Grandi aumenti salariali primaverili per le aziende giapponesi nel 2025

Grandi aumenti salariali primaverili per le aziende giapponesi nel 2025

Le trattative salariali primaverili in Giappone hanno segnato il primo aumento annuo superiore al 5% per le piccole imprese dal 1992. Secondo i dati preliminari diffusi dalla Confederazione sindacale giapponese (Rengō), le negoziazioni dette shunto, ovvero ‘offensiva salariale di primavera‘ hanno coinvolto 760 aziende con sindacati affiliati.

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L’aumento medio è stato del 5,46%, con un incremento di 0,18 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un livello così alto non si registrava dal 1992, quando il tasso raggiunse il 5,66%. Le piccole e medie imprese (PMI), con meno di 300 dipendenti, hanno registrato un aumento medio del 5,09%, superando per la prima volta il 5% dal 1992.

Tuttavia, il risultato resta inferiore agli obiettivi fissati dal Rengō, il più grande gruppo sindacale giapponese con 7 milioni di membri. L’ideale sarebbe un aumento generale del 5% e del 6% per le PMI (SME), con l’intento di ridurre il divario salariale tra aziende di diverse dimensioni.

Grandi aumenti salariali primaverili per le aziende giapponesi nel 2025

Il 12 marzo scorso, in occasione delle prime risposte sindacali, le grandi aziende manifatturiere nei settori dell’elettronica e dell’auto hanno annunciato importanti rialzi salariali. Toyota, per il quinto anno consecutivo, ha accettato integralmente le richieste sindacali, facendo da esempio per tutte le altre multinazionali. Un aumento record delle retribuzioni, toccando i + 23.500 ¥ al mese (crc. 144 €) per persona, oltre ad un bonus equivalente a 6,3 mesi di salario.

Il governo del Primo Ministro Shigeru Ishiba punta a un deciso aumento dei salari per incentivare la spesa dei consumatori, frenata dall’aumento del costo dei beni di prima necessità. Nonostante i rincari, la crescita dei salari reali, corretta per l’inflazione, è rimasta pressoché stagnante. Aggravata anche dall’ormai noto Yen debole, che ha aumentato la spesa per le importazioni in Giappone e permesso a molti stranieri, soprattutto americani ed europei, di farsi una vacanza spendendo meno rispetto a qualche anno fa.

A gennaio, l’inflazione giapponese al consumo, che considera i prezzi degli alimenti freschi ma esclude gli affitti, ha raggiunto il 4,7% annuo, il livello più alto degli ultimi due anni. Tuttavia, secondo Kazutaka Maeda, economista dell’Istituto di Ricerca Meiji Yasuda, anche un incremento salariale del 5-5,5% sarebbe insufficiente a stimolare i consumi. Poiché compenserebbe solo l’inflazione senza generare un reale aumento del potere d’acquisto.

In Giappone, i negoziati salariali annuali sono una componente chiave dell’economia, caratterizzata da un rapporto relativamente collaborativo tra lavoratori e dirigenti. Un aspetto distintivo rispetto ad altri Paesi. Ora l’attenzione si sposta sulle aziende più piccole, dove le negoziazioni entreranno nel vivo tra aprile e maggio 2025. Resta da vedere se il trend positivo si manterrà, garantendo un aumento equo dei salari in tutto il Paese.

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