Preside giapponese si versa troppo caffè: licenziato e pensione revocata per 3 € rubati

Preside giapponese si versa troppo caffè: licenziato e pensione revocata per 3 € rubati

Un preside 59enne della Takasago Municipal Shoyo Junior High School in Giappone è stato licenziato per aver versato un caffè grande in una tazza piccola nel minimarket della scuola. Per un furto complessivo di 3 €, 0,70 a tazza. Il suo stratagemma, ripetuto per sette volte in sette mesi, ha acceso un aspro dibattito sui social, perché questa minuscola truffa ha avuto conseguenze devastanti per l’uomo. La scuola, dopo esserne venuta al corrente, ha licenziato l’uomo seduta stante per ‘grave condotta’.

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Ma snoccioliamo tutta la storia per capire meglio com’è andata. Tutto è iniziato quando un dipendente del minimarket scolastico ha notato che il preside a volte si versava troppo caffè. Nello specifico, ne selezionava uno grande alla macchinetta, del valore di 180 ¥ (crc. 1,10 €), ma lo faceva finire in una tazza più piccola, da 110 ¥ (crc. 0,70 €). L’uomo, una volta scoperto ed accusato, ha confessato candidamente di aver usato questo trucco per risparmiare qualche spicciolo. Lo ha fatto sette volte da giugno a dicembre 2023, risparmiando un totale di 490 ¥ (crc. 3 €). Che tecnicamente sono rubati.

Nonostante la Procura distrettuale di Kobe abbia deciso di non procedere penalmente contro l’uomo, il Consiglio dell’Istruzione della Prefettura di Hyogo lo ha licenziato in tronco. La motivazione è stata ‘grave cattiva condotta, indegna di un funzionario pubblico educativo’. Il 59enne ha così non solo perso il lavoro, ma anche i requisiti per andare in pensione! Praticamente per rubare 3 € si è rovinato la vita…

Preside giapponese si versa troppo caffè: licenziato e pensione revocata per 3 € rubati

La notizia di questa assurda vicenda ha scatenato un acceso dibattito sui social giapponesi. C’è chi sostiene che la punizione sia troppo severa per un reato così piccolo. Mentre altri sottolineano comunque la gravità del comportamento per un pubblico ufficiale, a prescindere dal valore del furto. Ecco alcuni commenti di utenti nipponici apparsi sotto la notizia:

“È stato licenziato per aver rubato caffè per un valore di 490 ¥ e non è stato nemmeno accusato.”
“Dì solo che è stato un incidente, idiota!”
“Quest’uomo viene licenziato ma i presidi che coprono il bullismo no?”
“Ha buttato via la sua vita per 490 ¥. Ma quando i politici fanno un milione di volte peggio, non succede nulla.”


Al di là del caso specifico, la vicenda solleva diverse questioni sul come deve essere vivere in Giappone. Un paese molto onesto e corretto ma che punta il dito subito su chiunque appena sgarra anche di un millimetro. E che dire dell’equilibrio inesistente tra punizione e reato? C’è da dire però che l’esistenza di pene così severe funziona, dato che in Giappone i furti sono quasi assenti.

Questa strana storia fa sicuramente riflettere, soprattutto chi pensa che sarebbe bello vivere in un Paese dove la legge viene rispettata senza un minimo di elasticità. Da noi capita l’esatto opposto e non è bello lo stesso, non sto ovviamente dicendo che sia meglio rubare. Ma perdere tutto per aver versato un caffè nella tazza sbagliata pare un tantino esagerato. Ci vorrebbe la solita vecchia via di mezzo che però a quanto pare non esiste…

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