Doraemon nella vita reale

Doraemon nella vita reale secondo l’intelligenza artificiale

Era il 1° dicembre 1969 quando la casa editrice giapponese Shogakukan pubblicava il primo manga di Doraemon, il simpatico gatto robot blu diventato poi un fenomeno mondiale. Tanto da essere trasposto subito in versione anime televisivo, molto conosciuto e apprezzato anche in Italia. I creatori del fortunato personaggio sono Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko, un duo di mangaka noti con lo pseudonimo di Fujiko Fujio. Sono gli stessi autori di un’altra opera, anch’essa molto famosa in Italia: Carletto il principe dei mostri.

Doraemon non è stato solo protagonista di un manga storico, terminato in Giappone nel 1996, ma anche di tre serie tv prodotte rispettivamente nel 1973, 1979 e 2005. Oltre a numerosi videogiochi e un film in 3D del 2014. E’ certamente uno dei personaggi più celebri del genere, se si pensa poi all’epoca d’oro dell’arrivo in Italia dei “cartoni animati giapponesi” in televisione negli anni 80′.

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Il nome Doraemon è frutto un gioco di parole, come spesso capita con la lingua giapponese. Viene dall’unione del termine ‘dora‘, da ‘dora neko‘ (gatto randagio), unita alla nota passione di questo gattone per dei dolci tipici giapponesi chiamati dorayaki. A ciò si aggiunge poi il suffisso –emon, tipico dei nomi maschili tradizionali giapponesi.

Doraemon è buffo ma assennato, ed è in grado di viaggiare nel tempo. Ha anche una tascona quadrimensionale dalla quale riesce ad estrarre ogni sorta di oggetto tecnologico proveniente dal futuro, detto ciuski. Ecco come appare interpretato dall’intelligenza artificiale, un tantino inquietante direi…

Doraemon nella vita reale

Nonostante il titolo, il vero protagonista della storia è Nobita, un ragazzino goffo e pigro come pochi. Molti anni avanti nel futuro, nel XXII secolo, un suo discendente decide di inviare nel passato un gatto robot, Doraemon appunto, per migliorare la situazione del suo antenato disastroso. Nobita nel corso della storia, continua a cacciarsi in un guaio dietro l’altro e Doraemon riesce sempre a trovare una soluzione grazie alle sue invenzioni. Ecco come l’AI vede Nobita, un bambino giapponese abbastanza credibile anche se con degli strani occhi azzurri

Doraemon nella vita reale

I personaggi che compaiono nelle viarie puntate ovviamente non sono solo Nobita e Doraemon. C’è anche Suneo, un compagno di classe di Nobita ricco e arrogante che gli fa spesso degli scherzi. Eccolo in versione AI, i suoi capelli hanno qualcosa di strano…

Doraemon nella vita reale

Suneo fa spesso coppia con Gian, un altro ragazzino un po’ più robusto. Tra i due c’è un rapporto strano, perché Gian a volte si allea con lui per tormentare Nobita, a volte invece lo bullizza. Suneo comunque si approfitta spesso della protezione di Gian, dato che fisicamente è il più forte. Eccolo visto dall’AI… più addolcito da un’aspetto quasi femminile.

Doraemon nella vita reale

Infine c’è Shizuka, la ragazza per cui Nobita ha una cotta. Quando si trova in pericolo, il goffo ragazzino abbandona ogni indecisione e si rivela l’eroe coraggioso ed intuitivo che Doraemon vorrebbe vedere in ogni situazione. Ecco Shizuka in versione umana secondo l’AI. E’ carina e sembra una bambina più piccola della sua età, a tratti inquietante anche lei…

Doraemon nella vita reale

Nel 2008 il Ministro degli Esteri giapponese ha nominato Doraemon Ambasciatore degli anime nel mondo. Riconoscendogli la capacità di esportare ovunque la cultura pop nipponica. Eppure anche Doraemon, anime palesemente per un target molto giovane, è riuscito a farsi censurare in alcuni paesi.

Nel 2016 per esempio, il Pakistan ha chiesto che i suoi cartoni fossero banditi dalla tv nazionale. Il motivo è l’accusa di trasmettere un pessimo esempio per i giovani. Nobita secondo loro, è un ragazzino pigro e svogliato e conta troppo sull’aiuto di Doraemon senza rimboccarsi mai le maniche per raggiungere personalmente i suoi obiettivi.

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Doraemon nella vita reale secondo l’intelligenza artificiale