Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

I distributori automatici in Giappone non passano certo inosservati. Sono praticamente ovunque, anche nei luoghi più impensabili tipo santuari o templi sperduti! E non vendono solo bibite e snack come da noi. Qualsiasi cosa possa venirvi in mente molto probabilmente ha una vending machine giapponese apposita. Date un occhio anche al post dedicato > 10 cose assurde che vendono nei distributori automatici in Giappone. Ma perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

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Le macchinette al giorno d’oggi sono profondamente radicate nella vita quotidiana dei nipponici. Non possono davvero farne a meno, sono troppo abituati alla comodità di poter ad esempio bere qualcosa di caldo o freddo in qualsiasi momento. Ma come mai ce ne sono così tanti, perfino troppi, in giro?


Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

1. Il tasso di criminalità basso è legato alla loro diffusione

I distributori automatici elaborano automaticamente l’acquisto e il pagamento degli oggetti che vendono. Questo vuol dire che il denaro viene accumulato al loro interno e rimane lì, magari per giorni, prima che venga svuotato. Sicuramente quelli nelle zone centrali delle grandi metropoli giapponesi saranno sempre pieni di soldi. Ma anche quelli in luoghi sperduti rimarranno con soldi dentro per giorni e notti senza nessuno nei paraggi. Non è difficile immaginarli facile preda dei ladri, come capita in realtà in qualsiasi città del mondo. Ma in Giappone non capita.

Grazie all’ormai famoso bassissimo tasso di criminalità che c’è in Giappone, i distributori automatici non vengono mai saccheggiati. Magari qualche volta sarà anche capitato ma il numero di casi è ridicolo rispetto al resto del mondo. E sono anche sempre tenuti benissimo, mai vandalizzati da nessuno.

In altre parole, un ambiente con molta sicurezza è essenziale per la presenza massiccia di vending machine. E il Giappone è così. E’ uno dei pochi paesi al mondo dove si può schiacciare un pisolino in treno con lo smartphone poggiato sulle ginocchia senza che ci venga rubato. E dove anche le ragazze possono camminare tranquillamente per strada da sole a notte fonda.

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Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

2. Chiunque può installarne uno

Il distributore più antico del Giappone, tutt’ora esistente, è del 1904 e vende francobolli e cartoline. Da lì poi piano piano si è arrivati alla loro massima espansione negli anni 60-70, quando si pensò di farli per bevande sia calde che fredde. La loro crescita esponenziale poi fu legata anche alle strategie di marketing dei produttori.

I negozi che volevano installare un distributore automatico all’inizio dovevano comprarlo. E il suo costo era già molto alto, circa un milione di ¥ (crc. 7.600€). Per venire incontro ai negozianti che non potevano investire, i produttori hanno iniziato a prestare le loro macchine gratuitamente se facevano un contratto di rifornimento. Da questo punto in poi il loro numero salì alle stelle. Infatti, oggi, chiunque può installare un distributore automatico in Giappone. Basta contattare un produttore e sarà lui che si occuperà non solo del refill dei prodotti ma anche di manutenzione, riscossione del denaro e addirittura dello svuotamento dei bidoni dell’immondizia. Una percentuale delle vendite ovviamente spetta all’installatore.

Poiché non è necessaria alcuna qualifica speciale, chiunque può creare facilmente una nuova fonte di reddito semplicemente installando un distributore automatico nella sua proprietà. Per questo il numero di distributori automatici installati nel paese è così alto. Anche gli impiegati li usano spesso come attività di guadagno secondaria.


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3. L’efficiente gestione dei vuoti

Uno dei fattori essenziali che hanno consentito la diffusione dei distributori automatici in Giappone è anche il loro efficiente sistema di gestione. Man mano che vengono installati sempre più distributori automatici, sempre più lattine e bottiglie di plastica vuote possono potenzialmente finire in giro e sporcare le città. In che modo il Giappone riesce a gestire questa situazione e mantenere le sue strade pulite a specchio?

Tutto merito del meticoloso sistema messo in atto dalle aziende preposte all’installazione dei distributori automatici. Queste aziende pensano a tutto, non solo a ricaricare i prodotti. Si occupano anche dell’installazione e dello svuotamento periodico dei bidoni che si trovano sempre accanto alle macchinette. O spesso sono proprio inglobati al loro interno o tra una macchinetta e l’altra come si vede nella foto sopra.


Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

4. I super oberati lavoratori giapponesi risparmiano tempo

Altro motivo che spiega la massiccia presenza di distributori automatici in Giappone è il fatto che l’acquisto è molto rapido. Perfetti per i lavoratori che hanno poco tempo disponibile durante la pausa pranzo e non vogliono perdersi nelle file spesso chilometriche alle casse di combini o supermercati.

Per fare un esempio, le prefetture di Tokyo e Aichi, contano un numero di distributori automatici particolarmente elevato rispetto al resto del Giappone. Entrambe le zone ospitano le sedi di alcune delle maggiori aziende del paese. In altre parole, esiste una correlazione diretta tra il numero di impiegati occupati e il numero di distributori automatici installati.


Perché il Giappone è pieno di distributori automatici?

5. Prima bastavano 100¥, ora si paga ancora più al volo

I prezzi bassi dei prodotti dei distributori automatici sono un altro fattore chiave della loro grande diffusione. Prima che l’imposta sul consumo fosse introdotta nel 1989, una lattina di succo di frutta alla macchinetta, costava solo 100¥ (0,76€). La cifra tonda e la facilità di acquistare con una sola moneta, hanno contribuito alla popolarità dei distributori automatici. Anche al giorno d’oggi ne esistono molti che vendono bevande anche per meno di 100¥.

Attorno agli inizi degli anni 2000 però c’è stata una diminuzione nel numero di persone che utilizzavano i distributori automatici in Giappone. Questo perché c’è stato un aumento della tassa sui consumi. Ciò ha reso più difficile per le persone acquistare dalle vending, poiché non potevano più pagare comodamente con una sola moneta da 100¥.

Negli ultimi 15 anni però i giapponesi sono totalmente passati dai pagamenti in contanti ai pagamenti elettronici e quindi il problema delle monete non si pone più. Basta avvicinare al lettore, presente in praticamente tutte le macchinette ormai, una tessera tipo Suica o Pasmo. Sono le card ricaricabili che si usano anche per prendere la metropolitana in Giappone. Adesso poi con i pagamenti contactless fatti con il cellulare, il pagamento è ancora più immediato e semplice.

Quindi in conclusione il segreto della forte popolarità dei distributori automatici in Giappone è un mix di molti fattori. Ma principalmente è la comodità di comprare al volo h24 qualcosa senza dover fare una fila alla cassa. O, per i più timidi e in Giappone ce ne sono tanti, anche il non doversi trovare faccia a faccia con il venditore al momento del pagamento.

Fonte consultata @tsunagujapan


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