Il Giappone schiera dei ‘lupi robot‘ contro gli incessanti attacchi mortali degli orsi
Negli ultimi mesi il Giappone sta affrontando un aumento senza precedenti di aggressioni da parte degli orsi. Tra ottobre e novembre si sono contate otto vittime in soli due mesi (13 da inizio 2025), un numero enorme se confrontato con i casi italiani: appena nove attacchi mortali in 150 anni.
L’autunno in Giappone è tradizionalmente la stagione delle passeggiate nei boschi, ma quest’anno è diventato sinonimo di paura: quasi 200 persone uccise o ferite tra aprile e ottobre, con un numero record di oltre 20.000 avvistamenti.
Gli esperti spiegano che gli attacchi sono in crescita da inizio anni 2000: meno caccia, più politiche di conservazione, spopolamento delle zone rurali e soprattutto cibo sempre più scarso (ghiande e faggiole) a causa del cambiamento climatico. Risultato: orsi sempre più affamati che si spingono fino a scuole, supermercati e quartieri residenziali.
Una popolazione in aumento
Secondo le stime più recenti, nello Honshu vivono oggi circa 44mila orsi neri asiatici, quasi triplicati rispetto al 2012, mentre l’isola di Shikoku ne ospita un numero più ridotto ma comunque in crescita. A Hokkaido invece, la popolazione di orsi bruni, più imponenti e potenzialmente pericolosi, ha raggiunto quota 12mila, il doppio rispetto agli anni ’90.
Nonostante questi numeri impressionanti, gli esperti ricordano che la maggior parte delle aggressioni non nasce da un comportamento predatorio, ma da autodifesa: gli orsi attaccano quando percepiscono l’uomo come una minaccia, e gli episodi in cui considerano le persone come prede restano rarissimi.
L’intervento del governo: trappole, cacciatori e esercito
La situazione è diventata così grave che il governo ha inviato le > Forze di autodifesa nella prefettura di Akita per aiutare nell’installazione di trappole. L’abbattimento resta affidato a cacciatori autorizzati o alla polizia, ma il messaggio è chiaro: gestire l’emergenza viene prima di tutto. Negli ultimi mesi il governo ha accelerato con le riforme in merito:
– Gli orsi sono stati rimossi dalla lista delle specie protette;
– I cacciatori possono sparare anche in zone abitate;
– E’ stato approvato un nuovo piano d’emergenza con più risorse e personale.
La tecnologia come deterrente: telecamere, droni e lupi robot
Nonostante la linea dura, molti insistono sulla necessità di puntare anche sulla prevenzione. E qui arriva la parte più curiosa: in diverse zone rurali stanno comparendo dei ‘lupi robot‘ ad energia solare, creature meccaniche dai denti aguzzi e occhi luminosi che emettono versi feroci per scoraggiare gli orsi. Accanto a loro, anche telecamere con IA, droni e reti elettrificate attorno alle case.
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C’è anche chi punta sui metodi tradizionali: l’associazione ‘Picchio’ nella città di Karuizawa utilizza i cani da orso della Carelia, razza originaria della Finlandia, addestrati appositamente per allontanare gli animali senza ferirli.
Campanelle anti-orso e buon senso
L’ultima difesa resta quella dei cittadini. Chi frequenta i sentieri giapponesi conosce bene le > campanelle anti-orso, consigliate insieme allo > spray repellente e al buon senso: niente escursioni da soli né all’alba o al tramonto, e sempre informarsi prima sulle allerte locali. Nonostante le paure crescenti, molti escursionisti incoscienti sperano ancora di incrociare un orso a distanza di sicurezza. Perché, come racconta una guida di Hokkaido, ‘in quei momenti senti davvero il contatto con la montagna’.
E mentre gli orsi aumentano a vista d’occhio, il clima cambia e le montagne si spopolano, il Giappone si trova davanti a una scelta inevitabile: continuare a inseguire l’emergenza con fucili e trappole, o imparare davvero a convivere con la natura selvaggia che torna a reclamare spazio. Perché ignorare il problema, ormai, non è più un’opzione.
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