Gli Exchange Students in Giappone avvertono: la vita reale non è come negli anime

Gli Exchange Students in Giappone avvertono: la vita reale non è come negli anime

Il Giappone non è solo diventato una popolare meta turistica negli ultimi anni. Sempre più stranieri decidono di trasferirsi qui, la maggior parte giovani studenti. Attratti dalle affascinanti rappresentazioni del Giappone negli anime, manga e cultura pop, decidono di trascorrere un periodo in questo paese per sperimentare la vera vita giapponese. Ma dopo i primi momenti idilliaci, gli Exchange Students in Giappone avvertono: la vita reale non è come negli anime.

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Un recente sondaggio online fatto ad alcuni Exchange Students, afferma che molti di loro sono colti alla sprovvista quando si imbattono in una realtà ben diversa da quella sognata. “Non è come negli anime”, ha riferito uno studente europeo in una intervista. “Non c’è amore nella moderna società giapponese. Il mio paese d’origine non è comodo e sicuro come il Giappone, ma c’è amore nelle conversazioni tra le persone. Sembra che i giapponesi abbiano dimenticato come vengono rappresentati i sentimenti negli anime”.

Gli Exchange Students in Giappone avvertono: la vita reale non è come negli anime

In Giappone non c’è amore

Il sondaggio, pubblicato su Business Insider Japan, racconta le esperienze di studenti stranieri in Giappone raccolte durante il recente forum One Young World tenuto a Nagasaki. Inizialmente entusiasti nel raccontare il paese ospitante ad una intervistatrice nipponica, incalzati dalle domande sempre più spinose, hanno poi cominciato a confessare le loro frustrazioni. Uno dei problemi principali che è venuto fuori è la difficoltà di comunicazione tra stranieri e giapponesi.

La barriera linguistica soprattutto, con la sua elevata contestualità e l’aspettativa di riuscire a “leggere l’aria” richiesta anche a chi non è abituato a farlo, è una cosa ostica per gli stranieri. Per chi non lo sapesse ‘leggere l’aria’ è una capacità richiesta a tutti in Giappone. Consiste nel capire come comportarsi in base al contesto sociale in cui ci si trova per non creare conflitti o urtare la sensibilità dell’altro. Ma per chi proviene da un’altra cultura è difficilissimo capire cosa irrita un giapponese.

Tutto questo crea un muro che impedisce ad uno straniero la creazione di legami profondi con la gente del posto. Un’altro studente si è lamentato del fatto che, anche conoscendo il giapponese, è difficile comprendere le persone a un livello profondo. “Ho amici giapponesi con cui mangio e bevo, ma le nostre conversazioni sono tutte superficiali. I giapponesi sono molto educati, ma non si espongono mai esprimendo le proprie opinioni, il che rende difficile la comunicazione. Questo mi ha portato a sentirmi sempre più solo”.

Gli Exchange Students in Giappone avvertono: la vita reale non è come negli anime

Le maggiori difficoltà di un Exchange Students

Circa 2.939.000 residenti stranieri vivono attualmente in Giappone, un picco di quasi il 5% in più rispetto al 2022. La maggior parte proviene da altri paesi asiatici, mentre una buona percentuale arriva dal Brasile, paese con cui il Giappone ha una lunga e profonda relazione interculturale. Un numero minore di studenti e lavoratori proviene da Europa e Stati Uniti, anche se negli ultimi anni sono in aumento.

Quando uno straniero comunica in giapponese in contesti burocratici, anche se lo parla abbastanza, molti autoctoni si irritano per il fatto che impiega troppo tempo a parlare. Inoltre è difficile ottenere da studenti un lavoro part-time che non sia estremamente mal pagato senza una solida conoscenza della lingua giapponese. Ecco un elenco delle maggiori difficoltà di uno studente straniero in Giappone:

  • Discriminazione abitativa: circa il 40% degli stranieri subisce qualche forma di discriminazione quando cerca casa. I proprietari non vogliono rischiare che gli stranieri se ne vadano via improvvisamente, ma spesso la vera ragione è che i vicini non vogliono che persone non giapponesi vivano nel loro quartiere. E i proprietari, per evitare conflitti, acconsentono.
  • Burocrazia complessa e tecnologia arretrata: procedure burocratiche contorte e sistemi online poco efficienti rendono il Giappone non così tecnologicamente avanzato come si crede. L’online banking ad esempio è indietro di un buon decennio rispetto ad altri paesi industrializzati. Gli occidentali spesso si ritrovano invischiati in battaglie con le banche o con compagnie di telefonia mobile giapponesi.
  • Difficoltà con la raccolta differenziata dei rifiuti: regole rigide e severe, soprattutto nelle piccole città. I vicini possono attaccarti pubblicamente se sbagli a fare la raccolta. Una donna straniera racconta: “Ho scoperto che il mio quartiere era iper-focalizzato su di me, mi spiava e addirittura hanno segnalato un mio errore nel fare la raccolta differenziata al mio datore di lavoro.”
  • Clima: estati calde e umide, sono particolarmente difficili da affrontare per chi proviene da climi temperati.
  • Cucina“Vuoi qualcosa da mangiare? Prendi un pasto pronto perché la tua cucina è piccola e gli ingredienti di base sono costosi”. Riferisce uno studente. Inoltre è difficile trovare cibo specifico, come importazioni straniere o opzioni vegane o per celiaci. Anche in una grande città come Tokyo.
  • Uso del termine “gaijin”: Nel periodo Edo gli stranieri venivano chiamati ‘gaijin’ in modo dispregiativo, quasi come un insulto. E questa abitudine purtroppo è rimasta anche al giorno d’oggi. “Quando sento chiamarmi gaijin, capisco di non poter appartenere a questo luogo”. Confessa un’altro studente.

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Il futuro degli stranieri in Giappone

Con la crescente popolazione straniera in Giappone, è importante che il paese si apra al più presto e accetti la diversità. I giovani sono ovviamente più pronti a fare questo, il problema è che la popolazione giapponese è prettamente anziana e restia ai cambiamenti. Ma accogliere gli stranieri in futuro diventerà fondamentale per coprire la mancanza di manodopera causata dal calo delle nascite in continuo aumento nel paese. Alcune analisi indicano che entro il 2067 la popolazione straniera in Giappone supererà il 10%.

Nonostante questo inevitabile aumento, attualmente gli atteggiamenti verso gli stranieri in Giappone rimangono contrastanti. Molte persone affermano di avere poche opportunità di incontrare e interagire con residenti non giapponesi. Si dovrà cominciare ad aumentarle per abbattere le barriere di diffidenza e paura che i nipponici hanno da sempre verso lo ‘straniero’.

La vita in Giappone può essere molto diversa da come viene rappresentata negli anime e nei manga. Per gli Exchange Students e per chi decide di trasferirsi in questo paese per lavoro, è importante essere preparati alle sfide e alle differenze culturali a cui si va incontro. Allo stesso tempo, la società giapponese deve fare di più per accogliere e integrare gli stranieri, creando un ambiente più inclusivo e rispettoso per tutti.

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