Erutta il vulcano Sakurajima

Erutta il vulcano Sakurajima: colonna di cenere alta 4.400 metri 

Il vulcano Sakurajima, uno dei più attivi e monitorati del Giappone, è tornato a farsi sentire. Nella notte di domenica, intorno alle 00:57 ora locale, il cratere Minamidake ha improvvisamente eruttato, proiettando nell’atmosfera una spettacolare colonna di cenere e fumo che ha raggiunto i 4.400 metri di altezza, secondo quanto comunicato dall’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) e riportato da Kyodo News.

Una montagna in continuo movimento

Il vulcano Sakurajima si trova nella prefettura di Kagoshima, > Kyushu, nel sud-ovest del Giappone. Un’area dove l’attività vulcanica è parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana dei suoi abitanti. Il vulcano erutta frequentemente, anche pochi mesi fa durante l’estate, ma un’esplosione di questa intensità non si verificava dal 18 ottobre dello scorso anno (2024). Assieme alle esplosioni, anche dei fulmini rendono il tutto ancora più spettacolare! Ecco alcune immagini catturate dalle telecamere di monitoraggio del vulcano durante la notte:

L’eruzione non si è fermata all’evento iniziale: il vulcano ha continuato a emettere cenere, spingendo la JMA a diffondere previsioni di ricaduta su diverse località, fino alla vicina prefettura di Miyazaki. I media locali hanno inoltre riferito che 30 voli da e per l’aeroporto di Kagoshima sono stati cancellati a causa della cenere e motivi correlati. I residenti sono abituati a tutto questo, come in Italia lo sono i vicini di casa dell’Etna. Terrazzi, tetti e parabrezza delle auto coperti di polvere grigia sono quasi una routine, ma le autorità mantengono alta l’attenzione.

Erutta il vulcano Sakurajima

Nessun ferito, ma il livello di allerta resta elevato

Nonostante l’impatto visivo dell’esplosione e la caduta di cenere, non sono stati segnalati feriti né danni agli edifici. Nell’ultima serie di eruzioni, secondo gli osservatori locali, sono state proiettate in aria alcune grandi rocce vulcaniche, ma non si sono registrati flussi piroclastici, il fenomeno più temuto per la sua rapidità e devastazione.

Il livello di allerta resta fissato a 3 su 5, una soglia che impone restrizioni all’accesso alla montagna e invita residenti e turisti delle zone più vicine a restare vigili. Il Sakurajima è infatti considerato uno dei vulcani più pericolosi del Paese proprio per la sua vicinanza alla città di Kagoshima, separata dal vulcano solo da un golfo.

Erutta il vulcano Sakurajima

Un gemellaggio… vulcanico: Kagoshima e Napoli

Un aspetto curioso e affascinante riguarda il rapporto speciale tra > Kagoshima e Napoli, due città geograficamente lontanissime ma visivamente e climaticamente simili, con un destino comune: convivere con un grande vulcano sopra la testa. Per questo sono gemellate dal 1960, e il loro legame ha portato spesso a paragonare il Sakurajima al Vesuvio. Anche se l’ultima eruzione del nostro c’è stata più di 80 anni fa, mentre quello nipponico è invece attivissimo, con diverse eruzioni all’anno.

Il gemellaggio tra le due città non è solo simbolico: negli anni sono stati organizzati scambi culturali, iniziative turistiche e collaborazioni universitarie dedicate allo studio dei fenomeni vulcanici. Entrambe le comunità condividono infatti la necessità di convivere con un gigante di fuoco alle porte di casa, imparando a rispettarne la potenza e a gestirne i rischi. Questo legame ‘vulcanico’ rende ogni eruzione del Sakurajima un evento seguito con curiosità anche a Napoli, dove il Vesuvio rappresenta lo stesso equilibrio delicato tra bellezza naturale e pericolo latente.

Un gigante sotto costante sorveglianza

Ogni eruzione del Sakurajima è un promemoria della complessa relazione che il Giappone intrattiene con la sua natura vulcanica: spettacolare, imprevedibile e parte integrante dell’identità geologica dell’arcipelago. Per ora, l’attività del Sakurajima rientra nel suo comportamento considerato normale, una normalità che per molti altri Paesi sarebbe un evento straordinario. Ma qui, nella prefettura di Kagoshima, la sorveglianza è continua: sensori, reti di monitoraggio, telecamere, squadre di esperti lavorano 24 ore su 24 per anticipare ogni possibile cambiamento.

Con oltre 100 vulcani attivi, il Giappone non può permettersi distrazioni. Ogni eruzione, grande o piccola, è un test per l’efficiente sistema di risposta nazionale. Un’occasione per migliorare i protocolli, aggiornare le mappe di evacuazione e allenare la popolazione. Sull’argomento prevenzione in Giappone fanno sul serio: è ciò che permette a milioni di persone di convivere pacificamente con un territorio sismico e vulcanico tanto affascinante quanto imprevedibile e potenzialmente catastrofico. Una lezione che, soprattutto in Italia, dovremmo tutti imparare da loro.

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