Love Hotel pubblicizzati come business Hotel in Giappone

Love Hotel pubblicizzati come business Hotel in Giappone 

Quando si programma un viaggio in Giappone può capitare di prenotare nei portali di viaggio quello che viene descritto come un business Hotel. Se il nostro pernottamento sarà in una grande città giapponese, la scelta al 90% ricadrà su questa tipologia, dato che sono moto diffusi e più economici delle altre strutture. Ultimamente però, pare capiti sempre più spesso di ritrovarsi in stanze dall’atmosfera decisamente diversa da quella di un banale albergo…

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È successo anche ad una celebrity giapponese, Takei Sō, che il 14 settembre scorso ha raccontato sui social la sua esperienza durante un viaggio di lavoro. La stanza in cui si è involontariamente ritrovato aveva pannelli a specchio, una consolle in marmo, comandi accanto al letto, una scatola di fazzoletti sul comodino e, soprattutto, grossa mancanza per chi prenota un business hotel per viaggi appunto di lavoro, nessuna scrivania.

Il suo post è diventato rapidamente virale in Giappone, superando i 19.700 ‘mi piace’. Riaccendendo l’annoso dibattito su quanto sia ormai difficile distinguere alcuni Love Hotel dai normali alberghi.

Quando un Hotel è considerato Love Hotel?

Il problema nasce anche dalla particolare normativa giapponese. La legge sul controllo e il miglioramento delle attività di intrattenimento, conosciuta come fūeihō, non utilizza infatti semplicemente la definizione di ‘love hotel’, ma individua determinate caratteristiche della struttura.

Tra gli elementi che possono far rientrare una struttura nella categoria, ci sono hall molto piccole o schermate, sistemi di check-in che evitano il contatto visivo tra cliente e personale e particolari configurazioni delle camere. Poi ci sono i segnali ancora più evidenti: letti motorizzati, grandi specchi, vasche giganti, distributori automatici di oggetti per adulti e intrattenimento pornografico alla tv.

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I Love Hotel che sembrano alberghi normali

La situazione però è diventata più complessa ultimamente, perché alcuni Love Hotel hanno iniziato a operare come normali strutture ricettive. Mentre altri si sono addirittura convertiti in veri e propri hotel tradizionali mantenendo però alcuni elementi del loro passato.

Esiste anche il fenomeno dei cosiddetti gisō rabuhoteru, cioè i ‘love hotel camuffati‘, nato anche in seguito alle restrizioni introdotte dalla revisione della normativa nel lontano 1985. Con l’aumento del turismo, inoltre, i Love Hotel sono progressivamente entrati nei principali circuiti di prenotazione online, compresi Booking, Expedia, Skyscanner... Rendendo ancora più sfumato il confine tra le categorie.

Love Hotel pubblicizzati come business Hotel in Giappone

Dal Love all’Hotel per turisti

Negli ultimi anni, a causa dell’impennata di turismo, il governo giapponese ha persino incentivato con dei bonus la trasformazione di alcuni Love Hotel in strutture ricettive tradizionali. Nel 2016, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (poi posticipate a causa del Covid e fatte senza pubblico) e della prevista carenza di camere, furono introdotte misure per favorire la conversione di queste strutture. Il motivo era anche economico: i Love Hotel registravano tassi di occupazione inferiori rispetto agli Hotel business e rappresentavano quindi una risorsa abitativa potenzialmente sottoutilizzata.

Anche le modalità di check-in hanno contribuito alla confusione. Le successive modifiche normative fatte in tempi di Covid, hanno permesso agli hotel tradizionali di utilizzare sistemi automatizzati e di ridurre la necessità di una reception con personale a contatto con il pubblico. Una caratteristica un tempo associata soprattutto ai Love Hotel è quindi diventata sempre più comune anche negli alberghi tradizionali.

Come funzionano i 'Love Hotel' in Giappone

Prezzi più bassi e camere più grandi attirano tutti

C’è poi un altro elemento da considerare: il prezzo. Nel luglio 2026 la tariffa media giornaliera di piccole camere di business Hotel in Giappone è arrivata a circa 15.000 ¥ (crc. 83 €), secondo i dati di HotelBank. Contro i circa 11.000 ¥ (crc. 61 €) del 2019.

I Love Hotel possono invece offrire camere molto più grandi e numerosi servizi a prezzi competitivi. Alcuni portali giapponesi propongono persino strutture pensate esplicitamente per chi viaggia da solo per lavoro, con Wi-Fi, colazione, bagni spaziosi, poltrone massaggianti e possibilità di ottenere ricevute aziendali. Per alcuni viaggiatori, quindi, il problema potrebbe essere più l’aspetto della stanza che la qualità dell’offerta.

Come evitare una prenotazione sbagliata

Per chi vuole assolutamente evitare un Love Hotel nel suo viaggio in Giappone, magari viaggia con la famiglia e dei bambini, ci sono alcuni segnali da controllare prima di prenotare sui portali appositi. La presenza della tariffa kyūkei (休憩), cioè un riposo di poche ore, è probabilmente l’indizio più evidente. Anche le fotografie caricate sui siti di prenotazione possono essere rivelatrici: grandi specchi, vasche enormi, comandi sofisticati accanto al letto e schermi tv molto grandi, sono elementi da osservare con attenzione.

E se un presunto Hotel business mostra una bella camera spaziosa, ma non c’è neppure una scrivania, forse vale la pena controllare meglio prima di premere il pulsante ‘prenota’. D’altra parte, soggiornare in un Love Hotel non significa necessariamente avere una brutta esperienza. Per un adulto che viaggia da solo, una camera spaziosa, un bagno grande e un prezzo conveniente possono essere caratteristiche molto più importanti dell’etichetta assegnata alla struttura.

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