Tokyo vuole vietare oltre 2.000 affitti turistici nelle zone residenziali

Tokyo vuole vietare oltre 2.000 affitti turistici nelle zone residenziali

A Tokyo il boom degli affitti turistici a breve termine potrebbe presto subire una forte battuta d’arresto. Il quartiere di > Shinjuku, che ospita il maggior numero di strutture minpaku del Giappone, sta valutando nuove restrizioni che potrebbero costringere alla chiusura oltre 2.000 alloggi turistici nelle aree residenziali. Questa parola significa infatti letteralmente ‘alloggio privato’ (da min privato e paku alloggio/notte).

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La decisione arriva dopo il forte aumento delle lamentele da parte degli abitanti, che segnalano soprattutto rumori molesti, rifiuti non suddivisi correttamente e intrusioni nelle proprietà private. Secondo i dati più recenti dell’Agenzia del Turismo giapponese, in Giappone sono presenti circa 42.070 alloggi privati destinati alle locazioni turistiche di breve periodo. Nessun altro quartiere o città del Paese ne conta tanti quanto Shinjuku.

I minpaku erano nati per favorire il turismo

Il sistema dei minpaku è stato introdotto nell’attuale forma nel 2018, con l’obiettivo di ampliare l’offerta ricettiva e rispondere alla crescente domanda dei turisti stranieri. All’epoca gli affitti privati stile Airbnb (ma non solo), sembravano rappresentare una soluzione ideale: offrivano ai viaggiatori indipendenti alternative agli hotel tradizionali e permettevano ai proprietari di mettere a reddito abitazioni inutilizzate.

Da allora, però, il Giappone è diventato una delle destinazioni turistiche più popolari al mondo. Lo yen debole, l’interesse internazionale per la cucina giapponese, la cultura pop e l’intrattenimento hanno contribuito a far crescere enormemente il numero di visitatori stranieri. Il risultato è stato anche un aumento dei problemi legati all’overtourism, soprattutto nei quartieri più frequentati.

A Shinjuku i reclami sono raddoppiati

La situazione è diventata particolarmente problematica a > Shinjuku. Nel 2025 il quartiere ha ricevuto 1.334 segnalazioni da parte dei residenti riguardanti i minpaku, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Le lamentele riguardano principalmente il rumore, la gestione dei rifiuti e comportamenti considerati irrispettosi nei confronti del vicinato.

Le autorità hanno già adottato provvedimenti contro alcune strutture: nel 2025 sono state emesse 29 ordinanze di chiusura temporanea e cinque di chiusura permanente per violazioni delle norme. Tuttavia, il numero crescente di segnalazioni avrebbe reso sempre più difficile intervenire caso per caso, anche a causa delle risorse limitate a disposizione del personale del distretto.

Più di metà dei minpaku potrebbe chiudere

Per questo motivo i legislatori di Shinjuku stanno valutando una nuova ordinanza che vieterebbe l’attività dei minpaku nelle zone destinate esclusivamente a uso residenziale e nelle aree vicine alle scuole. La misura avrebbe un impatto significativo: dei circa 3.775 alloggi turistici privati attualmente presenti a Shinjuku, circa 2.000 potrebbero essere costretti a chiudere. Le nuove regole non riguarderebbero quindi soltanto le strutture che intendono iniziare l’attività, ma anche quelle già operative.

Ma potrebbero essere previste alcune eccezioni. Tra queste, ad esempio, la possibilità di continuare a operare per i proprietari che vivono stabilmente nell’immobile e che possono così tenere meglio sotto controllo i turisti molesti. Per le strutture autorizzate a rimanere aperte potrebbe però arrivare un’altra importante limitazione: il numero massimo di giorni di attività sarebbe ridotto dagli attuali 180 a 120 giorni all’anno.

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Il delicato equilibrio tra turismo e vita dei residenti

Il caso di Shinjuku mette in luce una delle principali contraddizioni del turismo in Giappone. Da una parte, il Paese vuole continuare ad attirare milioni di visitatori e beneficiare dell’enorme indotto economico generato dal turismo. Dall’altra, la crescita incontrollata delle strutture ricettive in quartieri residenziali rischia di compromettere la qualità della vita degli abitanti.

In Giappone, inoltre, il rispetto della quiete pubblica e degli spazi altrui rappresenta una componente importante della convivenza quotidiana. Evitare rumori eccessivi, soprattutto di notte, rispettare le regole per la raccolta dei rifiuti e non disturbare i vicini sono comportamenti considerati fondamentali nella vita di quartiere. Quando queste abitudini vengono ignorate da alcuni visitatori, abituati a vivere la vacanza con spensieratezza e allegra cafonaggine, il minpaku può diventare uno dei simboli più evidenti degli effetti collaterali del turismo di massa.

La stretta potrebbe arrivare nell’estate 2027

Secondo il piano attualmente allo studio, le modifiche alla normativa di > Shinjuku dovrebbero essere formalmente proposte a febbraio 2027 ed entrare in vigore nell’estate successiva. Se approvate, potrebbero rappresentare una delle più importanti strette agli affitti turistici di breve periodo nella capitale giapponese e segnare un nuovo capitolo nella gestione dell’overtourism. Il Giappone vuole continuare ad accogliere turisti e guadagnare dalla loro presenza, ma sempre più spesso sta cercando di farlo senza sacrificare la vita quotidiana dei suoi residenti.

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