In Giappone una città viene amministrata per la prima volta utilizzando ChatGPT

In Giappone una città viene amministrata per la prima volta utilizzando ChatGPT

Succede nella città di Yokosuka, nella prefettura di Kanagawa. Qui è ospitata un’importante base navale statunitense, ed è anche il luogo in cui è nato l’ex primo ministro Junichiro Koizumi. Giovedì scorso l’amministrazione comunale ha comunicato alla stampa che, per la prima volta in Giappone, sta utilizzando ChatGPT nei suoi uffici municipali. Sono circa 4.000 i dipendenti pubblici di Yokosuka che da ora, per semplificare le loro procedure, useranno il noto chatbot basato sull’intelligenza artificiale creato da OpenAI.

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Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ChatGPT è il famoso sito internet recentemente oscurato in Italia dal garante della privacy. Si tratta di una chat ad apprendimento automatico basata sull’AI, specializzata nella conversazione con un utente umano che riesce a dare risposte esaustive a qualsiasi domanda le viene posta. Anche e soprattutto a quelle considerate più ‘scomode’. E che, nelle mani sbagliate, potrebbe anche fare danni.

Per fare un esempio negativo, qualcuno potrebbe chiedergli anche come hackerare un qualsiasi sistema. Se invece la sua potenza è usata in maniera corretta ed ‘etica’, può essere di aiuto in molti ambiti. Come ad esempio hanno pensato di fare in Giappone, per sveltire delle procedure burocratiche. La prova ChatGPT nel comune di Yokosuka è durata un mese prima di decidere di implementarla davvero. Ma c’è un motivo ‘pratico’ alla base di questa scelta e lo spiega Takayuki Samukawa, un rappresentante delle pubbliche relazioni per il dipartimento della gestione digitale di Yokosuka:

“Con la diminuzione della popolazione, il numero dei dipendenti da poter assumere è sempre più limitato. Ci sono sempre molte sfide amministrative e poco personale a cui affidarle. Quindi abbiamo pensato di utilizzare utili strumenti ICT come ChatGPT, per liberare risorse umane per cose che possono essere fatte solo da vere persone.”

In Giappone una città viene amministrata per la prima volta utilizzando ChatGPT

Questa mossa arriva dopo la visita in Giappone del CEO di OpenAI, Sam Altman, che ha incluso un incontro con il primo ministro Fumio Kishida. E’ stato il suo primo viaggio all’estero dal lancio del famoso e controverso chatbot. Altman ha anche annunciato che OpenAI mirerà ad aprire un ufficio in Giappone nel prossimo futuro.

Alla luce della visita, il segretario capo di gabinetto Hirokazu Matsuno ha affermato che, dopo aver affrontato i problemi di sicurezza, il governo giapponese “utilizzerà l’intelligenza artificiale per ridurre i carichi di lavoro dei dipendenti pubblici nazionali”. La dichiarazione di Matsuno è arrivata pochi giorni dopo che anche il ministro per il digitale Taro Kono ha parlato del potenziale utilizzo dell’IA per compiti amministrativi governativi.

Il rappresentante di Yokosuka, Samukawa, ha comunicato di aver riunito un team per pensare a come ChatGPT potrebbe essere vantaggioso per la città. Durante il periodo di prova con tale strumento, si è potuto migliorare molte attività come riepilogo, ideazione di copie per il marketing, comunicazioni, stesura della base per documenti amministrativi e perfezionamento di un linguaggio di facile comprensione per l’utente finale.

In Giappone una città viene amministrata per la prima volta utilizzando ChatGPT

L’uso dei chatbot ha ovviamente sollevato delle paure per la sicurezza anche in Giappone, come è successo in Italia. Ma mentre da noi si è deciso di chiudere tutto, a Yokosuka hanno tenuto conto delle preoccupazioni della popolazione e dei dipendenti, ma sono andati avanti. Pensando comunque al problema delle potenziali fughe di informazioni sensibili (come già accaduto), degli abitanti della città o dei membri dello staff che lo utilizzano. Samukawa però ha rassicurato tutti. La città di Yokosuka intende utilizzare le funzioni di ChatGPT restando in linea con la politica etica e di sicurezza di OpenAI.

Il famoso chatbot della discordia sarà testato anche assieme ad un altro servizio simile ma più limitato, LoGo Chat, già utilizzato dall’amministrazione della città di Yokosuka. Per quanto riguarda la possibilità che anche altri comuni giapponesi seguano l’esempio di questa città, Samukawa ha affermato che il suo intento non è quello di fare da apripista a tutti i governi locali del Giappone:

“Era semplicemente il momento giusto per noi. Spetta a ogni comune del Paese pensare se e come utilizzare questi strumenti”.

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