Metropolis, capolavoro di Otomo e Rintaro

Metropolis, capolavoro di Otomo e Rintaro

Nel vasto universo dell’animazione giapponese, ci sono opere che lasciano un segno indelebile nella storia del cinema. E > Metropolis (2001), diretto da Rintaro e sceneggiato nientedimeno che da Katsuhiro Otomo di > Akira, è senza dubbio una di queste. Ed ora, a distanza di 24 anni dalla sua uscita in Giappone, tornerà al cinema in Italia in versione restaurata per Nexo Studios Anime.

Un capolavoro che nasce da una catena di ispirazioni

Il film prende il nome e si ispira liberamente a Metropolis (1927), il celebre film muto di Fritz Lang, ma affonda le sue vere radici nel > manga omonimo di Osamu Tezuka del 1949, il padre fondatore del fumetto e dell’animazione giapponese. Curiosamente, Tezuka non aveva mai visto il film di Lang quando creò la sua versione: fu affascinato solo da una locandina. Da questa suggestione visiva nacque un manga che mischiava fantascienza, critica sociale e umanità struggente.


Nel 2001, la visionaria regia di Rintaro (già noto per > Galaxy Express 999) e la sceneggiatura firmata da Katsuhiro Otomo di > Akira, hanno dato vita a una pellicola animata dallo stile unico, che fonde l’estetica retrò del dopoguerra con l’alta tecnologia digitale dell’epoca. Il risultato è una meraviglia visiva e narrativa, una potente opera di fantascienza che fonde lo stile classico di un anime giapponese con una narrazione ricca di riflessioni sociali. In perfetto stile Tezuka.

Metropolis, capolavoro di Otomo e Rintaro

Una città in bilico tra progresso e rovina

Ambientato in una megalopoli tecnologicamente avanzata ma profondamente ingiusta, > Metropolis racconta la storia di Tima, un androide umanoide creata per governare la città, e di Kenichi, un ragazzo che si troverà coinvolto in una trama politica e filosofica molto più grande di lui. La futuristica città è infatti divisa in due livelli: quello superiore, dove vivono i ricchi e i potenti, e la città inferiore, dove gli operai vivono e lavorano in condizioni disagiate. Al centro sorge la Ziggurat, un imponente grattacielo che domina la città e che nasconde un segreto: è stata costruita come arma per soggiogare le altre nazioni. 

Il film affronta temi ancora estremamente attuali, anche se ormai vecchio di 24 anni: l’intelligenza artificiale, il conflitto tra classi sociali, l’identità e l’etica del potere. Ma lo fa con la delicatezza dell’animazione giapponese, mescolando emozione, azione e riflessione in un racconto poetico e struggente. La colonna sonora, che contrappone jazz anni ’30 a scene di epica distruzione apocalittica, contribuisce a creare un’esperienza visiva e sonora surreale, memorabile, profondamente cinematografica. Ecco il nuovo trailer:

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Perché vederlo oggi al cinema

Vedere > Metropolis su grande schermo oggi, è un’occasione rara e imperdibile. Non solo per la qualità dell’animazione, che regge sorprendentemente bene la prova del tempo. Ma anche per riscoprire un’opera che parla con lucidità del nostro presente: il controllo tecnologico, la disuguaglianza sociale, l’umanità dei robot e la disumanità degli uomini.

In un’epoca dominata da remake, sequel e franchise, > Metropolis si distingue per essere un’opera originale, coraggiosa e fuori dagli schemi. Che merita di essere scoperta dalle nuove generazioni di appassionati di anime o riscoperta dai veterani del genere che già l’hanno conosciuta in passato. Ma che ora possono godersela al cinema in versione restaurata.

Metropolis, capolavoro di Otomo e Rintaro

Dove e quando

Il film verrà distribuito in sala grazie all’interesse crescente verso l’animazione d’autore giapponese. Le proiezioni inizieranno in alcuni cinema selezionati, con possibilità di doppiaggio italiano o versione originale sottotitolata. Sarà proiettato il 13, 14 e 15 ottobre, l’elenco delle sale è disponibile sul sito > nexostudios.it. L’iniziativa è in collaborazione con Radio Deejay, MYmovies, Cultura POP e ANiME GENERATION.

> Metropolis non è solo un film. È l’incontro tra tre giganti della cultura giapponese: Tezuka, Otomo e Rintaro. È un’opera che parla di futuro, memoria e identità con una sensibilità rara, come solo i giapponesi riescono a fare. Ed è, oggi più che mai, un promemoria visivo del potere del cinema d’animazione di riuscire a raccontare l’animo umano meglio di qualsiasi altro medium.

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