Ci lascia Akira Toriyama papà di Dragon Ball e Arale

Ci lascia Akira Toriyama papà di Dragon Ball e Arale

Il mondo dei manga e dell’animazione è in lutto: Akira Toriyama, leggendario mangaka giapponese, è morto il 1° marzo 2024 all’età di 68 anni. La notizia è stata diffusa solo l’8 marzo dal suo studio di produzione Bird Studio e dalla Capsule Corp. Tokyo. Questo ritardo negli annunci come questi, accade spesso in Giappone per motivi di riservatezza. Apprendere che Akira Toriyama, papà di Dragon Ball e Arale ci lascia, è un vero e proprio shock per i numerosissimi fan del Sensei sparsi in ogni angolo del mondo.

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Nato a Nagoya nel 1955, Toriyama ha sin da giovanissimo mostrato un talento eccezionale per il disegno. Alla fine degli anni ’70 partecipò ad alcuni concorsi ma non gli andò mai bene. Una volta venne anche squalificato per aver presentato una storia troppo copiata da Star Wars. Ma il suo particolare stile grafico venne notato da quello che poi diventerà il suo editor. Il primo grande successo arriva nel 1980 con > Dr. Slump, un manga comico e surreale che ha conquistato subito il pubblico, non solo in Giappone.

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Con Arale inizia tutto

Conosciuto in Italia nella sua versione animata > Dr. Slump e Arale, è forse l’opera più emblematica di Toriyama, persino più di > Dragon Ball. All’interno del mitico Villaggio Pinguino si concentrano infatti tutte le ispirazioni e le passioni dell’autore. Dalle influenze dei film Disney, a Godzilla, passando per > Ultraman e le arti marziali di Jackie Chan, fino ad arrivare alla fantascienza di Star Wars e Star Trek. Arale, la robottina protagonista, se vogliamo è la versione comica e scatenata di Atom, in Italia > Astro Boy, il celebre personaggio di Osamu Tezuka. Toriyama è da sempre un suo grande ammiratore ed ha voluto omaggiarlo così.

Il successo di Dr. Slump ha portato alla realizzazione di due serie animate dalla Toei, arrivate anche in Italia. La prima, trasmessa in patria dal 1981 al 1986, conta ben 243 episodi, mentre la seconda, un remake trasmesso tra il 1997 e il 1999 arrivato anch’esso da noi, ne conta 74. Sono stati tratti anche ben undici lungometraggi dal franchise, più un sequel e uno spin-off, tutti usciti solo in Giappone

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Il successo globale di Goku 

Ma l’opera che ha consacrato definitivamente Toriyama, arriva nel 1984 e si chiama > Dragon Ball. Le sue radici affondano in due storie brevi: ‘Dragon Boy’ e ‘La grande avventura di Tong Pu’, entrambe con già presenti le basi per l’universo e i personaggi di Goku e compagni. Il vero e proprio debutto di Dragon Ball avviene con la pubblicazione del primo capitolo sul n. 51 di Weekly Shōnen Jump. L’inizio della sua serializzazione coincide anche con l’inizio della cosiddetta ‘epoca d’oro’ di questa rivista per ragazzi. In seguito ci approderanno anche altre serie cult come > Saint Seiya e > Hokuto no Ken.

Inizialmente Dragon Ball è nato come commedia d’azione, poi gradualmente si è trasformato in un vero e proprio battle-shonen. Con il focus sempre più concentrato sui combattimenti che non sull’avventura. La serie si è conclusa nel 1995 dopo 11 anni di serializzazione, per un totale di 519 capitoli raccolti in 42 volumi tankobon. Il suo successo è stato travolgente, non solo in Giappone ma in tutto il mondo. Il manga ha raggiunto le oltre 300 milioni di copie, diventando uno dei fumetti più venduti di tutti i tempi. Anche l’anime storico di Dragon Ball e le varie stagioni di DBZ, hanno avuto un successo simile, diventando un cult per diverse generazioni e simbolo della cultura pop giapponese moderna.

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Gli ultimi lavori 

Dopo Dragon Ball e Dr. Slump, sicuramente le sue due opere più celebri, Toriyama ha continuato a lavorare con manga come > Kajika e > Sand Land nei primi 2000. Ma non è mai più riuscito a colpire al cuore i suoi lettori come in passato. Ha anche collaborato con molti altri mangaka, tra cui > Masakazu Katsura e curato il character design di videogiochi di culto come > Dragon Quest. Nell’estate del 2023 è uscito in Giappone anche il film cinematografico di Sand Land. Recentemente lo ha acquisito la piattaforma statunitense Hulu che lo trasmetterà diviso in episodi a partire dalla primavera 2024. Inoltre è stato anche annunciato un > nuovo anime di Dragon Ball in cui tutti tornano bambini, che dovrebbe uscire nel corso del 2024: dettagli > qui.

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Toriyama, come spesso capita ai grandi artisti, era noto per la sua riservatezza e il suo carattere schivo. Non amava apparire in pubblico e preferiva comunicare con i fan attraverso i suoi manga. Negli anni ‘80 utilizzava un avatar chiamato ‘robotoriyama (nella sua spalla nell’immagine di copertina), per rappresentare se stesso nei manga e nelle interviste cartacee. La causa della sua prematura morte, all’età di soli 68 anni, è stata un ematoma subdurale acuto, ovvero un’emorragia interna al cranio. Può derivare solitamente da un grave trauma cranico dovuto a un incidente, ma per ora non ci sono dettagli su cosa possa essere accaduto.

Akira Toriyama lascia una moglie, Nachi Mikami, e due figli. I funerali si sono già svolti in forma privata e la famiglia ha chiesto di non inviare fiori, ma fare una donazione alla Croce Rossa Giapponese. La scomparsa di Toriyama lascia un vuoto incolmabile nel mondo dei manga e dell’animazione, ma la sua eredità è pesante. Continuerà sicuramente ad ispirare nuove generazioni di artisti ed appassionati.

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