COVID-19 in Giappone: registrati casi in aumento

COVID-19 in Giappone: registrati casi in aumento

Il Giappone sta affrontando un nuovo incremento dei contagi da COVID-19. Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute giapponese, nella settimana conclusasi lo scorso 17 agosto 2025, sono stati registrati 22.288 nuovi casi. E’ la nona settimana consecutiva di crescita registrata.

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La media nazionale si attesta a 6,3 casi per ogni struttura medica designata, un leggero aumento rispetto ai 6,13 della settimana precedente. Per fare un veloce confronto, nello stesso periodo estivo del 2024 la media era salita fino a 8,5 casi.

COVID-19 in Giappone: registrati casi in aumento

Le prefetture più colpite

A guidare la classifica delle aree con più infezioni è Miyazaki (foto sopra) nella regione meridionale del Kyūshū, con una media di 14,74 casi. Seguita da Kagoshima (12,63) (foto copertina), sempre nel Kyūshū. Valori alti si registrano anche in Saitama (11,52) nella regione del Kanto, Ibaraki (10,87) sempre nel Kanto e Akita (10,71) nel Tohoku, a nord del Giappone. Nelle grandi aree urbane, invece, le medie sono più contenute: Tokyo (3,61), Aichi (10,25), Osaka (3,38) e Fukuoka (7,01).

Un andamento stagionale

Le infezioni da COVID-19 in Giappone mostrano un andamento ricorrente, con picchi in estate e in inverno.

  • A fine luglio 2024 si era toccata una media di 14,58 casi, per poi registrare un calo.

  • Tra dicembre 2024 e gennaio 2025 i contagi sono tornati a crescere.

  • In primavera 2025 la curva si è nuovamente abbassata, fino a scendere sotto quota 1 a maggio.

L’attuale risalita sembra per ora inserirsi in questo schema stagionale.

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Il ruolo della variante Nimbus

Secondo l’Istituto giapponese per la sicurezza sanitaria, il 28% dei casi di luglio è riconducibile alla variante Nimbus, diffusasi in diverse parti del mondo all’inizio dell’anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato Nimbus come ‘variante sotto monitoraggio‘, precisando però che non ci sono prove che provochi sintomi più gravi rispetto ad altre varianti già note.

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