Stop al progetto di un cimitero islamico in Giappone

Stop al progetto di un cimitero islamico in Giappone

Il Parlamento giapponese ha discusso nei giorni scorsi una proposta per la realizzazione di un grande cimitero islamico sul territorio nazionale. Il progetto, avanzato da associazioni legate alla sempre più numerosa comunità musulmana residente in Giappone, è stato però respinto con decisione. Riaccendendo un dibattito già molto teso sul rapporto tra immigrazione, tradizioni e norme culturali giapponesi.

La posizione del governo: “Cremazione norma nazionale

A guidare il fronte contrario è stata Mizuho Umemura, membro della Camera dei Consiglieri e figura nota per le sue posizioni conservatrici. Umemura ha ribadito che in Giappone la cremazione è la prassi radicata e universalmente accettata, sostenendo che non esiste la necessità di costruire nuovi cimiteri.

Secondo la parlamentare, la sepoltura tradizionale porrebbe anche problemi ambientali: molte comunità locali temono che inumare i corpi possa contaminare le falde acquifere e interferire con le acque destinate all’agricoltura. Preoccupazioni che hanno rafforzato la resistenza delle amministrazioni locali e dei residenti.

Stop al progetto di un cimitero islamico in Giappone

L’ipotesi di vietare le sepolture in tutto il paese

Nel corso del dibattito alcuni politici sono arrivati a proporre un divieto totale delle sepolture in Giappone, di qualsiasi religione esse siano. Rendendo la cremazione l’unico metodo consentito su scala nazionale. Una misura che, seppur ancora ipotetica, evidenzia quanto il tema sia percepito come delicato e identitario nel Paese.

Considerando che filippini (cristiani, quindi anche loro con la tradizione della sepoltura dei morti) e indonesiani (musulmani), sono rispettivamente la terza e la quinta più numerosa comunità di stranieri in Giappone. Le altre sono Cina, Vietnam, Brasile, Thailandia, Cambogia, Birmania, Mongolia e Nepal. 

La questione degli immigrati musulmani: tra tradizione e diritti religiosi

Il nodo più controverso riguarda la comunità musulmana. Umemura ha affermato che, nel caso in cui cittadini musulmani morissero in Giappone, avrebbero due opzioni: accettare la cremazione se pur contraria alla tradizione islamica, oppure coprire le spese per rimpatriare la salma nel loro Paese d’origine.

La parlamentare ha insistito sul fatto che “le pratiche culturali giapponesi non devono essere rimodellate per compiacere richieste straniere”, lanciando anche un monito piuttosto netto: chi non rispetta le tradizioni locali “avrà dei problemi in futuro”.

Reazioni online: tra sostegno e critiche

La discussione ha subito incendiato i social giapponesi. Molti utenti hanno lodato la fermezzadi Umemura e la necessità di preservare usi e costumi nazionali. Altri, invece, hanno criticato la chiusura nei confronti delle minoranze religiose. Il rischio è di creare tensioni in un paese che, pur rimanendo culturalmente omogeneo, dipende e dipenderà in futuro sempre di più dalla manodopera straniera.

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