Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Come funzionano i ‘Love Hotel‘ in Giappone

I Love Hotel sono una delle icone urbane più curiose del Giappone. Nati come luoghi legati alla sfera sessuale, nel tempo si sono trasformati in spazi che accolgono un pubblico molto vario: coppie consolidate in cerca di privacy, incontri occasionali, relazioni promiscue e persino amici che desiderano trascorrere una serata insolita guardando un film o cantando al karaoke. La loro diffusione è tale che fanno ormai parte integrante del paesaggio cittadino giapponese. Ci sono delle zone in cui se ne concentrano molti, ma sono abbastanza sparsi ovunque. Rappresentano una di quelle ‘esperienza irripetibili’ che incuriosisce molti viaggiatori stranieri in Giappone.

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Due modalità di utilizzo 

Un soggiorno in un Love Hotel, o albergo ad ore giapponese, può avere due modalità: ‘riposo‘ (sosta di poche ore) oppure ‘soggiorno‘ (pernottamento). In passato esisteva una regola ferrea: non era possibile uscire prima della fine del tempo prenotato, e in alcune strutture le porte si chiudevano automaticamente fino alla scadenza. Oggi la maggior parte degli hotel offre maggiore libertà, permettendo di entrare e uscire come in un albergo tradizionale, ma non mancano ancora casi in cui questa restrizione è applicata. Nei portali di prenotazione la dicitura ‘外出OK‘ segnala gli hotel in cui si può tranquillamente uscire per andare a cena o fare un salto al combini senza problemi.

Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Prezzi e qualità

L’offerta dei Love Hotel nipponici è estremamente varia e i prezzi possono cambiare moltissimo a seconda della struttura. Alcuni, come il Bali An a Shinjuku o la catena SARA di Gotanda con le sue stanze a tema cinema, spazio, studi medici o persino vagoni ferroviari, sono vere e proprie attrazioni turistiche. Per questo hanno tariffe che superano i 10.000 ¥ (crc. 58 €) per poche ore e costi simili a un buon hotel a quattro stelle per il pernottamento. All’estremo opposto esistono anche strutture abbastanza fatiscenti, con recensioni pessime e standard igienici discutibili. Una regola utile per orientarsi è che più l’hotel appare vistoso, luminoso e pacchiano dall’esterno, maggiori sono le probabilità che si tratti di un posto ben gestito e sicuro.

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Privacy assoluta

Per chi si avvicina per la prima volta a un Love Hotel, l’imbarazzo può sembrare inevitabile. In realtà queste strutture sono pensate per garantire la massima discrezione. Considerando anche quanto i giapponesi siano timidi e ci tengano alla privacy. In molti casi il check-in e il pagamento sono completamente automatizzati: si sceglie la stanza schiacciando un bottone da un display, si riceve la chiave e, al termine dell’utilizzo, si paga a un chiosco elettronico senza bisogno di interagire con il personale. Nella maggior parte dei casi non si incontrerà mai un dipendente, se non dietro uno sportello oscurato in caso di necessità. Proprio per questo motivo, chi vi entra può sentirsi al sicuro e protetto da occhi indiscreti.

Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Regole e discriminazioni

Non tutti i Love Hotel, però, sono davvero aperti a qualsiasi tipologia di ospite. Alcune strutture vietano l’ingresso a gruppi composti da due o più uomini, oppure accettano questo tipo di clientela solo applicando tariffe maggiorate. Si tratta di una pratica controversa che riflette più una diffidenza nei confronti di possibili comportamenti molesti o furti, che una discriminazione esplicita contro la comunità LGBTQ+. In ogni caso, la situazione sta cambiando e in Giappone cresce l’attenzione verso la diversità e i diritti delle persone queer. Non è raro imbattersi in hotel che accolgono con più apertura coppie omosessuali o gruppi di amici, soprattutto nelle grandi città.

Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Camere particolari

Uno degli aspetti che rende i Love Hotel così popolari è la varietà di stanze a tema. Alcune hanno un design fiabesco o romantico, altre propongono esperienze eccentriche ed esagerate. Non tutte, però, si rivelano piacevoli quanto promettono: celebre è il caso dello Sweets Hotel di Shibuya (foto copertina), che propone camere decorate come pasticcerie e persino un bagno in cui scorre cioccolato liquido. Un’idea che sulla carta sembra stuzzicante e divertente, ma che nella realtà può risultare più scomoda che altro. Ma tutti i gusti sono gusti.

Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Consigli per i turisti

Per i visitatori stranieri, la principale difficoltà nel voler provare un Love Hotel è sicuramente la barriera linguistica. Nei quartieri più turistici e dedicati come Kabukichō a Shinjuku o Hyakkendana a Shibuya, è più semplice trovare strutture abituate ad accogliere clienti internazionali, spesso con un minimo di supporto in inglese. Al contrario, nelle zone meno frequentate dagli stranieri l’esperienza può risultare complicata senza la conoscenza del giapponese. Anche perché molte prenotazioni avvengono tramite chioschi automatici scritti in ideogrammi.

In questi casi, un’app di traduzione sullo smartphone può rivelarsi preziosa, anche se non traduce perfettamente. Bisogna inoltre tenere presente che nei fine settimana la domanda è alta e le stanze possono esaurirsi: non è raro dover attendere o spostarsi in più hotel prima di trovare disponibilità. Le prenotazioni anticipate sono possibili soltanto per i pernottamenti lunghi, mentre i soggiorni di poche ore non possono essere riservati in anticipo.

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