Secondo un'antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

Secondo un’antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

Ogni anno migliaia di turisti visitano il piccolo villaggio di Shingo, ad Aomori nel nord del Giappone per un motivo alquanto sorprendente. Si sostiene infatti che questo sia il luogo dove si trova la vera tomba di Gesù Cristo! Una leggenda locale narra che si recò in Giappone in gioventù, durante un periodo di pellegrinaggio. Studiò molti anni la spiritualità del buddhismo e poi tornò in Israele. Una volta lì tutti sappiamo che Gesù fu perseguitato dai romani per le sue predicazioni considerate blasfeme, frutto secondo questa leggenda dei suoi studi buddhisti fatti in Giappone.

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Esistono anche delle scritture che sostengono questa teoria. Una sorta di vangelo alternativo che si chiama Documenti Takenouchi. Furono trovati e riscritti da un sacerdote shintoista negli anni ’30, gli originali dicesi scomparvero durante la seconda guerra mondiale. Secondo questo vangelo ‘apocrifo’ Gesù non morì crocifisso ma lo fece uno dei suoi fratelli al suo posto. In seguito fuggì in Giappone, il luogo dove aveva studiato in gioventù, sperando che così lontano l’Impero Romano non lo avrebbero mai trovato. Si narra che si portò via solo due cose importanti: un pezzo di orecchio del fratello al quale doveva la vita e una ciocca di capelli della madre Maria.

Secondo un'antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

Una volta arrivato nel villaggio giapponese di Shingo vi si stabilì come coltivatore di riso, si sposò con una donna locale ed ebbe tre figli. Morì alla veneranda età di 106 anni. Questa leggenda va in conflitto con tutto quello che i cristiani credono da più di 2000 anni. La cosa che più li fa indignare è l’idea che qualcuno pensi che Gesù possa aver scelto la fuga invece del sacrificio, che è uno dei suoi punti forti.

I giapponesi che vivono in queste zone sono molto legati a questa storia e la credono reale. Come prova possiedono questi Documenti Takenouchi, che contengono anche un rotolo con il testamento di Gesù. Qui l’uomo si descrive chiaramente, riferendosi a se stesso, come Cristo. La trascrizione si trova anche in un cartello in giapponese ed inglese all’ingresso della tomba di Shingo. Sotto la foto trovate la traduzione:

Secondo un'antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

«All’età di 21 anni Gesù Cristo venne in Giappone per intraprendere studi teologici e rimase nel paese per 12 anni. Tornò poi in Giudea all’età di 33 anni ed iniziò la sua missione. Ma a quel tempo la gente della zona non accettò le sue predicazioni rivoluzionarie. Venne così arrestato e condannato a morte per crocifissione. Suo fratello minore, Isukiri, prese casualmente il suo posto e finì sulla croce. Sfuggito alla crocifissione, dopo un lungo viaggio tornò nuovamente in Giappone. Si stabilì proprio qui, in quello che ora è chiamato il villaggio di Herai e vi morì all’età di 106 anni. Su questa terra santa, un tumulo è dedicato alla memoria e venerazione di Cristo e uno al fratello Isukiri. La descrizione di cui sopra è tratta dal suo testamento.»

Secondo un'antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

Nella tomba i presunti resti di Gesù sono sepolti sotto un semplice tumulo e le reliquie della sua famiglia, l’orecchio e la ciocca di capelli, sotto un altro a fianco. E’ presente anche una grossa croce di legno e una staccionata rotonda che delimita la tomba. A volte qualche visitatore particolarmente curioso ha anche l’opportunità di interagire con la famiglia Sawaguchi, che attualmente possiede il terreno dove si trova il tumulo. Il villaggio di Shingo organizza anche un festival annuale a giugno in cui i visitatori possono osservare i locali ballare attorno alla tomba e sentirli cantare in una lingua che molti sostengono sia un antico dialetto ebraico.

Secondo un'antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone

Inoltre, alcuni abitanti del villaggio si ritengono discendenti di Gesù. Sostengono da tempo immemore la veridicità della loro convinzione invitando le persone ad osservare come la sua presenza in quel luogo (e di altri rifugiati come lui), abbia inciso su alcuni particolari tratti somatici degli abitanti. Molti hanno infatti occhi e pelle molto scura e anche i loro capelli sono diversi da quelli degli altri giapponesi. Sono più simili a quelli delle popolazioni del nord Africa.

Ok, tutta questa storia incredibile è frutto di una leggenda popolare giapponese. Ma prima di sfotterla, come probabilmente molti cristiani fanno da tempo immemore, ricordiamoci una cosa. Anche la Bibbia e il Vangelo sono scritti non dimostrabili ed hanno al loro interno delle storie assurde ed improbabili (come i miracoli), frutto di altrettante antiche leggende popolari. Secondo molti storici e studiosi poi “non esistono prove fisiche o archeologiche inequivocabili dell’esistenza di Gesù”. Quindi io non escluderei che magari, se fosse realmente esistito, avrebbe potuto fare davvero un viaggetto di studio in Giappone. Per poi decidere, a distanza di tempo, di tornarci per viverci. Insomma, Gesù sarebbe uno di noi… XD

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Secondo un’antica credenza nipponica Gesù Cristo visse e morì in Giappone