Il Giappone aumenta i costi dei permessi di soggiorno
Il governo giapponese si prepara ad aumentare in modo significativo le tariffe per permessi di soggiorno e visti. L’obiettivo dichiarato è ‘allinearsi agli standard occidentali’ e finanziare un sistema di immigrazione ormai sotto pressione a causa dell’aumento record di cittadini stranieri in Giappone. Ma tra i residenti non giapponesi cresce il malcontento: per molti, soprattutto i lavoratori a basso reddito, i nuovi prezzi rischiano di diventare proibitivi.
Perché aumentano le tariffe
Finora il Giappone ha mantenuto costi molto più bassi di Stati Uniti, Regno Unito o Germania. Con gli attuali quasi 4 milioni di residenti stranieri e le domande in aumento, il governo sostiene che le attuali tariffe non coprano più i costi di gestione.
I fondi extra servirebbero a velocizzare controlli e rinnovi e migliorare i servizi negli aeroporti. Oltre che potenziare i programmi di integrazione linguistica e combattere gli overstayer, ovvero chi rimane illegalmente in Giappone con un visto scaduto, oggi stimati in circa 70.000.
Le modifiche proposte sono drastiche:
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Rinnovi e cambi di status potrebbero salire a 30.000–40.000 ¥ (crc. 165-221 €), oggi 10.000 (crc. 55€).
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La residenza permanente potrebbe superare i 100.000 ¥ (crc. 552 €), dieci volte più di oggi.
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Anche i visti consolari aumenteranno, triplicando o più rispetto alle tariffe attuali.
L’impatto su famiglie, studenti e aziende
Gli aumenti peseranno soprattutto su chi ha visti di breve durata e/o familiari a carico. Una famiglia di quattro persone passerebbe da 24.000 (crc. 132 €) a 160.000 ¥ (884 €) per un rinnovo. Anche le aziende, che spesso coprono i costi per i dipendenti stranieri, dovranno ricalcolare i budget, con il rischio di rivedere le proprie strategie di assunzione. Oppure lasciarli nelle mani dei neo-assunti. Per la residenza permanente si teme una ‘corsa alle domande‘ prima dell’entrata in vigore dei nuovi prezzi, con ulteriori rallentamenti delle pratiche.
Le reazioni
Sui social, molti residenti definiscono l’aumento ‘esagerato‘ e temono un effetto dissuasivo per talenti e studenti internazionali. Altri accetterebbero tariffe più alte solo in cambio di servizi realmente più rapidi ed efficienti, una promessa che in molti considerano tutt’altro che garantita.
Il Governo Takaichi presenterà la riforma alla Dieta nel corso del prossimo anno. Se approvata, le nuove tariffe entreranno in vigore nel 2026. Nel frattempo, gruppi di attivisti chiedono maggiore trasparenza e tutele per famiglie e lavoratori con redditi più bassi. Il dibattito è appena iniziato e potrebbe diventare uno dei più accesi sull’immigrazione degli ultimi anni.
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