Gang di scimmie terrorizza una piccola città giapponese

Gang di scimmie terrorizza una piccola città giapponese

Proteggere l’ambiente è fondamentale, ma in Giappone sembra che siano gli esseri umani ad aver bisogno di protezione dagli animali selvatici e non il contrario. Negli ultimi anni, gli > orsi si sono spinti sempre più frequentemente nelle aree abitate, provocando incidenti e danni. Ed ora, a preoccupare i residenti ci si mettono anche le scimmie.

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È quanto sta accadendo a Yugawara, nella prefettura di Kanagawa, una rinomata località termale dove un gruppo di macachi giapponesi si è reso protagonista di aggressioni, furti, molestie e atti di vandalismo. Le strade della cittadina, un tempo tranquille, sono diventate teatro delle scorribande di questi vivaci primati.

Le scimmie vivono nella zona dal 1955, ma un gruppo in particolare, soprannominato T1, ha sviluppato comportamenti sempre più problematici. Secondo le stime, questa banda composta da circa 20 esemplari sarebbe stata responsabile di ben 6.054 incidenti nel solo 2025! Ecco una compilation di video dei vari danni seminati nell’ultimo anno:

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Un uomo aggredito e morso da una scimmia

La situazione è diventata ancora più preoccupante il mese scorso, quando un uomo sulla quarantina è stato circondato, aggredito e morso da una scimmia. Si sarebbe trattato del primo episodio di questo tipo registrato nella zona. Le ragioni di questa improvvisa escalation di aggressività non sono ancora chiare. Secondo il responsabile di un centro locale che si occupa del controllo dei macachi, potrebbe esserci stato un evento in passato capace di innescare questi comportamenti.

Una cosa, però, è evidente: gli animali sembrano ormai perfettamente abituati alla vita urbana. Si riposano tranquillamente ai bordi delle strade e non sembrano particolarmente intimoriti dagli umani, nemmeno da rumori forti come il passaggio delle ambulanze a sirene accese.

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Le case abbandonate diventano rifugi per le scimmie

Tra le possibili spiegazioni della crescente presenza dei macachi in città c’è anche il declino demografico del Giappone. Alcuni esperti ipotizzano che gli animali abbiano abbandonato i tradizionali rifugi sugli alberi per stabilirsi in case vuote e abbandonate ai margini della città, dove possono trovare riparo con maggiore facilità. Il fenomeno potrebbe essere favorito dal progressivo spopolamento delle aree rurali. Un’indagine condotta nel 2024 ha individuato ben 433 abitazioni abbandonate a Yugawara, potenziali rifugi per gli animali selvatici.

Per comprendere meglio gli spostamenti del gruppo T1, il centro di controllo locale è riuscito a installare dei localizzatori GPS su due maschi alfa. I dispositivi permetteranno di seguire gli animali e intervenire prima che possano causare nuovi problemi. Le autorità possono inoltre inviare squadre incaricate di allontanare i macachi utilizzando petardi, nel tentativo di spaventarli e spingerli lontano dalle zone abitate. Resta da capire quanto questa strategia possa rivelarsi efficace nel lungo periodo. Abituandosi sempre più alla presenza umana, infatti, le scimmie potrebbero diventare progressivamente meno sensibili ai sistemi utilizzati per spaventarle.

Gang di scimmie terrorizza una piccola città giapponese

A rischio anche il turismo della città termale

La questione non riguarda soltanto la sicurezza dei residenti. L’economia di Yugawara dipende in larga parte dal turismo, attirato dalle sorgenti termali dei tradizionali ryokan (locande) giapponesi. Oltre che dai tanti frutteti dove, in autunno, è possibile raccogliere arance.

La presenza di macachi aggressivi rischia però di compromettere l’immagine della località e scoraggiare i visitatori, soprattutto quelli che viaggiano con bambini o desiderano trascorrere qualche giorno in tranquillità. Molti utenti si sono detti preoccupati per il numero di incidenti raccontando esperienze dirette con scimmie capaci di spingere, colpire e inseguire le persone per derubarle.

Qualcuno ha persino suggerito di reintrodurre i lupi in Giappone per controllare la popolazione di macachi e cervi. Una proposta che, considerando la crescente presenza di animali selvatici nelle aree abitate, potrebbe però creare nuovi problemi anziché risolvere quelli già esistenti.

La possibilità di dover abbattere l’intero gruppo

Per il gruppo T1 potrebbe arrivare una decisione drastica. Se gli episodi dovessero continuare, le scimmie potrebbero essere ufficialmente classificate come un gruppo ingestibile, una condizione che indica quanto gli animali siano ormai adattati alla vita nelle aree abitate. In questi casi, secondo quanto riportato, la procedura prevista potrebbe comportare la cattura degli esemplari e la loro soppressione, fino alla completa disgregazione del gruppo. È una prospettiva difficile da accettare, soprattutto considerando che si tratta di animali selvatici autoctoni che seguono comportamenti naturali, ma ormai incompatibili con la convivenza nelle zone residenziali.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto Yugawara. Tra orsi, cinghiali, cervi e macachi, diverse aree del Giappone devono fare i conti con incontri sempre più frequenti tra esseri umani e fauna selvatica. Il progressivo abbandono delle campagne, la disponibilità di rifugi e la facilità con cui gli animali possono trovare cibo vicino alle abitazioni contribuiscono a rendere la situazione più complessa.

La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra la sicurezza delle persone e la tutela degli animali, investendo in prevenzione, monitoraggio e gestione del territorio. Perché lasciare che il problema si aggravi fino a rendere inevitabile l’abbattimento di un intero gruppo non rappresenta certo una soluzione ideale, né per gli abitanti né per la fauna selvatica.

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