cui è più facile sviluppare e utilizzare l’intelligenza artificiale’. Per raggiungerlo, il governo intende fare dell’IA una priorità assoluta degli investimenti pubblici, puntando su partnership pubblico-private per accelerare ricerca, innovazione e applicazioni concrete. La sfida è aperta: colmare il divario con Stati Uniti e Cina e riposizionare il Giappone come protagonista globale nell’era dell’intelligenza artificiale.
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