Cosa significa Mottainai? 5 cose sulla filosofia ecologista giapponese

Cos’è la parola giapponese Mottainai

Quando si tratta di pratiche eco-compatibili per il 21° secolo, forse non c’è fonte di ispirazione migliore del passato. Dare uno sguardo all’epoca in cui gli oggetti realizzati a mano con risorse naturali venivano usati e riutilizzati è un modo perfetto per ispirare in chiunque il rispetto della natura. Ma cosa significa Mottainai? Di seguito trovate 5 cose sulla filosofia ecologista giapponese.

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Basta fare un salto nel Giappone del XIX secolo. Nella città di Edo, centro della politica e della cultura giapponese per quasi tre secoli, anche la classe operaia aveva i mezzi e il tempo libero per godersi il famoso ukiyo, il mondo fluttuante dell’arte popolare, della moda e dell’intrattenimento.

Dati gli eccessi dell’agiato momento storico, è grazie all’arrivo del concetto di mottainai 勿体無い che la società del periodo Edo si diede una ridimensionata. Questo concetto è proprio quello che servirebbe anche alla nostra consumistica società attuale.


Cosa significa Mottainai? 5 cose sulla filosofia ecologista giapponese

1. Tenere o gettare via? L’ascesa della cultura Mottainai

Prima della nostra attuale dipendenza da plastica monouso, tessuti sintetici e altri articoli dannosi per l’ambiente, si viveva un po’ tutti in un ambiente con consumi più consapevoli. E anche il Giappone, prima degli eccessi del periodo Edo, era abituato a conservare risorse importanti come legno, carta, tessuti e porcellana.

Ad un certo punto ci fu il bisogno di ritornare all’uso intelligente delle cose in Giappone. E questo ha dato origine alla cultura del mottainai 勿体無い, una parola semplice ma potente che può essere tradotta come: “che spreco!” Trasmette perfettamente il concetto di non buttare via le cose e dargli una nuova opportunità di essere utili.

° Gettare via un paio di sandali > geta a causa di un cinturino rotto? Mottainai!

° Scartare un > kimono perché tua figlia è diventata troppo grande? Mottainai!

° Buttare la tua > tazza da tè preferita perché ha qualche crepa? Mottainai!


Cosa significa Mottainai? 5 cose sulla filosofia ecologista giapponese

2. Cultura balneare e conservazione delle risorse naturali

La nascita nel paese del concetto di Sento, il tipico bagno pubblico giapponese, ha inculcato da sempre nei giapponesi l’abitudine di conservare la preziosa acqua e la legna da ardere utilizzata per riscaldarla. Nei bagni pubblici tali risorse venivano consumate contemporaneamente da più persone e quindi ottimizzate al massimo.E lo stesso succedeva, e succede, nelle case private dove l’acqua calda del bagno viene usata ancora oggi da tutta la famiglia. Ovviamente, questo è possibile grazie all’abitudine giapponese di farsi la doccia prima di entrare nella vasca. La cultura del bagno in Giappone nasce dai rituali purificatori buddisti e shintoisti, nonché dalle proprietà curative delle sorgenti termali, i famosi Onsen.

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I viaggiatori in pellegrinaggio religioso facevano il bagno sul terreno di santuari e templi per raggiungere la purezza spirituale. Gli infermi e i malati invece cercavano sorgenti termali con delle proprietà specifiche per alleviare i loro disturbi fisici.

L’abitante medio della città di Edo frequentava quotidianamente i Sento (bagni pubblici non termali) e la pratica è continuata nel Giappone moderno. Anche se al giorno d’oggi meno che in passato. Le nuove generazioni preferiscono farsi il tipico bagno rilassante serale a casa condividendolo in famiglia piuttosto che uscire.


Cosa significa Mottainai? 5 cose sulla filosofia ecologista giapponese

3. Furoshiki: la conservazione degli involucri

Un’altra pratica giapponese molto eco-compatibile che è durata fino ai giorni nostri, è l’uso del > furoshiki. Si tratta di un panno multiuso utilizzato per trasportare, conservare e avvolgere oggetti. La loro diffusione deriva dall’abitudine dei bagnanti degli Onsen e dei Sento di trasportare i loro articoli da toeletta e i vestiti di ricambio.

Quando poi la varietà di modelli e di motivi decorativi raggiunse il grande mercato, il furoshiki è diventato un oggetto di culto in Giappone, un mezzo pratico ed elegante per trasportare e conservare tutto, non solo gli effetti personali.

Nel Giappone di oggi, è consuetudine usare il furoshiki per avvolgere le scatole per il pranzo > bento box e persino i regali al posto della carta. Quelli tradizionali continuano ancora oggi ad essere stampati a mano con i metodi yuzen, shibori e hikisome che prevedono l’utilizzo anche di coloranti naturali.

Simili ai furoshiki sono i > tenugui, sottili pezzi di tessuto rettangolare multiuso. I bagnanti di Edo li usavano per asciugare il corpo ma venivano usati anche per sudore e polvere o per proteggere la testa dal sole. Ancora oggi ogni ragazza giapponese ha un asciugamanino simil-tenugui sempre in borsa. Il tenugui poi è un must quando si è in viaggio e molti lo usano anche in cucina come strofinaccio o come tovaglietta a tavola.

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