Il ritorno del nucleare in Giappone
Per oltre dieci anni il Giappone ha cercato di ridurre al minimo il peso dell’energia nucleare nel proprio mix energetico. Paure, proteste e diffidenza, retaggio inevitabile del disastro di Fukushima del 2011, hanno rallentato qualsiasi tentativo di riavvio. Ma ora, nel 2025, è tempo di andare avanti dato che qualcosa è cambiato radicalmente.
La crescente domanda di elettricità, aggravata dall’esplosione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale, sta costringendo Tokyo a invertire la rotta. Non si parla ancora di costruire nuove centrali, ma l’obiettivo è chiarissimo: riavviare tutte quelle che erano state spente dopo il terremoto e tsunami del 2011, per spremerle di nuovo a massimo regime.
IA e data center: la nuova spinta verso il nucleare
Il simbolo di questa svolta è la centrale di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del Giappone. Il reattore numero 6 è destinato a diventare il primo impianto della TEPCO a riprendere le operazioni dopo la chiusura totale del 2011. Il via libera è arrivato lo scorso 21 novembre 2025, quando il governatore della prefettura di Niigata, Hanazumi Hideyo, ha approvato ufficialmente il riavvio. Se le ultime ispezioni non solleveranno problemi, il reattore potrebbe essere operativo già entro marzo 2026.
Ma perché tanta fretta? Il governo giapponese prevede un aumento vertiginoso del fabbisogno energetico, alimentato soprattutto dalla costruzione di nuovi data center per i servizi di intelligenza artificiale generativa. Una corsa che rischia di mettere in ginocchio le reti elettriche se non si interviene con decisione. Per questo nel nuovo piano energetico di base approvato a febbraio, il governo ha abbandonato la vecchia linea della ‘riduzione al minimo dell’energia nucleare‘ e ha dichiarato al contrario l’intenzione di massimizzare l’uso degli impianti esistenti. L’obiettivo è di portare il nucleare dall’attuale meno del 10% a circa il 20% della produzione totale entro il 2040.
Un Paese che riaccende, lentamente, i suoi reattori
Dopo Fukushima, il Giappone aveva praticamente spento tutto il suo parco nucleare: solo 14 dei 36 reattori sono stati riavviati nell’arco di quattordici anni. Nel Giappone orientale, ad esempio, è in funzione soltanto il reattore 2 della centrale di Onagawa (Tōhoku Electric Power).
Per accelerare la riattivazione, il governo sta cercando di conquistare il consenso delle comunità locali, ancora spaventate dall’eventualità di una nuova Fukushima:
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E’ stato ampliato il sostegno economico ai comuni entro 30 km dalle centrali (prima era limitato a 10 km),
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Hanno promesso di finanziare tutte le vie di evacuazione intorno a Kashiwazaki-Kariwa,
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La TEPCO ha annunciato 100 miliardi di ¥ in fondi per incentivare nuove imprese e occupazione nella regione.
Queste misure, sommate, sono riuscite a convincere la prefettura di Niigata a dare l’ok al riavvio.
Timeline: come si è mosso il Giappone dal 2011 a oggi
- 2011
- – Terremoto e tsunami del Tōhoku, seguito dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Il più grave incidente nucleare dai tempi di Chernobyl.
- 2012
- – Nasce l’Autorità di regolamentazione nucleare.
– Per la prima volta in 42 anni il Giappone rimane senza alcuna centrale attiva. - 2013
– Introdotti nuovi standard di sicurezza contro calamità naturali e terrorismo. - 2014
– Il governo approva un nuovo piano energetico che punta sulle rinnovabili e riduce la dipendenza dal nucleare. - 2018–2021
- – Dal 2018 ricominciano i riavvii graduali: Genkai 3-4, Ōi 3-4, Ikata 3, Takahama 3-4 e Mihama (che torna operativo dopo 44 anni).
– 2021: altri reattori entrano in funzione secondo le nuove norme. - 2023
- Maggio 2023
– Approvata la legge GX sulla decarbonizzazione, che estende la vita operativa dei reattori fino a 60 anni (o più). - Luglio 2023
– Il reattore 1 di Takahama torna operativo dopo 12 anni di stop. - Agosto 2023
– Inizia lo scarico dell’acqua trattata contenente trizio dalla centrale di Fukushima Daiichi. - Settembre 2023
– Riavvio del reattore 2 di Takahama. - 2024
- Ottobre 2024
– Riparte il reattore 2 di Onagawa (Tōhoku Electric), primo riavvio nel Giappone orientale dal 2011.
– L’Autorità di regolamentazione approva l’estensione operativa della centrale di Takahama, che raggiunge i 50 anni di attività: un primato nazionale. - Dicembre 2024
– Riavvia il reattore 2 della centrale di Shimane (Chūgoku Electric). - 2025
- Febbraio 2025
– Il governo approva un nuovo piano energetico: eliminata definitivamente la frase sulla ‘riduzione al minimo’ del nucleare, presente dal 2014. Parte ufficialmente la strategia di massimizzare l’uso delle centrali esistenti. - Novembre 2025
– La prefettura di Niigata approva il riavvio del reattore 6 della centrale di Kashiwazaki-Kariwa (TEPCO), destinato a diventare il primo impianto TEPCO attivo dopo Fukushima.
Un futuro nucleare inevitabile?
Il Giappone si trova davanti a un dilemma difficile: mantenere l’impegno verso decarbonizzazione e stabilità energetica senza riaccendere le ombre del passato. La crescita dell’intelligenza artificiale e la quantità mostruosa di elettricità che consuma però, sta spingendo il Paese verso scelte che sembravano politicamente impensabili fino a pochi anni fa. Il 2025 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui Tokyo ha smesso di chiedersi ‘se riaprire‘ e ha iniziato a chiedersi ‘quando riaprire‘ tutto.
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