Il Giappone valuta di aumentare le tasse d’imbarco
Il Giappone negli ultimi anni, è riuscito ad attrarre un > numero record di turisti. Forse persino troppi rispetto a com’era abituato prima della pandemia. Ed infatti si è trovato, per la prima volta nella storia, a dover fare i conti con il problema (noto anche in Italia) del sovraffollamento turistico, ormai più conosciuto come overtourism. Per questo motivo il governo del Giappone valuta di aumentare le tasse d’imbarco per chi lascia il Paese.
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Si tratta di tasse che esistono in tutti i Paesi e vengono sempre incluse nel costo finale dei biglietti aerei. Con questo aumento, il Giappone si allineerebbe a quelli che applicano tasse d’imbarco più elevate. L’Australia, ad esempio, addebita 70 dollari australiani (crc. 42 €) per ogni partenza. Mentre il Regno Unito ha l’importo più alto al mondo, ovvero fino a 142 sterline (crc. 172 €). Per partire dall’Italia invece la tassa è attualmente di circa 30 €.
Secondo il quotidiano Yomiuri Shimbun, il Partito Liberal Democratico (LDP) sta esaminando l’ipotesi di incrementare la tassa d’imbarco dal Giappone (shukkokuzei 出国税), attualmente fissata a 1.000 ¥ (crc. 6,50 €). Le proposte in discussione prevedono aumenti fino a 3.000 ¥ (crc. 20 €) o addirittura 5.000 ¥ (crc. 32 €). L’aumento porterebbe il Giappone in linea con Paesi come Egitto, Giamaica e Canada. Tuttavia, la proposta ha suscitato indignazione tra i cittadini giapponesi. Poiché la misura riguarderebbe non solo gli stranieri, ma anche i local essendo una tassa d’imbarco applicata alla partenza.
Obiettivo: ridurre il sovraffollamento
Il governo destinerebbe i fondi raccolti al miglioramento delle infrastrutture turistiche e al potenziamento dei trasporti pubblici. Il turismo in Giappone è in forte crescita e l’obiettivo è raggiungere 60 milioni di visitatori all’anno entro il 2030, rispetto ai circa 36 milioni attuali. Le entrate aggiuntive potrebbero contribuire anche a sviluppare nuovi aeroporti e a favorire l’accesso alle zone meno congestionate del Paese ma ugualmente interessanti da visitare.
Già ora si stanno studiando strategie per contrastare l’eccessivo afflusso turistico in alcune zone specifiche. Quella > messa peggio è Kyoto, che ha già aumentato la sua tassa di soggiorno e introdotto alcuni autobus dedicati esclusivamente ai turisti per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici urbani. Inoltre, il Giappone ha recentemente consentito, in alcune aree, l’uso del ride-sharing per contrastare il fenomeno dei taxi bianchi abusivi.
Le critiche: tassa ingiusta per i giapponesi
Ovviamente non tutti hanno accolto favorevolmente la proposta. Alcuni, in particolare nell’area politica conservatrice, ritengono ingiusto che la tassa venga applicata anche ai cittadini giapponesi. Sul portale Yahoo! News JP, un commento molto apprezzato, con oltre 31.000 like, ha chiesto che il sistema faccia pagare solo i turisti stranieri. Accusando il Ministero delle Finanze di scegliere la soluzione più semplice senza considerare altre alternative.
Infatti, mentre il turismo in entrata cresce, quello in uscita dal Giappone è solo al 70,3% rispetto ai livelli del 2019. La debolezza dello ¥ ha reso più costoso viaggiare all’estero per i nipponici negli ultimi 3 anni. E un’ulteriore tassa potrebbe scoraggiarli ancora di più ad intraprendere viaggi internazionali. Proprio loro, che fino a qualche decennio fa li trovavi ovunque a fotografare tutto con le loro onnipresenti macchine fotografiche.
Un contesto di crescente malcontento fiscale
In Giappone ultimamente si registra una crescente opposizione all’aumento delle tasse che sta avvenendo. Specialmente tra le fasce più colpite dall’attuale inflazione e stagnazione salariale. L’aumento del costo di molti beni essenziali come riso e cavolo infatti, ha accentuato le difficoltà economiche di molte famiglie nipponiche che fino a poco tempo fa non avevano problemi.
Recentemente, partiti politici come il LDP, il Komeito e l’Innovation Party hanno approvato un bilancio che prevede l’aumento dei sussidi per le scuole superiori, rendendo di fatto gratuiti i corsi base. Tuttavia, la misura ha suscitato proteste nell’ala conservatrice, dove alcuni hanno definito l’Innovation Party “nemico del popolo” (kokumin no teki 国民の敵). Non tutti infatti sono disposti a pagare delle tasse per far andare a scuola gratis i figli degli altri se non ne hanno.
L’eventuale aumento anche della tassa d’imbarco per chiunque parta dal Giappone, potrebbe quindi inserirsi in un quadro politico ed economico già caratterizzato da forti tensioni. Con il rischio di alimentare il malcontento e fomentare ulteriori polemiche tra governo e cittadini giapponesi.
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