Con l'uscita delle nuove monete giapponesi, che ne sarà della banconota da 2.000 Yen?

Con l’uscita delle nuove monete giapponesi, che ne sarà della banconota da 2.000 Yen?

Introdotta con grande entusiasmo nell’anno 2000 per commemorare il millennio e il vertice del G8 del Kyushu e > Okinawa, la banconota da 2.000 ¥ è già considerata obsoleta. Infatti non è stata inclusa nella > nuova serie di banconote giapponesi emesse lo scorso 3 luglio 2024. Ma perché questo taglio è stato ignorato e già da tempo è in disuso in Giappone? E da adesso in poi, che ne sarà della banconota da 2.000 Yen?

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Nonostante il suo design unico che presenta motivi culturali e storici significativi, la banconota è diventata rara e la sua futura esistenza incerta. E’ l’unica moneta nipponica che non ha un ritratto di un personaggio significativo nel lato di fronte. Invece, vi è raffigurato il Cancello Shureimon del castello di Shuri a Okinawa, un importante sito culturale e storico.

Durante la Seconda Guerra Mondiale venne distrutto e lo restaurarono nel 1958, ma nel 2019 un incendio lo bruciò completamente e il suo restauro sarà completato nel 2026. Nel retro invece c’è un’immagine che illustra un estratto del famoso romanzo > Genji Monogatari (La Storia di Genji), un classico della letteratura nipponica dell’era Heian. Il disegno raffigura l’ex Imperatore Reizei e Hikaru Genji, sovrapposto al testo dell’opera detta anche Suzumushi in giapponese tradizionale. Inoltre, la banconota presenta anche un ritratto di Murasaki Shikibu, autrice del libro Genji Monogatari.

Con l'uscita delle nuove monete giapponesi, che ne sarà della banconota da 2.000 Yen?

Perché improvvisamente coniare i 2.000 ¥?

Quando il Giappone ha introdotto i 2000 ¥, ha compiuto un passo storico. Questa novità si ispirava al successo di tagli simili dei paesi occidentali, come i 20 dollari statunitensi, le 20 sterline britanniche e i 20 euro dell’Unione Europea. Le autorità giapponesi erano convinte che tale taglio avrebbe facilitato le transazioni quotidiane, riducendo l’ingombro nei portafogli. La Banca del Giappone ha persino promosso attivamente la nuova banconota con slogan come:

“Uscite in città e sperimentate la comodità della banconota da 2.000 ¥! Potrete usare meno banconote al momento del pagamento e ricevere meno resto. Il vostro portafoglio, prima gonfio di banconote da 1.000¥, diventerà più sottile.”

Ma nonostante le aspettative iniziali, la banconota non ha avuto il successo sperato. Ancora oggi, la banconota da 2.000 ¥ rimane un metodo di pagamento legale in Giappone, ma il suo utilizzo è limitato e spesso viene accettata con riluttanza dagli esercizi commerciali. La sua storia rappresenta un interessante esempio di come le innovazioni finanziarie, pur ispirate a modelli di successo in altri paesi, non sempre riescano ad adattarsi perfettamente alle esigenze e alle abitudini di una specifica cultura.

Con l'uscita delle nuove monete giapponesi, che ne sarà della banconota da 2.000 Yen?

Perché la banconota è diventata rara?

  • Scarsa emissione: La Banca del Giappone non ha mai stampato un numero elevato di banconote da 2.000 ¥, con una distribuzione iniziale ben al di sotto dell’obiettivo prefissato e la produzione interrotta già nel 2003. Cosa che oggi l’ha resa quasi una ‘preziosità’ per collezionisti.
  • Poco pratica: Il valore non la rende ideale per i distributori automatici, casse automatiche e alcuni mezzi di trasporto, che prendono invece tutte solo quella da 1.000 ¥.
  • Abitudini consolidate: I giapponesi sono abitudinari. Utilizzano da sempre banconote da 1.000 e 5.000 ¥, rendendo difficile l’integrazione di quella da 2.000 nelle transazioni quotidiane.

La Banca del Giappone conta attualmente circa 100 milioni di banconote da 2.000 ¥ in circolazione a livello nazionale, ben al di sotto dell’obiettivo di un miliardo previsto all’emissione nel 2000. La distribuzione nazionale ha raggiunto al massimo 500 milioni di unità nel 2004. Okinawa però, fa una strana eccezione: qui il numero di banconote da 2.000 ¥ cresce a ritmo costante. Nell’ultimo anno, queste isole hanno registrato la presenza di circa 8.000 banconote da 2.000 ¥, ovvero circa l’80% del totale nazionale.

Tutti gli sportelli bancomat della Ryukyu Bank nell’isola sono infatti dotati di un ‘pulsante prioritario’ per prelevarle. Le ragioni di questa abbondanza non sono completamente chiare. Ma si ipotizza che la banconota sia più diffusa a Okinawa per via del suo design, che raffigura il filosofo nativo dell’isola Shurei no Michi. Un’altra teoria è che le persone a Okinawa siano più abituate a usarle perché i distributori automatici locali le erogavano già più frequentemente in passato.

Sebbene alcuni gruppi nipponici stiano lavorando per promuovere l’utilizzo della banconota e valorizzare il suo significato culturale, il futuro rimane opaco per il taglio. La crescente popolarità dei pagamenti digitali come PayPay e Suica potrebbe ulteriormente ridurre la domanda di denaro fisico, rendendo la banconota da 2.000 ¥ ancora più obsoleta. E più rara.

Pur essendo oggetto di collezioni e simbolo del passato, fatica a trovare un posto nel Giappone odierno. La sua rarità, la scarsa praticità e l’ascesa dei pagamenti digitali ne mettono in dubbio la sopravvivenza. Ma ne aumentano la caccia per accaparrarsela dato che, con l’aumento della sua rarità, aumenterà anche il suo valore futuro.

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