Crisi del riso in Giappone: prezzi alle stelle

Crisi del riso in Giappone: prezzi alle stelle 

In Giappone il riso sta diventando sempre più caro e difficile da trovare, tanto che i media locali parlano ormai apertamente di una vera e propria ‘crisi del riso’. E se il sushi, piatto simbolo della cucina giapponese, non rischia ancora l’estinzione, è certo che gustarlo in patria oggi costa molto di più rispetto al passato.

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Nella settimana che si è appena conclusa, il prezzo medio per 5 kg di riso nei supermercati nipponici ha toccato i 4.233 ¥ (crc. 25 €). In aumento rispetto ai 4.220 ¥ della settimana precedente. Un dato ancora più preoccupante se si considera che, nello stesso periodo del 2024, il prezzo era più o meno la metà: circa 2.088 ¥. Cosa è successo nell’ultimo anno per far alzare così tanto questo valore?

All’origine dell’impennata ci sono le temperature eccezionalmente alte dell’estate 2023, che hanno compromesso il raccolto. A questo si è aggiunta una forte ripresa della domanda da parte della ristorazione e del turismo, tornati in piena attività dopo la fine delle restrizioni dovute alla pandemia. In un Paese dove il riso è la base quotidiana dell’alimentazione per oltre 120 milioni di persone, la scarsità si fa sentire in modo molto capillare.

Crisi del riso in Giappone: prezzi alle stelle

Le mosse (poco efficaci) del governo

Per cercare di frenare l’aumento dei prezzi, da marzo il governo nipponico ha iniziato a immettere sul mercato parte delle riserve strategiche: oltre 210.000 tonnellate di riso messe all’asta in tre tornate pubbliche. Ma l’effetto è stato limitato. Al 1° maggio, la Zen-Noh (Federazione nazionale delle cooperative agricole) che ha acquistato quasi tutto il riso all’asta, ne ha distribuito solo il 27%: poco più di 56.000 tonnellate.

Secondo l’economista Masayuki Ogawa dell’Università di Utsunomiya, il rilascio delle scorte era stato concepito inizialmente per alleviare problemi nella logistica, non per abbassare i prezzi al dettaglio. Solo successivamente, anche in vista delle elezioni estive, il governo ha cercato di usare questa leva per contenere l’inflazione, finora con scarso successo. In più, molte delle riserve non sono destinate ai supermercati, ma a mense scolastiche, ospedali e carceri, ritardando così l’impatto diretto sui consumatori.

L’effetto sulle famiglie

L’incertezza pesa sempre di più anche sulle abitudini quotidiane. Un sondaggio realizzato dal Gunma Economic Research Institute rivela che circa un terzo delle famiglie nella omonima prefettura, ha già ridotto l’acquisto di riso. E l’80% degli intervistati si dice preoccupato per il futuro, temendo aumenti ancora più marcati nei prossimi mesi. Lo studio, condotto online tra il 6 e l’11 marzo su oltre 1.000 capifamiglia responsabili della spesa domestica, ha confermato l’importanza del riso nella dieta giapponese: oltre il 90% ha dichiarato di cucinarlo regolarmente ogni giorno.

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E adesso?

Tutti gli occhi sono puntati sul periodo successivo alla Golden Week, la serie di festività che cade a inizio maggio. Se le quantità di riso disponibili nei negozi non aumenteranno in modo tangibile, sarà un segnale preoccupante: i distributori potrebbero essere ormai ai limiti delle scorte. In quel caso, avverte Ogawa, il ritorno alla normalità potrebbe richiedere molto più tempo del previsto.

Nel frattempo, i giapponesi dovranno abituarsi a pagare di più per il loro alimento più amato, e lo stesso i turisti. E il sushi? Considerando che in Giappone già non veniva mangiato a sfinimento come facciamo noi agli all you can eat ma solo in occasioni speciali, ora farlo sarà ancora più esclusivo e costoso rispetto a prima.

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