Arrivano i taxi a guida autonoma sulle strade di Tokyo
Il Giappone si prepara a entrare in una nuova era della mobilità. Entro la fine del 2026 inizieranno infatti a Tokyo i primi test su strada di taxi a guida autonoma. E a guidare questa rivoluzione non sarà un’azienda giapponese, bensì un colosso americano.
Uber supera la concorrenza locale e si allea con Nissan
L’azienda statunitense di ride–hailing ha recentemente raggiunto un importante traguardo nel mercato giapponese. Ad aprile, Uber è diventata l’app di trasporto più utilizzata del Paese, superando il principale concorrente locale, Go, che per anni aveva dominato il settore. Un risultato significativo in un mercato tradizionalmente difficile per le aziende straniere e particolarmente legato alle proprie tecnologie nazionali.
Forte della sua crescita in Giappone, Uber ha annunciato una partnership con Nissan per avviare i primi test di taxi autonomi sulle strade di Tokyo entro la fine del 2026. L’iniziativa rappresenta uno dei progetti più ambiziosi nel settore dei trasporti giapponesi e punta a offrire una soluzione concreta a uno dei problemi più urgenti del Paese: la carenza di autisti professionisti.
Un investimento da oltre 2 miliardi di dollari
Per sostenere la propria espansione, Uber investirà circa 320 miliardi di ¥ nei prossimi cinque anni, pari a oltre 2 miliardi di dollari. Le risorse saranno utilizzate per aumentare il numero di autisti del normale servizio, finanziare campagne promozionali e sviluppare tecnologie di guida autonoma adattate alle esigenze del mercato giapponese.
Uno dei motivi principali dietro questo investimento è il rapido invecchiamento della popolazione giapponese. Con sempre meno giovani che scelgono la professione di tassista e una domanda di trasporto che rimane elevata, il settore si trova ad affrontare una crescente carenza di personale. I taxi autonomi potrebbero quindi diventare una soluzione fondamentale per garantire servizi di trasporto efficienti anche in futuro.
Un successo che fa discutere
Per un Paese noto in tutto il mondo per la sua capacità di sviluppare tecnologie all’avanguardia, vedere un’azienda della Silicon Valley conquistare la leadership nel settore dei trasporti può apparire sorprendente e a tratti umiliante per il Giappone.
Tuttavia, per molti utenti la spiegazione è semplice: chiunque abbia cercato un taxi a Tokyo negli ultimi anni sa quanto possa essere difficile trovarne uno disponibile nei momenti di maggiore richiesta. Uber è riuscita a intercettare questa esigenza, conquistando rapidamente una quota sempre più ampia del mercato.
Se i test avranno successo, Tokyo potrebbe diventare una delle prime grandi metropoli al mondo a integrare su larga scala taxi completamente autonomi nel proprio sistema di trasporto urbano. Se c’è una città in cui un’utopia del genere potrebbe davvero funzionare alla grande, questa è sicuramente la capitale nipponica. Un cambiamento che potrebbe trasformare non solo il modo di spostarsi dei giapponesi, ma anche il futuro della mobilità nelle città di tutto il mondo.
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