Nuovo schermo trasparente traduce vocalmente 12 lingue in una stazione di Tokyo

Nuovo schermo trasparente traduce vocalmente 12 lingue 

Ultimamente ci sono sempre più notizie che parlano del periodo di overtourism di cui gode il Giappone. Dal punto di vista economico è assolutamente positivo per il Paese. Ma la difficoltà nel comunicare con i turisti stranieri è spesso un problema per i nipponici che parlano poco e male l’inglese. Si trovano sempre più cartelli in locali e ristoranti che invitano i clienti che non parlano giapponese a non entrare. A parte un velato razzismo di fondo, che comunque esiste inutile negarlo, questi avvisi sono presenti perché il servizio al pubblico in Giappone tende sempre alla perfezione. E se non riesci a comunicare al meglio con i clienti per soddisfare le loro richieste per i giapponesi è un problema, un disonore.

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La tecnologia in questo viene in aiuto a tutti, proprietari e clienti stranieri. Grazie a comodi > traduttori vocali la barriera linguistica è facilmente aggirabile. Ma non tutti in Giappone, soprattutto le persone di una certa età, amano la tecnologia come invece si potrebbe pensare. Oltre che non apprezzare i modi di fare e la ‘maleducazione’ degli stranieri che gli occhi di un nipponico percepisce. Ma se un privato può evidentemente rifiutare dei clienti che non gli vanno a genio senza rischiare accuse di discriminazione in Giappone, nei servizi pubblici la storia è diversa. C’è l’esigenza di dover comunicare al meglio con tutti i turisti. I giapponesi però parlano mediamente poco l’inglese o con un accento incomprensibile. Secondo il loro punto di vista non gli serve impararlo per vivere, a meno che non facciano un lavoro che prevede un contatto costante con gli stranieri.

Per venire incontro alle difficoltà dei sempre più numerosi turisti in Giappone, è arrivata un’invenzione direi perfetta. Si chiama Voice Biz UCDisplay e dopo vari test fatti nel 2023, questo nuovo dispositivo è stato installato nella stazione di Tochomae sulla linea Toei Oedo nel quartiere Shinjuku di Tokyo. Si tratta di uno schermo con traduzione vocale automatica in grado di gestire 12 lingue. Il sistema, operativo da poche settimane, traduce le conversazioni pronunciate al microfono e le mostra come testo su un display trasparente. Praticamente è come parlare con qualcuno con i sottotitoli in sovraimpressione. Una genialata.

Nuovo schermo trasparente traduce vocalmente 12 lingue in una stazione di Tokyo

“In passato, abbiamo avuto difficoltà a gestire le richieste di oggetti smarriti da parte di passeggeri non giapponesi sulla linea Oedo”, ha affermato un membro del personale della stazione. “Con questo dispositivo, possiamo comunicare con i passeggeri nella loro lingua madre e rispondere alle loro domande senza problemi.”

La stazione di Tochomae è uno snodo fondamentale per molti turisti, soprattutto per i tanti che si dirigono al punto panoramico nel grattacielo del Governo metropolitano di Tokyo. L’ufficio dei trasporti ha installato il sistema in questa stazione anche in vista dei Campionati mondiali di atletica leggera e delle Deaflympics per atleti non udenti che si terranno a Tokyo l’anno prossimo. Verrà tastata la sua efficacia nel corso dell’anno in corso e, in caso di esito positivo, saranno installati in molte altre location.

Rispetto alle guide umane che parlano fluentemente inglese e cinese impiegate in alcune delle stazioni più grosse di Tokyo, la macchina in questione offre traduzioni in molte più lingue. Tra cui coreano, tailandese e birmano. Per il momento non c’è l’italiano ma era abbastanza scontato. Il sistema, oltre che parlando al microfono, permette l’inserimento del testo anche tramite tastiera, garantendo assistenza anche alle persone non udenti o con difficoltà di linguaggio.

Il costo totale di questo tipo di dispositivo, comprensivo di installazione, display e aggiornamenti, ammonta a 1,6 milioni di ¥ (crc. 10.000 €). Quindi, se i test andranno a buon fine, in futuro potremmo trovare questi schermi non solo nelle stazioni, ma anche nei punti informazioni dei luoghi più turistici, nei posti di polizia, nelle farmacie e perfino negli ospedali, dove capirsi perfettamente diventa di vitale importanza. Per la nostra gioia e dei locali che finalmente non si sentiranno più in imbarazzo a parlare male in inglese. Perché spesso il problema è proprio questo…

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