Il selvaggio mondo dei game-show giapponesi

Il selvaggio mondo dei game-show giapponesi

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6. AKBingo!

Protagoniste di questo strano programma sono le componenti del mega-gruppone di Idol giapponesi AKB48. Per chi non lo sapesse, le idol sono delle cantanti/attrici che vengono letteralmente idolatrate dai loro fan. Lo spettacolo in questione è pieno di scherzi e gare bizzarre ai danni delle ragazze, per mettere alla prova il loro coraggio e burlarsi di loro. Una delle puntate più strane e famose è quella dove due componenti del gruppo devono soffiare dentro un tubo di plexiglass con all’interno uno scarafaggio. Scopo del gioco farlo finire in bocca all’avversaria! Video qui sotto:

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7. Predator Box

I concorrenti di questo show girano il mondo per affrontare sfide bizzarre, a tratti pericolose. Come ad esempio quella del video qui sotto, dove una ragazza viene rinchiusa in un grosso cubo di plexiglass chiamato ‘Predator Box’ e lasciata in balia di un grosso orso. Con la telecamera in mano, deve filmare la scena in prima persona mentre l’animale colpisce e ribalta la scatola in ogni direzione. Ci sono puntate anche con altri animali pericolosi fuori dalla scatola trasparente. Immancabile quella dove è immersa in acqua e fuori degli squali. Video qui sotto:

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8. Documental o ‘Dokyumentaru’ 

Questo programma è molto famoso in Giappone, pensate che ha all’attivo ben nove stagioni. Per partecipare i 10 concorrenti devono versare una quota di 1 milione di ¥ (crc. 7.000 €). Chi vince avrà così un montepremi totale di 10 milioni di ¥. Questo gioco a premi ha una versione italiana, il ben noto LOL. Chi ride è fuori andato in streaming su Prime Video. Ma l’originale Documental o Dokyumentaru alla giapponese, è molto più estremo! Ci sono state scene di nudo integrale, se pur trasmesse con la tipica censura sfocata giapponese. Oppure tentativi di defecare su un tavolo. I timidi giapponesi quando si tratta di programmi demenziali non si pongono limiti pur di fare spettacolo, in questo caso far ridere gli avversari ad ogni costo. Purtroppo non ho trovato un video di questo show.

Il selvaggio mondo dei game-show giapponesi


9. Spread Your Legs, Handjob Karaoke e Orgasm War

Ci sono programmi che non vanno in onda nelle reti nazionali giapponesi. Ma nelle oscure tv private, dove può succedere di tutto, sfiorando l’erotico spinto. Alcuni esempi? In Spread You Legs, letteralmente ‘allarga le gambe’ (!), c’è un attrezzo da palestra che in realtà è più di tortura. Una ragazza si siede e un’altra gira una manovella, lo scopo è determinare fino a quanto resiste all’allargamento. Video qui sotto:

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Altro esempio, in Handjob Karaoke dei concorrenti devono cantare mentre una ragazza fa loro un lavoretto di mano. Ovviamente non si vede l’atto in sé, nascosto da un paravento, ma solo le smorfie provocate, che i giapponesi considerano esilaranti. Infine Orgasm Wars in cui un attore porno etero professionista deve resistere mentre un ragazzo gay gli pratica del sesso orale. Anche qui non si vede nulla di sconveniente, solo la reazione che provoca nella faccia del concorrente. Molta della comicità giapponese è basata sulle gag fisiche e facce buffe, più che su battute satiriche.


10. Takeshi’s Castle 

Infine arriviamo al Re del genere. Takeshi’s Castle, più conosciuto in Italia come Mai Dire Banzai ed ispirazione per il nome di questo sito. Un game-show che ha avuto un impatto assurdo in una generazione cresciuta a pane e cartoni animati giapponesi. Ci siamo tutti cibati di sprazzi di una cultura enigmatica e distante dalla nostra ma solo in formato animato. I prodotti live-action nipponici non sono mai arrivati da noi, come invece hanno fatto quelli americani. Uno dei primi esempi in cui si sono visti dei veri giapponesi che facevano cose (molto strane), è stato proprio Mai Dire Banzai.

Il programma originale ha debuttato in Giappone nel 1986, capitanato da uno degli attori giapponesi più conosciuti al mondo, Takeshi Kitano. Anche se all’epoca non era ancora molto famoso fuori dal Giappone. È questo il capostipite del genere game-show giapponese e assomiglia in tutto e per tutto a un videogioco nella vita reale. In Italia è arrivato per la prima volta nel 1989 mischiato con spezzoni di un altro programma giapponese simile e più estremo, The Gaman, condito dal memorabile commento della Gialappa’s Band.

In Italia già esisteva uno show con dei concorrenti che dovevano affrontare dei percorsi a ostacoli, Giochi Senza Frontiere. Ma non si avvicinava minimamente a dei giapponesi pazzi che si frantumavano le ossa. Cadute spettacolari, tuffi in acque putride e dolore fisico come forma di divertimento. Più si facevano male, più erano contenti. Un esempio dei peggiori ‘epic fail’ nel video qui sotto:

Da poco è uscita anche una nuova serie di Takeshi’s Castle su Prime Video, sempre con Takeshi Kitano e lo stesso meccanismo, ma con nuovi giochi e protagonisti. Se non l’avete ancora vista la trovate QUI.

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