Il Giappone raddoppia la spesa militare
Dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, il Giappone ha mantenuto una postura difensiva rigorosa. Limitando la spesa per la difesa all’1% del prodotto interno lordo (PIL). Oggi, però, il contesto geopolitico è cambiato radicalmente e va sempre più peggiorando. Tokyo ha così annunciato un piano ambizioso: portare il bilancio della difesa al 2% del PIL entro l’anno fiscale 2027. E così raddoppia la spesa militare, allineandosi agli standard richiesti dalla NATO.
Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!
Nel 1976, il Primo Ministro Miki Takeo impose volontariamente un tetto alla spesa militare del Giappone fissandolo all’1% del PIL. Una misura simbolica volta a consolidare l’impegno pacifista del Paese dopo la guerra. Anche dopo che il premier Nakasone Yasuhiro abolì formalmente questo limite nel 1987, la soglia dell’1% continuò a essere rispettata per decenni, diventando di fatto una prassi politica non scritta.
Il punto di svolta: la guerra in Ucraina
L’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 ha rappresentato un campanello d’allarme per molte democrazie avanzate, Giappone incluso. La crescente assertività della Cina nel Mar Cinese Orientale, il riarmo della Corea del Nord e le tensioni in Taiwan hanno rafforzato a Tokyo la percezione di vivere in una regione sempre più instabile.
Nel dicembre 2022, il governo del Primo Ministro Fumio Kishida ha approvato una revisione storica dei documenti sulla sicurezza nazionale, impegnandosi a raddoppiare la spesa per la difesa entro il 2027. Questo piano, definito nel nuovo Programma di Rafforzamento della Difesa Nazionale, segna un cambio epocale rispetto alla tradizione pacifista nipponica.
Una crescita progressiva
Il bilancio della difesa giapponese è già aumentato in modo significativo negli ultimi anni:
-
2022: 5,4 trilioni di ¥ (crc. 31 miliardi di €)
-
2023: 6,8 trilioni di ¥ (crc. 40 miliardi di €)
-
2024: 7,9 trilioni di ¥ (crc. 46 miliardi di €)
-
2025 (previsione): 8,7 trilioni di ¥ (crc. 51 miliardi di €), +9,4% rispetto all’anno precedente
Se si includono anche le spese connesse, come quelle per il riallineamento delle truppe americane in Giappone e il bilancio della Guardia Costiera, il totale per il 2025 supera i 9,9 trilioni di ¥ (crc. 58 miliardi di €), equivalente all’1,8% del PIL del 2022 e circa l’1,6% del PIL previsto per il 2025.
Dove vanno i fondi?
Il potenziamento della difesa giapponese si concentra su cinque aree chiave:
-
Capacità di risposta ai missili: inclusi sistemi antimissile e difesa aerea avanzata.
-
Rafforzamento delle forze navali: in particolare nella regione sudoccidentale, vicino a Taiwan.
-
Cooperazione con gli Stati Uniti: miglioramento dell’interoperabilità e supporto logistico.
-
Difesa cibernetica e spaziale: contrasto a minacce non convenzionali.
-
Base industriale e tecnologica: sostegno alle aziende del settore difesa giapponese.

Opinione pubblica e sostenibilità fiscale
Nonostante l’ampio consenso tra le élite politiche e militari, l’aumento della spesa militare suscita preoccupazioni nella popolazione giapponese, tradizionalmente restia alla militarizzazione. Inoltre, il piano comporta un notevole onere per le finanze pubbliche, già messe sotto pressione dall’invecchiamento demografico e dal debito pubblico più alto del mondo industrializzato.
Il raddoppio della spesa per la difesa rappresenta un cambiamento profondo nella postura strategica del Giappone, che riflette l’evoluzione del quadro internazionale e le nuove minacce alla sicurezza regionale. Sebbene resti fedele alla sua Costituzione pacifista, Tokyo sembra sempre più intenzionata a diventare un attore militare più autonomo e proattivo, non solo per difendersi, ma anche per contribuire alla stabilità dell’Asia-Pacifico.
Post consigliato > Il ritorno di Kenshiro: la storia sempre attuale dell’incubo di una guerra nucleare



