‘Kateika‘: la scuola in Giappone insegna a cavarsela da soli
Andare a scuola non significa soltanto studiare matematica, scienze o letteratura in Giappone. Da oltre trent’anni, tutti gli studenti giapponesi, sia ragazzi che ragazze, seguono una materia obbligatoria chiamata kateika (家庭科), traducibile come ‘economia domestica‘. Questa ha un obiettivo molto concreto: insegnare agli studenti a cavarsela concretamente nella vita di tutti i giorni.
Cucinare un pasto semplice ma nutriente, cucire un bottone, gestire un budget familiare, comprendere le dinamiche della convivenza e il valore della sostenibilità domestica. Queste competenze non sono considerate ‘accessorie’, ma parte integrante della formazione di un cittadino giapponese. Oltre che saper pulire aule e bagni, cosa che imparano tutti gli studenti fin dalle elementari dato che i bidelli non esistono in Giappone.
Cosa si impara nello specifico
La kateika è una materia estremamente pratica e trasversale. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: preparare gli studenti non solo al mondo del lavoro, ma anche all’autonomia personale. Infatti, non a caso, i ragazzi giapponesi sono in grado di vivere da soli fin dalle scuole superiori, si vedono spesso anche negli anime con i loro minuscoli appartamenti-monolocali. I contenuti insegnati includono:
- Cucina di base e nutrizione, con attenzione all’equilibrio alimentare
- Cucito e lavori manuali essenziali, come riparare vestiti
- Gestione del denaro, risparmio e pianificazione delle spese
- Organizzazione della vita familiare, cura della casa e delle relazioni
- Sostenibilità e consumo consapevole, riduzione degli sprechi e rispetto dell’ambiente
Una materia senza distinzione di genere
Uno degli aspetti più significativi della kateika è il suo approccio paritario. Fino alla fine degli anni Ottanta, l’economia domestica in Giappone era insegnata solo alle studentesse. I ragazzi venivano separati e seguivano dei corsi di educazione tecnica.
Nel 1993, però, il Ministero dell’Istruzione giapponese ha formalizzato un cambiamento storico: la materia è diventata obbligatoria per tutti, senza distinzione di genere. Un segnale chiaro di come la gestione della casa, del cibo e delle finanze non sarebbe più stata una ‘questione femminile’, ma una competenza universale utile per qualsiasi cittadino.

Come viene insegnata nelle scuole giapponesi
La kateika è presente soprattutto nelle scuole medie e in parte delle scuole superiori, anche se l’applicazione pratica può variare a seconda della regione e delle risorse degli istituti. Molte scuole dispongono di cucine attrezzate con banchi stile Masterchef e laboratori moderni. Altre offrono programmi più essenziali e meno pratici.
Non mancano le critiche: per molti studenti e insegnanti, la materia è ancora percepita come secondaria rispetto alle discipline accademiche più ‘pesanti’ e determinanti per poi accedere a buone università e lavori ben pagati. Inoltre, esistono dibattiti su come aggiornare i contenuti, adattandoli a una società sempre più digitale e a modelli familiari in evoluzione.
Un confronto con l’Italia
Questa materia ad oggi non esiste in Italia, ma vale la pena ricordare che non è sempre stato così. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, l’economia domestica era presente anche nelle scuole italiane. In particolare alle medie e negli istituti professionali, spesso affiancata ai corsi di applicazioni tecniche. Si insegnavano più o meno le stesse nozioni del Giappone: cucina, cucito, igiene della casa e della persona e gestione del bilancio familiare.
Tuttavia, a differenza della kateika giapponese, questa materia era fortemente connotata dal punto di vista di genere, in un contesto sociale che dava per scontato un futuro domestico femminile. Con il tempo però, invece di essere riformata e resa inclusiva come in Giappone, l’economia domestica è stata progressivamente eliminata dai programmi scolastici, lasciando un vuoto che non è mai stato davvero colmato.
Queste competenze oggi vengono date per scontate o delegate alla famiglia, creando però disuguaglianze evidenti tra chi ha un contesto favorevole e chi no. L’educazione civica e l’orientamento coprono ora solo in parte questi aspetti, spesso in modo teorico e frammentario. Molti studenti italiani escono dalla scuola superiore senza aver mai imparato a gestire un bilancio personale, cucinare in modo sano o riuscire ad affrontare responsabilmente una vita indipendente dalla famiglia.
Insegnare a vivere, non solo a produrre
Pur con tutti i suoi limiti, la kateika rappresenta un’idea potente e ancora rara nel mondo: la scuola come luogo in cui si impara anche a vivere. Non solo a essere lavoratori efficienti, ma individui autonomi, consapevoli e responsabili.
In un’epoca in cui si discute continuamente di competenze, futuro e crisi educative, il modello giapponese pone una domanda scomoda ma necessaria: che senso ha un’istruzione eccellente, se poi non ci insegna a gestire la vera vita di tutti i giorni? Forse, prima di correre verso il futuro, varrebbe la pena imparare anche a fare una lavatrice come si deve, senza finire irrimediabilmente per rovinare i propri vestiti.
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