Il famoso 'talco di Pollon' finalmente svelato

Il famoso ‘talco di Pollon‘ finalmente svelato

La verità dietro uno dei tormentoni degli anime che ci portiamo dietro dai lontani anni ’80. Chi non conosce la spassosa piccola > Pollon? Anche i più giovani sicuramente avranno visto qualche replica o più probabilmente qualche meme con protagonista la biondina greca animata. Cosa si cela dietro l’ilarità e l’ambiguità legata a questo famoso personaggio nato dalla matita geniale del mangaka Hideo Azuma?

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> Olympus no Poron, titolo originale dell’opera, è uno > shojo manga pubblicato in Giappone a partire dal 1977. E’ la storia di Pollon, unica figlia del Dio del sole Apollo, che vive con suo padre, suo nonno Zeus e altre divinità sul monte Olimpo. E’ una rappresentazione ironica dell’antico mito greco, mischiato con il Giappone degli anni ’80. Pollon vuole diventare una Dea ma nessuno la prende sul serio a causa dei continui guai che combina. Ad un certo punto il nonno decide di aiutarla: ad ogni sua buona azione le regalerà una moneta per il suo salvadanaio magico. Una volta che sarà pieno potrà anche lei diventare una vera Dea. Insieme all’amico Eros, il Dio dell’amore, Pollon va alla ricerca di chi ha bisogno di aiuto, imbattendosi nei protagonisti di famosi miti greci rivisitati in chiave moderna e fantasiosa.

In Italia è più famosa la > versione animata di Pollon rispetto al manga, intitolata > C’era una volta Pollon. Passata infinite volte nelle nostre reti private a partire dal 1984, con la famosa sigla > Pollon combinaguai cantata da Cristina D’avena. Ma anche se questa canzone è tutt’ora conosciutissima a distanza di ben 40 anni dalla sua uscita, è un’altro il motivetto che viene citato maggiormente quando si parla di Pollon. E che ancora oggi diverte ed incuriosisce tutti soprattutto per un particolare.

Se vi dico: ‘sembra talco ma non è…’ scommetto che riuscite a terminare la frase con ‘serve a darti l’allegria! Se l’assaggi o la respiri ti da subito l’allegria! Korokoro Pollon’. Molti bambini ai tempi della trasmissione di questa filastrocca, sicuramente non hanno colto l’evidente allusione ‘adulta’ che contiene. Ascoltandola adesso, la trovate > QUI, è chiaro l’intento di voler nascondere dietro una innocente canzoncina un doppio senso.

Il famoso 'talco di Pollon' finalmente svelato

Mentre Pollon canta, lancia in aria una ‘polverina magica’, il famoso ‘talco’, che fa passare la tristezza e da una botta di vita. Una cosa che maliziosamente fa pensare ad una specie di droga, probabilmente cocaina. Ebbene, rullo di tamburi: nella versione originale di questa filastrocca non c’è nulla del genere. E’ un’invenzione totalmente italiana, nata dalla mente birichina di traduttori ed adattatori che al tempo lavoravano ai ‘cartoni animati giapponesi’ che arrivavano a fiumi in Italia nelle reti private.

Nella versione originale infatti, la filastrocca recita: ‘Kuma kuma kaeru, Nahaha de chon!’ Che letteralmente significa ‘orso orso, rana, Nahaha (nome originale del Dottor Chachacha, un personaggio della storia). Chon invece è un suono onomatopeico che Pollon fa quando si tocca le guance. Quindi è una canzoncina nonsense e non c’è traccia di talco e proprietà magiche di alcuna polverina. Sconvolti? Io si. A riprova di questa scoperta, un video che la conferma della simpatica nippo-romana Sayaka:

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Il famoso ‘talco di Pollon‘ finalmente svelato