I dipendenti pubblici di Tokyo ora possono stare in pantaloncini
Il governo metropolitano di Tokyo ha deciso di rivoluzionare il rigido dress code degli uffici pubblici per affrontare le estati sempre più torride. A partire dal 2026, i dipendenti dell’amministrazione cittadina potranno infatti indossare pantaloncini corti e sneakers durante l’orario di lavoro. Una scelta che fino a poco tempo fa sarebbe stata considerata impensabile negli ambienti istituzionali giapponesi.
La governatrice Yuriko Koike ha ufficialmente aggiornato questo mese le linee guida del programma ‘Cool Biz‘, ampliando in modo significativo le possibilità di abbigliamento consentite ai dipendenti pubblici. Le immagini diffuse dai media giapponesi mostrano già funzionari al lavoro con polo, pantaloncini corti e scarpe da ginnastica, simbolo di un cambiamento culturale che rompe con la tradizionale formalità degli uffici governativi. Dove fino ad ora, sia uomini che donne, hanno dovuto indossare tutto l’anno solo completi giacca e cravatta, tailleur e scarpe eleganti.
Il caldo record costringe il Giappone a cambiare
La decisione nasce dalla necessità di affrontare condizioni climatiche sempre più estreme. Dopo l’estate da record del 2025, il Giappone si prepara infatti ad affrontare un’altra stagione caratterizzata da temperature elevate e da un forte rischio di stress per la rete elettrica.
L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha persino introdotto una nuova categoria ufficiale per descrivere le ondate di calore più intense, definita ‘caldo insopportabile‘, a testimonianza di quanto il fenomeno sia diventato serio. In Giappone infatti il tasso di umidità è elevatissimo e le temperature percepite sono infernali in estate. E negli ultimi decenni la situazione è peggiorata tantissimo. Consentire un abbigliamento più leggero, permette agli uffici di mantenere una temperatura interna leggermente più alta, riducendo così il ricorso all’aria condizionata a manetta e di conseguenza il consumo di energia.
Anche la crisi energetica ha influenzato la scelta
Oltre alle temperature sempre più elevate, il provvedimento è stato motivato anche dalle difficili prospettive di approvvigionamento energetico per l’estate 2026. L’aumento dei prezzi dell’energia, aggravato dal > conflitto in corso in Medio Oriente, ha spinto le autorità a cercare nuovi modi per contenere i consumi elettrici senza compromettere il benessere dei lavoratori.
Per questo motivo il governo metropolitano di Tokyo non si limita a rendere più informale il codice di abbigliamento dei suoi dipendenti, ma incoraggia anche una diversa organizzazione dell’orario lavorativo.
Orari flessibili per ridurre i consumi
Tra le misure introdotte figurano anche orari di lavoro più flessibili, con la possibilità di iniziare la giornata lavorativa nelle più fresche prime ore del mattino. L’obiettivo è distribuire meglio la domanda di elettricità, evitando i picchi di consumo nelle ore più calde della giornata e alleggerendo il carico sulla rete elettrica.
Questa nuova evoluzione del programma ‘Cool Biz‘, nato oltre vent’anni fa per ridurre l’uso dei condizionatori attraverso un abbigliamento più leggero, rappresenta uno dei cambiamenti più significativi mai adottati negli uffici pubblici giapponesi. E dimostra come il Paese stia adattando anche le proprie tradizioni lavorative alle sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crisi energetica.
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