La PM giapponese Takaichi riduce il proprio stipendio

La PM giapponese Takaichi riduce il proprio stipendio 

Il nuovo Governo giapponese ha annunciato un taglio agli stipendi del Primo Ministro Sanae Takaichi e di tutti i membri del suo gabinetto. La misura fa parte di un pacchetto di riforme pensato per ridurre i privilegi della classe politica e riconquistare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La decisione è stata approvata l’11 novembre 2025 durante una riunione ministeriale. In pratica, saranno eliminati i supplementi salariali che finora venivano aggiunti agli stipendi del Primo Ministro e dei ministri in quanto membri della Dieta (il Parlamento giapponese).

Secondo il Segretario Capo di Gabinetto Kihara Minoru, i ministri continueranno a svolgere normalmente le proprie funzioni, ma percepiranno soltanto lo stipendio previsto per i parlamentari. Ovvero 1.294.000 ¥ al mese, circa 7.200 €, per un totale annuo di 15,5 milioni di ¥ (circa 86.000 €).

La PM giapponese Takaichi riduce il proprio stipendio

Finora, il Primo Ministro riceveva anche un’indennità aggiuntiva di 1.152.000 ¥ al mese (circa 6.400 €), portando il suo reddito mensile a 2.446.000 ¥ (circa 13.600 €), ovvero 164.000 € l’anno. Gli altri ministri invece percepivano un’indennità supplementare di 489.000 ¥ al mese (circa 2.700 €), per un reddito complessivo di circa 1.783.000 ¥ mensili (circa 10.000 €, ossia 120.000 € annui). Da adesso tutti prenderanno 7.200 € al mese e basta.

Il Governo presenterà un disegno di legge alla Dieta entro fine novembre, così da poter applicare i tagli già durante l’attuale sessione parlamentare. Takaichi ha commentato la misura con semplici parole, chiaramente ispirate alla politica inglese attuata nel 1979 dalla sua mentore Margaret Thatcher:

“L’austerità deve iniziare dalla leadership politica.”

L’austerity è una manovra di rigore economico volta a ridurre il ruolo dello Stato nell’economia e a riportare sotto controllo il debito pubblico, anche a costo di forti sacrifici sociali. Le sue caratteristiche principali sono i tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, lotta ai sindacati e controllo dell’inflazione. Negli anno ’80 servì a rilanciare l’economia britannica, ma aumentò le disuguaglianze e distrusse molte comunità operaie.

Gli analisti nipponici descrivono la riduzione degli stipendi dei parlamentari come un gesto di responsabilità e trasparenza, destinato però ad avere un impatto economico limitato. Si tratta infatti di tagli simbolici, che toccano solo le indennità aggiuntive e non gli stipendi base dei parlamentari. E che forse preannunciano e giustificano tagli futuri per tutti, come l’austerity inglese insegna.

Ciononostante, questa scelta serve per mandare un messaggio chiaro e preciso alla popolazione giapponese: disciplina, sobrietà e vicinanza ai cittadini. Un passo coerente con l’obiettivo dichiarato dal Governo Takaichi di trasformare la pubblica amministrazione giapponese in un modello più efficiente, rigoroso e trasparente.

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