Gatto capostazione in Giappone: continua la tradizione felina
La stazione di Kishi, nella prefettura di Wakayama, torna sotto i riflettori nazionali con una nomina molto speciale: un gatto calico (ovvero tricolore, quindi femmina), è stato ufficialmente proclamato nuovo capostazione della linea Kishigawa, gestita dalla Wakayama Electric Railway. Con lui prosegue una tradizione unica al mondo che da quasi vent’anni unisce gatti, treni e turismo, e che ha letteralmente salvato una ferrovia dalla chiusura.
Tutto cominciò nel 2007, quando la compagnia ferroviaria, allora in gravi difficoltà economiche, ebbe un’idea tanto semplice quanto geniale: nominare un gatto di nome Tama (Palla) come capostazione. Quella che sembrava una trovata folkloristica si trasformò rapidamente in un fenomeno mediatico, attirando turisti da tutto il Giappone e dall’estero e contribuendo in modo decisivo alla sopravvivenza della linea.
Da Tama a Nitama a Yontama: una tradizione che continua
Dopo la morte di Tama nel 2015, il ruolo passò a Nitama (Tama 2), che per anni ha continuato a essere la mascotte della Kishigawa Line. Nitama è scomparsa lo scorso novembre 2025 ed ha ricevuto la nomina a capostazione onoraria in segno di riconoscimento per il contributo dato alla notorietà e alla popolarità della linea. Il passaggio di consegne al nuovo capostazione è avvenuto con una cerimonia ufficiale alla stazione di Kishi, nella città di Kinokawa. Qui sotto trovate un breve video dell’evento:
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Alla presenza di residenti, fan e visitatori, il presidente della compagnia Mitsunobu Kojima ha consegnato alla gatta Yontama (Tama 4, saltata Santama, Tama 3, ma non si sa perché) una medaglia simbolica che sancisce in modo ufficiale l’inizio del suo incarico.
Rokutama, il nuovo apprendista
Durante l’evento è stato presentato anche Rokutama (Tama 6), il nuovo ‘apprendista capostazione’, che affiancherà Yontama. E si preparerà a ricoprire incarichi simbolici in futuro, garantendo la continuità di questa curiosa tradizione tipicamente nipponica. Anche nel caso delle nuove leve manca all’appello Gotama (Tama 5), anche lui non pervenuto.
Un modello per tutto il Giappone
La linea Kishigawa è diventata un vero caso di studio in Giappone. Il successo di Tama ha ispirato altre ferrovie locali a lanciare iniziative simili, nominando animali mascotte per attirare visitatori e turisti e rivitalizzare regioni più periferiche colpite dallo spopolamento e dal calo dei passeggeri.
Secondo l’azienda, la nomina di Yontama arriva in un momento delicato per le ferrovie regionali giapponesi, che affrontano sfide strutturali e demografiche sempre più complesse. Ma la speranza è che anche Yontama sappia conquistare cuori, selfie e biglietti, continuando a promuovere turisticamente la linea e l’intera regione.
Perché i gatti sono così importanti in Giappone?
In Giappone i gatti sono considerati quasi sacri, perché da secoli sono associati a protezione, fortuna e armonia. Storicamente venivano tenuti nei templi e nelle case per proteggere manoscritti e riso dai topi, quindi erano visti come custodi di beni preziosi. Con il tempo questa funzione pratica si è trasformata in un valore simbolico: il gatto è diventato un animale che tiene lontana la sfortuna.
C’è poi la figura del > maneki-neko, il famoso gatto che chiama con la zampa, diffusissimo in negozi e ristoranti asiatici. Rappresenta ricchezza, clienti e buona sorte, ed è uno dei talismani più popolari del Paese. Infine, nella tradizione popolare giapponese i gatti sono considerati creature ‘di confine‘ tra il mondo umano e quello spirituale: non pericolose come i demoni, ma nemmeno completamente ordinarie. Questo li rende misteriosi, rispettati e affascinanti, molto più che semplici animali domestici.
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