L’Alta Corte di Osaka dichiara incostituzionale il no ai matrimoni tra persone dello stesso sesso
Ne corso di una recente sentenza storica, l’Alta Corte di Osaka ha stabilito che la mancata legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Giappone viola il diritto costituzionale all’uguaglianza. Con questa decisione, Osaka diventa la quinta corte suprema del Giappone, dopo Sapporo, Tokyo, Fukuoka e Nagoya, a dichiarare incostituzionale il divieto. Tuttavia, la corte ha confermato una precedente sentenza che negava il risarcimento finanziario ai querelanti.
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Il verdetto annulla la decisione del tribunale distrettuale di Osaka del 2022, che aveva invece confermato il divieto. La giudice presidente Kumiko Honda ha affermato che le attuali leggi civili che vietano le unioni tra persone dello stesso sesso creano “svantaggi legali significativi” per le coppie LGBTQ+ e non possono essere giustificate. Inoltre, la corte ha ribadito che il matrimonio è un diritto fondamentale, strettamente connesso alla dignità personale e al principio di uguaglianza sanciti dalla Costituzione giapponese.
L’azione legale era stata avviata nel 2019 da 3 coppie dello stesso sesso. Queste avevano richiesto un risarcimento di 1 milione di ¥ (crc. 6.100 €) a persona per la discriminazione subita. Sebbene l’Alta Corte non abbia accolto la richiesta di risarcimento, gli avvocati dei querelanti hanno preso la dichiarazione di incostituzionalità un’importante passo avanti verso una futura e necessaria riforma legislativa.
Attualmente, il sistema giuridico giapponese riconosce esclusivamente i matrimoni eterosessuali, garantendo solo a queste coppie diritti e benefici come agevolazioni fiscali, diritti successori e la custodia condivisa dei figli. Nonostante alcuni governi locali abbiano introdotto certificati di partnership per le coppie LGBTQ+, gli attivisti sottolineano che tali misure non garantiscono una piena uguaglianza giuridica.
Questa sentenza aumenta la pressione anche internazionale sul governo giapponese affinché affronti il tema. Poiché il Giappone resta l’unica nazione del G7 a non riconoscere né il matrimonio egualitario né le unioni civili. Una di quelle cose per cui è rimasto indietro, nonostante la sua fama di essere ‘avanti anni luce’ in molte cose. Il verdetto dell’Alta Corte di Osaka comunque si inserisce in un contesto di crescente supporto giudiziario per l’uguaglianza matrimoniale. E potrebbe segnare finalmente un punto di svolta nell’approccio del Paese ai diritti delle persone LGBTQ+.
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