I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku

I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku in caso di frode

In Giappone, il senso di responsabilità professionale è profondamente radicato nella cultura. Questa dedizione si riflette spesso nella volontà delle aziende di celebrare la propria storia sui propri siti web, mostrando immagini storiche, citazioni dei fondatori o documenti significativi. Tuttavia, la Shikoku Bank, con sede nell’isola omonima, si distingue per un particolare sorprendente: un documento firmato col sangue, che include una promessa estrema. I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku in caso di frode.

Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!

Nel 1878 la banca, allora conosciuta come 37th National Bank, fu fondata appena un decennio dopo la fine del sistema feudale giapponese. Anche se il Giappone non era più governato dallo shogunato, l’influenza della cultura samurai era ancora tangibile. In questo contesto storico, i fondatori della banca elaborarono un giuramento estremo, che combinava rigidi principi etici con una drastica punizione per chiunque tradisse la fiducia riposta nell’istituto: il famoso suicidio rituale giapponese.

I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku

Il documento, firmato col sangue dai fondatori, è parte della storia ufficiale dell’attuale Shikoku Bank. Recita:

“Coloro che lavorano per questa banca e rubano da essa, o ai defunti, restituiranno il denaro con i propri soldi o beni e poi si suicideranno.”

Il termine utilizzato nel testo originale è jijin (auto-lama), che si riferisce specificamente al suicidio tramite spada > katana, una pratica nota anche come seppuku, tipica dei samurai. Per dimostrare la serietà dell’impegno, 23 firmatari, incluso il presidente della banca, firmarono il documento utilizzando il proprio sangue.

I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku

I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku

Oggi la Shikoku Bank, che ha adottato il suo nome attuale nel 1923, fortunatamente non richiede più un simile livello di dedizione ai suoi dipendenti. L’istituto promuove ora rassicurazioni più convenzionali sulla sicurezza e affidabilità dei suoi servizi finanziari. Tuttavia, il ‘giuramento di sangue’ è considerato un prezioso manufatto storico e un simbolo dei valori fondanti della banca. Sul sito ufficiale, la banca afferma:

“Questo manufatto trasmette l’etica dei nostri fondatori non solo come banchieri, ma come membri della società. Ed è un tesoro della Shikoku Bank.”

Sebbene il suicidio rituale non sia più una politica attiva, e tutti i firmatari del documento siano ormai defunti, il giuramento rimane una testimonianza della dedizione assoluta con cui i fondatori intendevano operare. Oggi è improbabile che la banca debba ricorrere a promesse così estreme per proteggere i propri interessi, ma la loro storia rappresenta un curioso intreccio tra passato e presente, unendo la tradizione dei samurai al moderno sistema bancario.

Post consigliato > ‘Isagiyoi’: una misteriosa parola chiave per comprendere meglio la cultura giapponese


I fondatori di una banca giapponese promettono di commettere seppuku in caso di frode