Kyoto introduce il doppio prezzo al Castello di Nijo
Kyoto si prepara a introdurre un sistema di prezzi differenziati per il Castello di Nijo: i residenti della città pagheranno meno, mentre tutti gli altri dovranno sborsare il doppio. Una misura pensata per raccogliere più fondi per la conservazione del castello e affrontare l’ormai annoso problema dell’overtourism.
Il Castello di Nijo cambia le regole
Tra le grandi attrazioni di Kyoto, il Castello di Nijo occupa un posto particolare. Costruito nel 1624 per volere del celeberrimo Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa, il castello era destinato anche a ospitare lo shogun e i suoi successori durante i soggiorni ufficiali a Kyoto.
Oggi è uno dei luoghi storici più visitati della città, ma presto diventerà anche uno dei primi esempi di prezzo differenziato tra residenti e non residenti. Il sindaco di Kyoto, Koji Matsui, ha infatti annunciato il progetto di modificare le tariffe del castello a partire dall’anno fiscale 2027. La proposta dovrebbe essere sottoposta al consiglio comunale nel novembre 2026.
Residenti a 1.000 ¥, tutti gli altri a 2.000
Attualmente il biglietto combinato per l’ingresso al Castello di Nijo e al Palazzo Ninomaru costa 1.300 ¥ (crc. 7.30 €). Con il nuovo sistema, il prezzo scenderà a 1.000 ¥ (crc. 5.60 €) per i residenti di Kyoto, mentre salirà a 2.000 ¥ (crc. 11.30 €) per chi vive fuori dalla città. In altre parole, per i non residenti il costo sarà esattamente il doppio rispetto a quello riservato agli abitanti di Kyoto.
La distinzione, quindi, non sarà tra giapponesi e stranieri. Un turista italiano pagherà 2.000 ¥, ma lo stesso prezzo verrà applicato anche a un giapponese proveniente da Osaka, Tokyo o da un’altra città. Anche della stessa prefettura. Solo gli abitanti di Kyoto city pagano 1000 ¥. Secondo Matsui, l’aumento servirà soprattutto a finanziare la conservazione e i lavori di manutenzione del castello, mentre il prezzo ridotto dovrebbe rendere la struttura più accessibile ai residenti locali.
Oltre due milioni di visitatori in un anno
La decisione arriva in un momento in cui Kyoto sta cercando di gestire un afflusso turistico sempre più intenso. Nel 2025, il Castello di Nijo ha registrato circa 2,07 milioni di visitatori. Secondo una rilevazione effettuata dalla città in un periodo limitato dello scorso autunno, soltanto circa il 2% dei visitatori era residente a Kyoto.
I dati dettagliati sulla provenienza di tutti i visitatori dell’anno non sono invece disponibili. La sproporzione spiega in parte la scelta del Comune: la maggioranza assoluta delle persone che visitano il castello arriva da fuori città, mentre i residenti rappresentano una quota molto ridotta. Questo si traduce in quasi il 100% dei biglietti raddoppiati.
Il doppio prezzo fermerà davvero i turisti?
La grande domanda è se pagare 700 ¥ in più rispetto alla tariffa attuale sarà sufficiente a convincere i visitatori a rinunciare al Castello di Nijo. Per un turista straniero che ha già affrontato il costo esorbitante di un viaggio in Giappone, 2.000 ¥ (crc. 11 €) per una delle principali attrazioni storiche di Kyoto potrebbero non rappresentare un ostacolo particolarmente significativo. Lo stesso vale per molti turisti giapponesi che arrivano in città da altre prefetture.
Il nuovo sistema potrebbe quindi avere un effetto più evidente sulle entrate che sul numero complessivo dei visitatori. D’altra parte, l’amministrazione di Kyoto punta anche a incentivare la presenza dei residenti, offrendo loro un biglietto addirittura più economico di quello attuale.
Un modello che si sta diffondendo in Giappone
Kyoto non è la prima città giapponese a sperimentare una politica di questo tipo. Anche il > Castello di Himeji, prefettura di Hyogo, ha introdotto nel 2026 una tariffa differenziata: per gli adulti non residenti il prezzo è stato portato a 2.500 ¥ (crc. 14 €), mentre per i residenti di Himeji maggiorenni è rimasto a 1.000 ¥ (crc. 5.60 €).
Nel caso di Himeji, i dati dei primi mesi hanno mostrato un calo degli ingressi accompagnato però da un forte aumento degli incassi. È quindi possibile che anche Kyoto stia guardando a questo modello soprattutto come strumento per ottenere maggiori risorse da destinare alla conservazione del patrimonio storico.
Sebbene il rincaro dei prezzi scoraggerà ulteriormente i viaggiatori giapponesi, per molti di loro Kyoto ha già perso il suo antico fascino. Oggi la città è percepita soprattutto come una meta travolta dal turismo di massa straniero e con tariffe alberghiere proibitive. Di conseguenza, l’impatto reale sui flussi interni sarà marginale, traducendosi al massimo in una lieve flessione da parte di un segmento demografico comunque già in declino.
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