Il Giappone si è piazzato ultimo per l'aiuto agli stranieri

Il Giappone si è piazzato ultimo per l’aiuto agli stranieri 

Questo dato proveniente dal World Giving Index 2023 per Charities Aid Foundation (CAF) ha suscitato sorpresa. Data la buona reputazione del Giappone per la nota gentilezza dei suoi abitanti. La classifica ha preso in esame 142 paesi in 3 diverse categorie: donare denaro in beneficenza, aiutare uno sconosciuto e tempo dedicato al volontariato.

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Nella categoria aiutare uno sconosciuto in particolare, il Giappone si è classificato ultimo. Ultimo su 142. Solo il 21% della popolazione aveva aiutato qualcuno che non conosceva nell’ultimo mese. Contro l’83% della Giamaica, il paese risultato primo in questa classifica (foto sotto). I primi 10 a sinistra (top 10) e gli ultimi 10 a destra (bottom 10). L’Italia a questo punto sarà nel mezzo dato che non figura in nessuna delle due.

Il Giappone si è piazzato ultimo per l'aiuto agli stranieri

Il Giappone non è andato molto meglio nemmeno nelle altre 2 categorie, con il 16% della popolazione che ha donato denaro e il 17% ha fatto volontariato nell’ultimo mese. Ma questi dati sono stati sufficienti per mantenere il paese fuori dagli ultimi 10 in classifica. Anche qui l’Italia sarà nel mezzo dato che non appare nelle colonne top e bottom.

Anche se la posizione del Giappone lascia molto a desiderare, vale la pena notare una cosa però. La popolazione totale del Giappone attualmente è di 124 milioni di persone. Ciò significa che in termini numerici, il 21% che ha aiutato uno sconosciuto nell’ultimo mese equivale a circa 26 milioni di individui. Che è decisamente più dell’intera popolazione della Giamaica di 2,83 milioni di abitanti. Comunque il Giappone può e dovrebbe fare di meglio in ciascuna categoria. Anche se i commenti online dei giapponesi a questi impietosi dati riflettono una varietà di punti di vista.

“Ha senso. Qualche tempo fa, quando un vecchio cadde mentre cercava di salire su un treno, un giovane di origine occidentale, che sembrava essere un turista, fu il primo a correre per aiutarlo ad alzarsi. I giapponesi, come me, osservavano semplicemente senza fare nulla”.
“La maggior parte di noi non parla inglese, quindi quando si tratta di aiutare gli stranieri siamo timidi per paura di non essere all’altezza.”
“In America gli americani spesso chiedono indicazioni alle persone per strada. La conversazione inizia prima che tu te ne accorga, quindi è facile aiutare o chiedere aiuto.”
“Forse abbiamo una visione diversa su cosa sia una donazione: butto i soldi nella scatola in un santuario ma non lo considererei una donazione.”

Nonostante questo risultato deludente, è importante sottolineare che la cultura giapponese influenza il modo in cui viene percepito l’aiuto al prossimo.

  • Chiedere aiuto non è così comune: i giapponesi tendono ad essere riservati e a cercare di fare le cose con le loro forze, anche per non disturbare il prossimo.
  • Norme sociali formali: le interazioni in Giappone sono spesso guidate dalle formalità sociali, che per gli stranieri possono sembrare molto distaccate e poco umane. Tuttavia, questo comportamento non è indice di scortesia.
  • In caso di disastri naturali: in situazioni di emergenza, come nel caso del terremoto del 2011, il Giappone ha dimostrato grande solidarietà e spirito di collaborazione.

Il Giappone si è piazzato ultimo per l'aiuto agli stranieri

Da questi dati emerge anche che paesi con alti livelli di felicità, un gran numero di immigrati e forti convinzioni religiose, hanno tutti un punteggio complessivo alto nel Giving Index. Ma come avrà appurato chi ha visitato il Giappone da turista, la maggior parte della gente del posto è più che felice di aiutare se viene richiesto. In molti si fanno in quattro se vedono qualcuno in difficoltà con i mezzi pubblici o se si è perso. Anche non parlando inglese, > grazie ai gesti e ultimamente ai > traduttori anche del cellulare, è sicuramente più facile interagire con i nipponici.

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