Perché in Giappone una Tesla Model Y costa meno di 20.000 euro?

Perché in Giappone una Tesla Model Y costa meno di 20.000 euro? 

Un SUV/crossover di Elon Musk nuovo di zecca può arrivare a costare meno di 20.000 euro in Giappone, una cifra che sembra quasi incredibile se confrontata con quella richiesta in Italia. Il motivo, però, non è un misterioso listino Tesla riservato al Sol Levante: dietro a questo prezzo ci sono soprattutto incentivi pubblici molto generosi e agevolazioni locali.

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Nonostante le numerose critiche e polemiche che hanno accompagnato il marchio negli ultimi anni, la Tesla Model Y continua a occupare una posizione di primo piano nel mercato europeo delle auto elettriche, come confermano i dati positivi sulle immatricolazioni. Fuori dall’Europa, però, la situazione è più complicata. In mercati altamente competitivi come quello cinese, Tesla deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita da parte dei produttori locali.

Per sostenere le vendite e rendere i propri modelli più appetibili, la casa di Elon Musk ha quindi fatto sempre più ricorso a tagli di prezzo, promozioni e incentivi all’acquisto negli ultimi anni. In Giappone aiutata anche dal fatto che con la Cina ultimamente non c’è molta simpatia. Il prezzo è così diventato talmente buono che un residente di Tokyo può acquistare una Model Y per circa 3,6 milioni di ¥, equivalenti a circa 22.889 dollari, cioè poco più di 19.000 € al cambio attuale. In nessun altro Paese al mondo, nemmeno paradossalmente in Cina dove la Model Y viene prodotta, ha un prezzo così basso.

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Il prezzo crolla grazie agli incentivi statali

Il prezzo ufficiale della Model Y in Giappone sarebbe decisamente più alto: circa 5,6 milioni di ¥ (crc. 31.000 €). È però qui che entra in gioco il sistema degli incentivi. Per un acquirente residente a Tokyo, gli aiuti nazionali e quelli della capitale possono arrivare complessivamente a circa 2 milioni di ¥ (crc. 11.000 € di sconto), facendo scendere drasticamente il costo effettivo dell’auto.

Il governo giapponese utilizza infatti da tempo gli incentivi per favorire la diffusione dei veicoli a basse emissioni. E nel 2026 Tokyo ha ulteriormente aumentato il proprio sostegno: per alcune auto elettriche, non solo Tesla, il contributo locale può arrivare fino a 1,3 milioni di ¥ (crc. 7.000 €). Il risultato è un prezzo finale che, almeno per chi possiede i requisiti per ottenere tutte le agevolazioni, porta la Model Y a livelli difficili da immaginare in Europa.

E in Italia quanto costa?

Il confronto con l’Italia rende ancora più evidente la differenza. Sul mercato italiano la Model Y Standard viene indicata intorno ai 39.990 €, mentre le versioni più ricche hanno prezzi sensibilmente superiori. Tesla Italia propone inoltre finanziamenti e promozioni che possono modificare il costo complessivo dell’acquisto.

Ma non esiste un sistema di incentivi paragonabile per questa vettura e in questo momento, alla combinazione di contributi nazionali e metropolitani disponibile per i residenti di Tokyo. La differenza, quindi, può arrivare a essere di oltre 20.000 € tra il prezzo effettivo ottenibile a Tokyo e quello della versione d’ingresso disponibile in Italia.

Perché in Giappone una Tesla Model Y costa meno di 20.000 euro?

Anche la valuta gioca un ruolo 

A complicare ulteriormente il confronto c’è poi il cambio tra yen e dollaro, che contribuisce a rendere particolarmente basso il prezzo espresso nella valuta statunitense. Secondo Bloomberg, il prezzo di Tokyo dopo gli incentivi arriva a circa 22.889 dollari, mentre una Model Y in Cina parte da circa 263.500 yuan, pari a oltre 39.000 dollari. Paradossalmente, quindi, anche il mercato cinese, dove la Model Y viene prodotta nello stabilimento Tesla di Shanghai, può risultare più caro rispetto al prezzo effettivo ottenibile da alcuni clienti di Tokyo.

Gli incentivi sembrano aver contribuito anche alla crescita delle vendite di Tesla in Giappone nel 2026. Nei primi sei mesi dell’anno Tesla ha registrato 12.197 veicoli, contro i 4.589 dello stesso periodo del 2025. Solo a giugno le immatricolazioni sono state 3.997, il miglior risultato mensile mai ottenuto dal marchio in Giappone. La Model Y, inoltre, ha conquistato il primo posto tra i modelli dei marchi automobilistici stranieri per nuove immatricolazioni nel primo semestre del 2026, un risultato confermato dalla stessa Tesla Japan.

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La storia della Tesla Model Y in Giappone dimostra quindi quanto il prezzo di un’auto elettrica possa cambiare in base al Paese, agli incentivi e alle politiche locali. A Tokyo non è Tesla a vendere semplicemente una Model Y a meno di 20.000 euro: è il sistema di sovvenzioni pubbliche nazionali e locali a rendere possibile un costo effettivo così basso.

Ed è proprio questo il dato più curioso: una Tesla prodotta per il mercato globale può finire per costare, dopo gli incentivi, meno della metà rispetto al prezzo della versione d’ingresso in Italia. Segno che ancora il nostro Paese non vuole il passaggio all’elettrico per svariati motivi politico-economici, oltre che per la cultura dei ‘motori’ delle vecchie generazioni ostinate e numerose.

Altrimenti basterebbero anche a noi degli incentivi che facessero costare le elettriche la metà delle termiche come già successo in Cina (dove le possiedono tutti) ed ora in Giappone. E non solo dei bonus con rimborso dell’80% per installare delle colonnine domestiche che senza macchine non servono a nessuno. Con un tale risparmio allora sì che zitti le comprerebbero anche in Italia senza più nostalgici della puzza di tubo di scappamento!

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