Tokyo sta valutando una legge che imponga ai negozi da asporto di avere dei bidoni
La mancanza di cestini dell’immondizia è una delle > principali lamentele dei visitatori stranieri in Giappone. Forse quella numero uno in assoluto. I local sono ormai abituati alla loro assenza e si sono conviti che lo smaltimento di qualsiasi rifiuto sia una loro personale responsabilità. Ma questo ragionamento ovviamente non vale per gli stranieri, abituati a liberarsi subito di un rifiuto, magari anche sporco e maleodorante. Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare: i bidoni nipponici stanno per tornare, almeno nelle zone più affollate di Tokyo.
Perché ci sono pochi cestini in Giappone?
L’assenza di cestini in molte zone del Giappone affonda le sue radici anche in un evento drammatico: l’attentato con gas Sarin compiuto dalla setta Aum Shinrikyō nella metropolitana di Tokyo nel 1995. Dopo l’attacco, le autorità rimossero gran parte dei cestini, soprattutto quelli chiusi o con coperchio, per motivi di sicurezza, temendo che potessero essere perfetti per nascondere ordigni o sostanze pericolose. Nel tempo questa misura si è trasformata in un’abitudine nazionale, contribuendo alla cultura del ‘porta i tuoi rifiuti con te’ che ancora oggi caratterizza il Paese. Ma presto questa cosa potrebbe cambiare.
La proposta: obbligo di cestini e multe salate
Il 10 dicembre scorso all’assemblea del quartiere Shibuya è stata presentata una nuova ordinanza che obbligherà minimarket conbini, bar, fast food e chioschi da asporto a installare cestini della spazzatura esterni. Chi non si adegua rischia una multa da 50.000 ¥ (crc. 273 €). Le aree coinvolte sarebbero per ora quelle attorno alle stazioni di Shibuya, Harajuku ed Ebisu, oggi tra le più affollate dai turisti stranieri.
La misura equiparerebbe questi esercizi alle regole già in vigore per i distributori automatici. Che devono obbligatoriamente fornire contenitori per la raccolta di bottiglie di plastica e lattine per il riciclo. Ovvero, avere dei bidoni per i vari tipi di articoli che vendono.
Perché Shibuya è più sporca del resto di Tokyo
Shibuya, essendo un quartiere di ritrovo serale di giovani spesso alticci, non è mai stata la zona più pulita della capitale, anche da prima del boom turistico. Ma negli ultimi anni la situazione è chiaramente peggiorata. La sua trasformazione in ‘meta Instagrammabile’, ha fatto crescere drasticamente la quantità di persone che la attraversano. E di conseguenza la quantità di rifiuti per strada. Il quartiere stima che circa il 75% dei rifiuti abbandonati siano confezioni di snack, involucri di cibo, lattine e bicchieri da asporto. Per questo ora chiede ai negozi di assumersi una parte della responsabilità.
Il dilemma culturale: più cestini = più rifiuti?
A prima vista sembra una soluzione semplice. Ma in Giappone il problema è più complesso. La scarsità di cestini non ha mai creato grosse difficoltà alla popolazione locale: è norma sociale portare i propri rifiuti a casa o in ufficio se si è in pausa pranzo. Ma i turisti, che partono la mattina e tornano a casa la sera, ovviamente non possono trasportare tutto il giorno i rifiuti per poi scaricarli in Hotel. Imporre cestini ai negozi rischia però di cambiare la percezione: se manca un contenitore nelle vicinanze, allora la colpa sarebbe del negozio o del Comune, e questo potrebbe ‘giustificare’ l’abbandono di rifiuti.
Il problema dell’uso scorretto dei cestini
C’è poi la domanda più pratica: anche mettendo i cestini, verranno poi usati nel modo giusto? Una creperia di Shibuya aveva installato un cestino esterno accessibile a tutti. Ma i turisti vi gettavano regolarmente anche bottiglie e lattine (che richiedono contenitori separati per il riciclo), perfino oggetti ingombranti come ombrelli rotti, peluche e altri rifiuti non correlati all’attività. Alla fine il locale ha dovuto rimuovere il cestino e spostarlo all’interno. Ma con la nuova ordinanza potrebbe essere costretto a rimetterlo fuori.
Una battaglia sociale (e culturale) in corso
La questione è più ampia: conviene difendere la regola giapponese del ‘porta a casa la tua spazzatura’, oppure è necessario accettare che una parte dei visitatori stranieri continuerà a gettare rifiuti ovunque se non trova un cestino a portata di mano?
Nel caso di Shibuya però, la colpa non è solo dei turisti: anche prima del boom delle presenze straniere la zona era più sporca del resto di Tokyo, complice la movida, i locali notturni e gli assembramenti giovanili. Per questo la proposta include anche una multa da 2.000 ¥ direttamente a chi abbandona rifiuti per strada. Accompagnata dall’introduzione di cestini pubblici che eliminano la scusa più frequente: ‘non c’era un posto dove buttare la spazzatura’. Se approvata, l’ordinanza scatterà ad aprile 2026 e le multe diventeranno operative dall’inizio dell’estate.
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