Il Giappone farà più affidamento sulle centrali nucleari

Il Giappone farà più affidamento sulle centrali nucleari 

Il premier Fumio Kishida recentemente è stato a Londra. E’ da lì che ha annunciato che a giugno ha intenzione di allentare le restrizioni di ingresso in Giappone per i turisti stranieri. Però non ha parlato solo di questo. Ha anche reso noto di avere intenzione di incrementare l’utilizzo di centrali nucleari per ridurre ora e in futuro la dipendenza dalle fonti energetiche russe.

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Il Giappone al momento importa solo 9% di gas da Mosca. Una percentuale irrisoria rispetto al 45% dell’Ue ma comunque in qualche modo deve rimpiazzarlo. A seguito della catastrofe di Fukushima del 2011 infatti, ha chiuso alcune delle sue centrali nucleari. Pur essendo stata una calamità naturale come uno tsunami a provocare il disastro e non la pericolosità di questo tipo di centrali in sé, molto diffuse in Giappone da decenni, si è deciso di limitarle. Spinti anche dall’opinione pubblica giapponese e dalla paura generata dall’accaduto.

Ora però, con il prevedibile aumento dei prezzi dell’energia causato dalla crisi in Ucraina, Kishida non può più rinunciare all’energia nucleare. Ha aggiunto anche che ovviamente non punterà solo su questa. Il Giappone affronterà la sua vulnerabilità all’autosufficienza energetica promuovendo anche le energie rinnovabili ma tenendo sempre come fonte energetica primaria il nucleare.

Il Giappone farà più affidamento sulle centrali nucleari

La popolazione è ovviamente ancora traumatizzata dall’incidente di Fukushima e Kishida sta tentando di rassicurarla. È trascorso un decennio da quando il terremoto e tsunami del marzo 2011 hanno causato il più grave disastro nucleare dai tempi di Chernobyl. Da allora questo è diventato un argomento delicato in Giappone.

“Utilizzeremo i nostri reattori nucleari con garanzie di sicurezza estreme. Lo scopo è ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche russe. Il riavvio anche di un solo reattore di quelli che abbiamo spento, produce energia pari alla fornitura annuale di un milione di tonnellate di GNL (gas naturale liquefatto) comprato all’estero”.

A parte la popolazione, comunque la maggior parte delle imprese e del settore pubblico giapponese vorrebbe che i reattori nucleari spenti da dieci anni riprendessero a funzionare. La paura di una insufficienza energetica che porterebbe ad una crisi economica in Giappone, è più forte di quella di un nuovo incidente.

Kishida ha parlato di tutto questo dalla City finanziaria di Londra e il messaggio per i futuri investitori è stato chiaro: “Il Giappone è un acquisto sicuro”. Ha anche affermato che nei prossimi 10 anni investirà 150 trilioni di ¥ (1 miliardo di miliardi di €) per raggiungere l’obiettivo di indipendenza dai combustibili fossili entro il 2050. E di conseguenza ridurre le emissioni di gas serra del 46% entro il 2030.

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Fonte: @reuters


Il Giappone farà più affidamento sulle centrali nucleari