Il Giappone si prepara ad introdurre un nuovo sistema di ingresso per i turisti stranieri
Il governo giapponese ha annunciato l’introduzione di nuove procedure di immigrazione per i visitatori provenienti da 71 paesi. Fino ad ora i turisti di queste nazioni, sono potuti entrare in Giappone esibendo semplicemente il passaporto. Per soggiorni fino a 3 mesi infatti, non serve alcun visto. Tuttavia, questa situazione è destinata a cambiare.
Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!
Il Paese prevede infatti di implementare un nuovo sistema di ingresso che richiederà ai visitatori stranieri di fornire obbligatoriamente online le proprie informazioni personali prima di entrare in Giappone. Questa procedura, denominata provvisoriamente JESTA, funzionerà in modo simile all’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) degli Stati Uniti. Introdotto da tempo nel Paese come misura antiterrorismo, l’ESTA valuta l’idoneità dei visitatori che vogliono entrare negli negli Stati Uniti nell’ambito del Visa Waiver Program. E così farà anche JESTA, che esaminerà i viaggiatori prima del loro arrivo in Giappone attraverso un sistema online.
Con questa novità, il governo giapponese ha come obiettivo quello di ridurre il numero di immigrati clandestini provenienti da paesi e regioni esenti da visto. Questi infatti spesso restano in Giappone oltre il periodo di soggiorno autorizzato, che può variare dai 14 ai 90 giorni a seconda del passaporto. Attualmente, le compagnie aeree internazionali forniscono le informazioni sui passeggeri al governo giapponese solo dopo il decollo, il che significa che se poi non superano lo screening, arrivano comunque in Giappone. E anche in caso di espulsione, molti di questi poi restano illegalmente.

Il governo ha sottolineato che il numero di persone che abusano del sistema e soggiornano illegalmente in Giappone è significativo e in continuo aumento. Nell’ultimo anno infatti, su 49.801 visitatori illegali, oltre 28.000 provenivano da paesi esenti da visto. Con il nuovo sistema JESTA, tutti i cittadini stranieri dovranno dichiarare online lo scopo del loro ingresso e l’indirizzo di soggiorno per essere verificati dall’Immigration Services Agency, prima della partenza.
Se la domanda è identificata come a rischio di soggiorno illegale, l’autorizzazione al viaggio non sarà concessa. Praticamente non ti fanno nemmeno partire per non rischiare che rimani illegalmente in Giappone. In caso succeda, l’unica soluzione sarà quella di riuscire ad ottenere un visto formale presso l’ambasciata locale.
Quindi, quando il sistema sarà operativo, i cittadini dei seguenti 71 paesi esenti da visto, dovranno presentare i propri dati online tramite JESTA prima di partire:
- Andorra
- Argentina
- Australia
- Austria
- Bahamas
- Barbados
- Belgio
- Brasile
- Brunei
- Bulgaria
- Canada
- Cile
- Costa Rica
- Croazia
- Cipro
- Repubblica Ceca
- Danimarca
- Repubblica Dominicana
- El Salvador
- Estonia
- Finlandia
- Francia
- Germania
- Grecia
- Guatemala
- Honduras
- Hong Kong
- Ungheria
- Islanda
- Indonesia
- Irlanda
- Israele
- Italia
- Lettonia
- Lesotho
- Liechtenstein
- Lituania
- Lussemburgo
- Macao
- Malaysia
- Malta
- Mauritius
- Messico
- Monaco
- Paesi Bassi
- Nuova Zelanda
- Macedonia del Nord
- Norvegia
- Panama
- Polonia
- Portogallo
- Qatar
- Repubblica di Corea
- Romania
- San Marino
- Serbia
- Singapore
- Slovacchia
- Slovenia
- Spagna
- Suriname
- Svezia
- Svizzera
- Taiwan
- Thailandia
- Tunisia
- Turchia
- Emirati Arabi Uniti
- Regno Unito
- Stati Uniti
- Uruguay
Il governo nipponico prevede di stanziare i fondi necessari per il sistema JESTA nel bilancio del prossimo anno. L’intenzione è quella di attivarlo entro il 2030. Nel frattempo, un altro sistema sarà testato durante l’anno fiscale corrente, permettendo l’invio delle informazioni sui passeggeri in partenza all’Immigration Services Agency subito dopo l’imbarco.
Questi dati saranno confrontati con una ‘lista nera‘ di viaggiatori che il Giappone possiede. I questa sono presenti anche personalità dello spettacolo internazionale bannate dal paese per precedenti penali per droga. Tra questi anche Paul McCartney e Paris Hilton. La legge che regola gli ingressi in Giappone prevede che l’accesso sia negato a chi è stato condannato per dei reati. Ora, con la nuova procedura, non potrà proprio imbarcarsi.
Sebbene JESTA sia un progetto pensato per garantire la sicurezza del Giappone e dei suoi visitatori, potrebbe creare difficoltà ad alcuni turisti abituati all’ingresso agevolato grazie all’esenzione dal visto. Maggiori dettagli su come funzionerà il sistema, comprese le tempistiche per la presentazione delle domande e i requisiti personali da soddisfare, saranno specificati più avanti, avvicinandosi alla data di lancio di JESTA. Stay Tuned.
Post consigliato > Turista straniero in Giappone arrestato per atti sessuali in pieno giorno in un Santuario




