Tra 500 anni i giapponesi avranno tutti lo stesso cognome

Tra 500 anni i giapponesi avranno tutti lo stesso cognome

Entro il 2531 i cittadini giapponesi avranno tutti lo stesso cognome. Sembra fantascienza, ma un recente studio condotto da Hiroshi Yoshida, professore di economia all’Università di Tohoku, ipotizza che tra 500 anni in Giappone esisterà un solo cognome. La causa principale è una legge giapponese che impone alle coppie sposate di scegliere un unico cognome per la famiglia, quasi sempre quello del marito.

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Questo fattore, combinato al basso tasso di natalità e all’invecchiamento della popolazione, porterà ad una progressiva estinzione dei cognomi meno comuni. Lasciando solo il più diffuso, ovvero Sato. Secondo un sondaggio del marzo 2023, Sato è già in cima alla lista dei cognomi giapponesi, con l’1,5% della popolazione totale che lo porta. Suzuki è al secondo posto.

Un barlume di speranza arriva da un sondaggio condotto nel 2022 dalla Confederazione dei Sindacati Giapponesi: il 39,3% dei 1.000 partecipanti tra i 20 e i 59 anni si sono dichiarati favorevoli a mantenere il proprio cognome da sposati. Sulla base di questo scenario alternativo, Yoshida (il cui studio è stato commissionato da organizzazioni che sostengono la libera scelta del cognome) ha ipotizzato che se le coppie potessero mantenere i cognomi separati, entro il 2531 solo il 7,96% della popolazione giapponese porterebbe il cognome Sato.

Secondo Yoshida, oltre alla perdita di diversità culturale e di patrimonio familiare, l’omogeneizzazione onomastica potrebbe creare altri problemi. Come ad esempio confusione nel distinguere le persone, tanto da dover adottare numeri identificativi nei documenti. Ma il problema futuro del Giappone non saranno solo i cognomi tutti uguali. Lo studio prevede anche una diminuzione del 30% della popolazione entro il 2070, con un 40% di over 65. Un quadro desolante che dipinge i giapponesi sull’orlo dell’estinzione.

Tra 500 anni i giapponesi avranno tutti lo stesso cognome

La ‘depressione demografica’, già in atto nel Paese da anni, sembra inarrestabile. Nel 2023 i matrimoni sono scesi sotto i 500mila per la prima volta in 90 anni, mentre sono aumentati i divorzi. La situazione giapponese è estrema, ma rappresenta un campanello d’allarme per nazioni con simili tendenze demografiche, come ad esempio l’Italia.

La tutela della diversità culturale e la lotta al declino della natalità sono sfide cruciali per garantire un futuro prospero alle prossime generazioni. Oltre al Giappone, lo studio di Yoshida offre spunti di riflessione universali sull’impatto dei cambiamenti sociali e demografici sul futuro della popolazione mondiale.

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Tra 500 anni i giapponesi avranno tutti lo stesso cognome