Turisti scatenano l’indignazione di Marty Friedman (video)
Un video di alcuni turisti stranieri intenti a ballare all’interno del celebre santuario Fushimi Inari di Kyoto ha scatenato la reazione di Marty Friedman, ex chitarrista dei > Megadeth e da oltre vent’anni residente in Giappone.
Friedman ha condiviso il filmato sui suoi social accompagnandolo con un messaggio molto duro (sotto la traduzione):
Dear tourists: PLEASE STOP DOING THIS. Japan is known for gracefully welcoming foreigners, but those days will end if you continue this disrespect. You are leaving an extremely shameful impression of your entire country. Who raised you to act this way? Just stop. Thank you. https://t.co/zV7OBXlI50
— Marty Friedman (@marty_friedman) September 6, 2026
«PER FAVORE SMETTETELA DI FARE QUESTO. Il Giappone è noto per la sua accoglienza calorosa verso gli stranieri, ma quei giorni finiranno se continuerete con questa mancanza di rispetto. State lasciando un’impressione estremamente vergognosa del vostro paese. Chi vi ha cresciuti per farvi comportare così? Basta. Grazie».
Un intervento particolarmente netto, soprattutto perché arriva da un musicista straniero che conosce molto bene la società giapponese. Infatti vive stabilmente nel Paese da oltre 20 anni e parla fluentemente la lingua.
Fushimi Inari, uno dei luoghi più fotografati del Giappone
Fondato nel 711, Fushimi Inari è il principale santuario dedicato a Inari, divinità shintoista associata al riso, al commercio e alla prosperità. Il complesso è famoso soprattutto per le migliaia di torii rossi che formano lunghi tunnel lungo i sentieri che si inerpicano sul monte Inari.
La sua atmosfera suggestiva lo ha trasformato in una delle destinazioni più popolari di Kyoto, e inevitabilmente più instagrammabili, soprattutto tra i turisti stranieri. Ma la sua enorme popolarità ha portato anche un fenomeno purtroppo ormai familiare in Giappone: luoghi di culto e siti storici vengono sempre più spesso trasformati in semplici scenografie per fotografie e video destinati ai social.
Il problema non è scattare foto
Definire un santuario giapponese semplicemente come un ‘luogo sacro‘ può però essere fuorviante per chi arriva dall’estero. Molti templi e santuari giapponesi non hanno necessariamente un’atmosfera austera e solenne e hanno molte zone all’aperto. Le strade che li circondano inoltre, sono spesso piene di negozi e ristoranti che creano un’atmosfera caotica e profana. Gli stessi complessi religiosi possono assomigliare a grandi parchi o giardini.
Questo non significa, però, che sia tutto consentito. Scattare una fotografia davanti a un torii, immortalare un amico durante la fioritura dei ciliegi o fotografare un particolare architettonico non equivale a trasformare un’area di culto in un set personale. Il problema, secondo molti osservatori, nasce quando la ricerca dello scatto perfetto porta a ignorare completamente il contesto e le altre persone presenti.
Quando i social prendono il posto del rispetto
Nel video criticato da Friedman, infatti, un gruppo di turisti si sarebbe spostato fuori dal percorso consentito per realizzare uno stupido balletto stile TikTok. Proprio come quella volta che una > ragazza si era messa a fare ginnastica appesa ad un torii (foto e video sopra). Successivamente avrebbe occupato il passaggio con diverse persone, trasformando di fatto una parte del sacro santuario in un palcoscenico per un video demenziale destinato ai social.
È proprio questo comportamento, più che la semplice presenza di una videocamera, ad aver provocato le critiche. Un conto è visitare un luogo, scattare qualche fotografia e condividere l’esperienza online. Lo fanno tutti, anche i giapponesi. Un altro è organizzare una vera e propria produzione video senza preoccuparsi del luogo, delle regole e delle persone attorno a te che lo stanno visitando.
L’avvertimento di Marty Friedman
Il messaggio di Friedman si inserisce in un dibattito sempre più acceso sugli stranieri in Giappone. Per molti anni il Paese è stato poco turistico rispetto ad ora. E quindi estremamente tollerante nei confronti degli errori commessi dai visitatori, consapevole che le regole del comportamento sociale giapponese possono essere difficili da comprendere per chi arriva dall’estero.
Ma la situazione è cambiata da quando comportamenti inappropriati diventano ripetuti e plateali. Soprattutto se vengono realizzati davanti a una telecamera con l’obiettivo evidente di ottenere visualizzazioni. Ed è proprio questo il punto sottolineato dal musicista americano: la crescente mancanza di rispetto di una minoranza di turisti maleducati, sta influenzando negativamente la percezione degli stranieri in Giappone in generale.
Una regola semplice per chi visita il Giappone
Forse alcuni dei protagonisti del video non avevano intenzione di offendere nessuno. Potrebbero semplicemente aver pensato che, non vedendo persone pregare in quel preciso momento, non ci fosse nulla di male nel fermarsi a registrare un balletto sotto i torii sacri.
Però, in generale quando si visitano luoghi storici, religiosi o culturali dei quali non si conoscono bene le usanze, esiste una regola molto semplice che può evitare molti problemi: se non si vede la gente del posto fare una determinata cosa, probabilmente è meglio non farla, nemmeno da turisti. Basta imitare quello che fanno gli autoctoni per evitare errori. Il Giappone continua a essere noto per l’accoglienza e la pazienza nei confronti dei visitatori stranieri. Ma, come dimostra anche la reazione di Marty Friedman, la pazienza non dovrebbe essere scambiata per assenza di limiti.
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