I Metallica in concerto a Bologna fanno la cover della sigla italiana di Ken il Guerriero
Bologna è stata teatro di uno degli eventi musicali più attesi dell’anno: l’unica tappa italiana del nuovo tour mondiale dei > Metallica. La leggendaria band heavy metal americana ha infiammato il pubblico con una scaletta ricca di classici e brani più recenti, ma il momento che ha fatto il giro del web è arrivato a metà concerto.

Tra una canzone e l’altra, il chitarrista Kirk Hammett e il bassista Rob Trujillo hanno infatti deciso di rendere omaggio alla cultura pop italiana eseguendo una sorprendente versione della storica sigla nostrana di > Ken il Guerriero, Hokuto no Ken.
Quando l’heavy metal incontra gli anime
L’esecuzione della celebre canzone, composta nel 1986 da Claudio Maioli e resa famosa dal gruppo Spectra, ha immediatamente fatto drizzare le orecchie al pubblico presente allo stadio. Per molti italiani, la sigla di > Ken il Guerriero rappresenta molto più di una semplice canzone. È uno dei simboli dell’epoca d’oro degli anime giapponesi trasmessi in televisione negli anni ’80. Un periodo che ha segnato profondamente l’immaginario di intere generazioni, le stesse che oggi vanno ai concenti dei Metallica.
Sentire uno dei gruppi metal più influenti della storia reinterpretare un brano così iconico e nostalgico del periodo dell’infanzia e adolescenza di molti, ha creato un ponte inaspettato tra due mondi apparentemente lontani: quello dell’heavy metal internazionale e quello degli anime giapponesi storici.
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Il filmato (qui sopra), mostra la reazione attonita del pubblico mentre i due musicisti eseguono a sorpresa la celebre sigla in versione rock, trasformando per qualche minuto il concerto dei Metallica in una vera e propria fiera del fumetto che celebra la cultura pop italiana e giapponese.
Una tradizione che i Metallica portano in tutto il mondo
Quello di Bologna non è stato un episodio isolato. Da anni i Metallica hanno l’abitudine di omaggiare il paese che li ospita durante i loro concerti eseguendo cover di canzoni particolarmente amate dal pubblico locale. E quale scelta più saggia e furba se non fare la sigla di un ‘cartone animato’ che sia il target medio alto che quello un po’ più giovane dei propri spettatori conosce?
Nel corso delle loro tournée mondiali, Hammett e Trujillo dedicano spesso uno spazio dello spettacolo a reinterpretazioni di brani simbolo delle nazioni visitate, adattandoli al loro stile e alla loro energia sul palco. Anche l’Italia è già stata protagonista di questi tributi. Nel 2018 la band aveva sorpreso i fan con una versione di C’è chi dice no di Vasco Rossi, mentre nel 2024 aveva scelto Acida dei Prozac+, storico gruppo punk rock friulano.
Ken: un’icona che continua a unire generazioni
Basato sul manga giapponese Hokuto no Ken, creato da Buronson e Tetsuo Hara nel 1983, > Ken il Guerriero è diventato uno dei fenomeni più importanti nella storia dell’animazione giapponese in Italia. Tutti lo conoscono, anche chi magari non ne ha mai visto nemmeno una puntata. Le avventure di > Kenshiro in un mondo post-apocalittico hanno conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, mentre la sigla italiana è rimasta impressa nella memoria collettiva grazie al suo ritmo energico e al suo testo immediatamente riconoscibile.
A quarant’anni dalla sua pubblicazione, il brano continua ancora oggi a essere cantato durante fiere del fumetto, eventi dedicati agli anime e manifestazioni della cultura nerd. Dimostrando quanto sia trasversale e rimasto vivo nell’immaginario popolare.
Un momento destinato a restare nella memoria
Tra i tanti concerti che ogni anno arrivano in Italia, pochi riescono a creare un momento davvero memorabile. L’esibizione della sigla italiana di Ken il Guerriero da parte dei Metallica è stata una di quelle occasioni.
Per qualche minuto, una delle band più famose del pianeta ha celebrato non soltanto un genere di musica italiana considerata per molto tempo di serie B come quello delle sigle anni ’70 e ’80, che invece aveva pezzi degnissimi di nota. Ma anche una parte importante della cultura giapponese che ha lasciato un segno profondo nel nostro Paese. Un incontro tra metal, anime e nostalgia che difficilmente verrà dimenticato dai fan presenti a Bologna.
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